Once Upon A Time 1×22 – A Land Without MagicTEMPO DI LETTURA 2 min

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Nonostante mi abbia un po’ deluso, essendo a tratti piatto e sottotono, l’ultimo episodio della prima stagione rappresenta la ciliegina, anzi in questo caso lo spicchio di mela (possibilmente non avvelenata) su una serie che ha saputo reinventare fiabe tradizionali, più
o meno conosciute, in chiave moderna con un pizzico di dark, sotterfugi, tradimenti, colpi di scena ed un filo rosso che lega tutti i protagonisti. Sebbene sia abbastanza prevedibile, l’intero episodio è retto dalla sempre magnifica interpretazione dei due cattivi (ma ne siamo davvero sicuri?) per eccellenza: Lana Parrilla (alias la Regina Cattiva) e Robert Carlyle (il Tremotino dalla risatina inconfondibile). Non per nulla, il tratto distintivo di questa serie è portare gli spettatori, per lo meno coloro che sbadigliano di fronte ad un film con Julia Roberts o Matthew McConaughey, a tifare per i cosiddetti villains.

Il solito cliffhanger di fine stagione ha lo scopo di accaparrarsi fans e far venire l’acquolina in bocca agli aficionados. In uno show dove “nulla è come sembra”, i creatori Edward Kitsis e Adam Horowitz, conosciuti anche per aver tessuto le fila dei superstiti del volo 815 (nonostante non si sia percepito lo stampo Lostiano) hanno analizzato e stravolto la psicologia dei personaggi di favole e novelle ponendosi la domanda “come hanno fatto Biancaneve,Cenerentola e compagnia bella a diventare come noi li conosciamo? Qual è la loro storia?”.Ed è proprio questo, a mio parere, il punto di forza di C’era una volta. Basti pensare all’algida
matrigna di Biancaneve e al suo alterego Regina, sindaco di Storybrooke nel mondo reale. Glaciale ed austera, ma con una maschera da perfetta casalinga tutt’altro che disperata. Non tutti potevano immaginare che fosse stata costretta a sposare un vecchio re, che non amava e a perdere il vero amore della sua vita, per colpa della piccola Biancaneve. 
PRO:
  • Il cliffhanger che getterà nuove ombre o farà affiorare nuovi segreti
  • Emma Swan che finalmente tira fuori le palle per davvero
  • I costumi e le ambientazioni alla Tim Burton, ma con meno fronzoli e meno computer graphic
  • Il capovolgimento di alcune scene classiche: questa volta non è il Principe Azzurro a
    combattere contro il drago per salvare Storybrooke, ma una donna.
CONTRO:
  • La piattezza della recitazione di Joshua Dallas, e non smetterò mai di dirlo.
  • Alcune scene buttate a caso, tanto per risolvere la situazione e far riunire i protagonisti.

Nell’ultima puntata molti nodi vengono al pettine, forse in maniera troppo sbrigativa, e gli abitanti di Storybrooke finalmente riacquistano coscienza di se stessi. Il sorriso beffardo di Regina nell’ultima scena non lascia presagire nulla di buono…o forse sì?

VOTO EMMY

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