Revolution 1×02 – Chained HeatTEMPO DI LETTURA 3 min

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Il secondo episodio in tutte le nuove serie televisive è sempre il più decisivo. E’ una specie di garanzia per gli episodi a venire in quanto mostra se, quanto visto nel pilot, è veramente ciò ci verrà presentato anche in seguito o se l’episodio pilota era il tipico specchietto per le allodole ben fatto che poi si tramuta in un obrobrio noioso e di dimensioni epiche. Premesso il fatto
che un secondo episodio all’altezza del primo non si è mai visto sul piccolo schermo, diciamo che questo Chained Heat è una buona via di mezzo tra il discreto ed il noioso.
Il discorso è fondamentalmente questo: il pilot lancia la serie caricandola di aspettative, trame e sottotrame, delinea brevemente la psicologia dei personaggi e ti lascia generalmente con la voglia di vedere un seguito; il secondo episodio è più un calmierante che altro visto che, sperando in una stagione completa di 22-24 episodi, bisogna diluire il più possibile gli eventi clou già programmati. Questo è quello che succede in questo secondo episodio di Revolution, paragonabile ad una buona tisana calda dopo l’abbuffata del pranzo natalizio. Logico e abbastanza frustrante al tempo stesso, questo è il modus operandi dei grandi network e purtroppo bisogna accettarlo così com’è. E’ impossibile aspettarsi sconvolgimenti epici come nel pilot ed è d’obbligo limitare le proprie aspettative a piccoli sprazzi di trama orizzontale dati da un nuovo, e per ora senza volto, nemico di nome Randall dotato anch’egli di quel misterioso oggetto che genera elettricità e dalla prematura divisione del gruppo, forse non la migliore delle scelte. Se la scoperta di questo Randall non sorprende e l’effetto dell’uomo senza volto non incute più quel timore che incuteva nei decenni passati, la scissione del gruppo in due sottogruppi è discutibile e apparentemente inutile ai fini della storia per ora. Vallo a capire cosa passa per la testa di Eric Kripke.
In un mondo dove tutto è cambiato sono ovviamente cambiate anche le regole di condotta morali degli individui e per sopravvivere a volte bisogna saper uccidere e convivere con l’idea di essere degli assassini. Charlie deve fare questo passo e prendere atto che per la salvezza di suo fratello qualche testa deve cadere, specialmente se di qualcuno che ti prova ad ammazzare. E’ apprezzabile che almeno l’ipocrisia non si faccia sentire da questo punto di vista.
Parlando invece di trama laterale è con grossa sorpresa che si scopre il motivo per cui la Milizia di Monroe vuole i membri della famiglia Matheson: Rachel Matheson, la madre di Charlie e Danny, è viva e con somma gioia di tutti i fan di Lost che seguono Revolution. Personalmente mi ero già rassegnato di vedere Elizabeth Mitchell solo attraverso i flashback ed invece sono stato piacevolmente smentito da questa scoperta che sicuramente porterà grosse ripercussioni nello show. Diamo tempo al tempo e speriamo di non rimanere delusi.

PRO:

  • Giancarlo Esposito è sempre una spanna sopra tutti come recitazione
  • Il cast si sta infoltendo con la nuova aggiunta di Nora Clayton
  • Si vede la mano di J.J. nell’uso dei flashback per conoscere meglio i personaggi
CONTRO:
  • Il flashback è di relativa importanza
  • Per un attimo ho creduto che Danny fosse diventato muto, invece è solo inespressivo

Carne al fuoco ce n’è tanta, bisogna solo non farla abbrustolire e non servirla cruda ma “in Kripke we trust”.

VOTO EMMY

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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