Last Resort 1×03 – Eight Bells – Otto RintocchiTEMPO DI LETTURA 5 min

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Se vi chiedete anche voi come mai gli americani stiano snobbando questo serial non so rispondervi, tuttavia so spiegarvi perchè questo telefilm è una bomba e se non vi bastano le mie motivazioni e la visione di questo terzo episodio, bè allora forse siete voi a non capirci poi tanto di serie tv quindi continuate pure a guardarvi Grey’s Anatomy perchè Last Resort non fa
per voi. La potenza narrativa dello show si scatena finalmente anche sul versante interno dell’isola, visto che prima dell’arrivo di Chaplin e co. a gestire traffici legali e non era Julian Serrat, colui che su Wikipedia è etichettato come despota del luogo. Più che despota l’idea che ci passa dallo schermo è che sia voluto dalla popolazione locale visto che manteneva l’ordine nell’isola, tuttavia qui si rivela per quello che è, ovvero un freddo e spietato mercenario. A farne le spese è Red (non sentiremo la tua mancanza visto che hai pronunciato solo due frasi), commilitone che è stato rapito insieme ad un altro misconosciuto marinaio e a Cortez, l’unica di cui mi ricordo il nome, merito anche del “gesto eroico” compiuto in camera da letto con Julian. Ma prima di parlare di Julian e della puntata di oggi facciamo il punto della situazione e chiariamo l’evolversi della vicenda di queste tre puntate visto che c’è fin troppa carne al fuoco da gestire.
L’idea iniziale rimane la stessa, cioè far tornare i membri del USS Colorado negli Stati Uniti sani e salvi e non con una taglia sulla testa o direttamente in una bara. Se questa è la premessa, tuttavia ci sono vari ostacoli da tenere in considerazione, ostacoli che fa rima con cospirazione segreta, con militari russi, con Julian e con ammutinamento. Se quindi nel primo episodio abbiamo chiarito la situazione di stallo e i nostri si sono stabiliti a Sainte Marina, nel secondo ci hanno reso partecipi dei piani russi e di quanto il governo ha le mani in pasta pur di sistemare questa patata bollente, nel terzo rimaneva da affrontare Julian e l’ammutinamento.
Il COB è stato reintegrato seppur con qualche dubbio, Julian è stato affrontato venendo a compromessi con la propria coscenza visto che questo teneva in ostaggio i 3 marines ed in cambio voleva della merce di contrabbando bloccata su una barca in mezzo al mare. La soluzione è quindi un patto: Chaplin e i suoi vanno a recuperare la merce (droga/armi/bo) col sottomarino entro l’alba ed in cambio il “despota” rilascia gli ostaggi. Purtroppo però nonostante lo sforzo dei nostri che giocano a battaglia navale e il compromettente patto tra Cortez e Julian, a rimetterci la vita è uno dei tre. Da bravo mercenario qual’è se ne frega del patto con gli ostaggi e per una pura dimostrazione di potere ne uccide uno, giusto per chiarire al Capitano che non scherza. XO e Chaplin però non ci stanno e sebbene il primo voglia risolvere la faccenda subito, il secondo, ben più a suo agio nel trattare con personaggi di dubbio gusto, promette una vendetta da servire fredda. Come dire: hai vinto la battaglia ma non la guerra.
Mi ha soddisfatto tutto ciò? Si ma anche no. La guerra che si è iniziata tra Julian e Marcus è decisamente una delle cose migliori dello show, siamo tutti d’accordo, tuttavia l’arroganza di questo terroristello andrebbe punita duramente visto che comunque una resa dei conti ci sarà prima o poi, quindi perchè andarsi a complicare la vita con un altro problema in casa propria? Non bastano i russi, le cospirazioni e il non farsi affondare il sottomarino? Shawn Ryan dice di no e a noi tocca fidarci.
Vista la vastità delle cose da dire e l’ancor troppo poco tempo passato per delineare bene i fili di questa matassa d’intrighi politici, mi limiterò a fare tre brevi accenni sugli altri eventi importanti di questo episodio:
1) James King e tutti gli altri Navy Seal sono ancora sull’isola, e fin qui ci siamo, ma che diavolo fanno tutto il giorno? Possibile che non possano rendersi utili o inutili in qualche modo? Non è accettabile una scomparsa del genere dai radar televisivi perchè, ok che 40 minuti sono pochi, ma almeno una frase buttata lì per non dimenticarseli la pretendo
2) La “fuga romantica” di King e Tani è il tipico esempio di come perdere una buona manciata di minuti e rendere inconcludente il tutto. E’ chiaro che finiranno a letto insieme e che c’è della tensione sessuale trai due quindi fategli fare sesso che poi torniamo alle cose interessanti, in Last Resort il lato sentimentale non lo vuole nessuno.
3) Autumn Reeser/Kylie Sinclair, con tutto il bene che ti voglio, davvero non è credibile che il tuo fidanzato finisce in ospedale e non reagisci, che ti svaligiano casa per rubare l’unica copia dei prototipi dei tuoi progetti che tenevi in una cassaforte apribile con lo stuzzicadenti e ti meravigli, che una puntata sei la più fredda imprenditrice e l’altra sei mossa dalla commozione di un padre che ti chiede aiuto in un garage per smascherare la cospirazione in atto. Un po’ di coerenza per piacere!
Un ultimo appunto: ho visto solo io degli occhi languidi tra XO e Sophie e l’ennesima love story inutile che non mi interessa che nasca?

PRO:

  • Cap. Chaplin VS. Julian
  • Brividi durante la battaglia navale davvero ben orchestrata
  • COB is back!
CONTRO:

  • King e Tani: semplicemente sprecati.
  • E’ davvero necessario inserire tutte queste love story?

Nonostante l’episodio mi sia piaciuto molto riconosco però la presenze di problematiche che vi ho elencato. Last deve trovare un suo equilibrio il prima possibile e soprattutto deve scegliere su cosa concentrarsi per non disperdere energie preziose.

VOTO EMMY

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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