Private Practice 6×02 – Mourning SicknessTEMPO DI LETTURA 3 min

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Il secondo episodio della sesta stagione
serve per riprendersi dallo shock (il primo episodio era appunto intitolato
“Aftershock”) causato dalla morte di uno dei personaggi principali. Come ben sappiamo, la
nostra cara Shonda Rhimes è dedita ad eliminare con un veloce colpo di penna tutti i
characters

più amati dal pubblico. Prova tangibile è la lunga (e qualche volta assurda) sequela
di disastri e morti avvenute in Greyʼs Anatomy (tutta la famiglia di Meredith, George,
lʼabbandono di Izzie, e le recenti scomparse di Lexie e Mark). Il suo spin-off non è da
meno, a quanto pare. Dopo la tragica morte di Dell alla fine della terza stagione, assistiamo
sconsolati e parecchio increduli al passaggio di Pete a miglior vita. Il titolo dellʼepisodio
è un gioco di parole, che vale solo per la versione inglese.
“Mourning sickness”, infatti è
associabile sia al lutto per Pete (“to mourn” in inglese significa “essere in lutto, piangere
per qualcuno”), sia alla gravidanza di Charlotte (“mourning” viene pronunciato quasi
alla stessa maniera di “morning”, mattino…quindi si rifà alla classica nausea mattutina
delle donne incinte). Gli amici della clinica Oceanside si stringono attorno a Violet e ricordano
il loro collega scomparso, organizzando una festa in stile indiano e cercando di non
piangere, per volere di Pete. Finiranno col chiudersi in bagno e fumarsi una canna stravaccati
dentro la vasca, divorando famelici una pizza. Esilarante il racconto di Addison e della prima volta che ha provato la marijuana.
Anche Sheldon deve vedersela con la cruda realtà. Durante una seduta con un paziente, quest’ultimo gli confida di volersi suicidare la sera stessa perché pedofilo ed incapace di pensare ai bambini solo in maniera innocente. Mi è molto piaciuto il modo in cui è stato trattato l’argomento e bravo pure l’attore guest star che ha interpretato l’aspirante suicida. Come devono essere trattati i pedofili? E badate bene, non sto parlando di bastardi che abusano di bambini, ma di uomini che ammettono la propria “malattia” e chiedono aiuto. Non è mia intenzione giudicare o sparare sentenze, ma ho apprezzato lo sforzo di affrontare il tema da questo punto di vista.
Son state dure da digerire, sempre a causa della mia lacrima facile di cui vi parlavo la scorsa settimana, le scene in cui Addison riceve una chiamata da Derek e piange la morte del suo ex amante Mark; così come la scena in cui Violet sparge le ceneri del marito tra le onde dell’oceano e si scioglie in un pianto struggente tra le braccia del suo migliore amico, Cooper. 

PRO:

  • Sheldon e il tema della pedofilia
  • Affrontare la morte in termini normali, senza troppa teatralità propria di molti film o telefilm
      CONTRO:

      • La storia tra Jake ed Addison (propria non mi va giù che abbia scelto lui)
      • Il paragone un po’ banale tra il caffè e l’amicizia tra Addison e Sam

          Il livello dell’episodio è molto alto, così come la bravura recitativa di alcuni attori (non tutti, ovviamente). Affrontare la morte e gioire anche delle piccole cose, nonostante tutto, saranno la trama e l’ordito di questa ultima stagione. Da ora in poi i personaggi subiranno un mutamento, sia fisico (Charlotte), che psicologico e vedremo se questo li unirà ancora di più o li porterà verso lidi diversi.

          VOTO EMMY

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