Revolution 1×04 – The Plague DogsTEMPO DI LETTURA 3 min

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Sembra sia stato fatto un sondaggio e il voto finale che ne è uscito è stato unanime: morte all’inutile bionda!
Non è mai piaciuta, non è mai riuscita a farsi breccia nel cuore di noi spettatori e soprattutto non è mai servita a nulla. Stiamo parlando della tipa bionda sulla quarantina che si spacciava per la matrigna di Charlie e Danny e che a parte essere una specie di dottoressa
non ha mai portato nulla di buono allo show. Nemmeno di cattivo ma se risulti ignava non puoi di certo sperare di aver una lunga vita in una serie. Quindi questo episodio è il suo canto del cigno, un canto che vorrebbe essere drammatico e triste ma che non lo è proprio perchè di Maggie non ce ne può fregare nulla. Fosse morto il ciccione miliardario di Google (Aaron non ti offendere tu mi sei simpatico) sarei rimasto più colpito ma visto che è morto un personaggio inutile: in alto i calici e brindiamo alla sua dipartita neanche troppo prematura.
Il succo della puntata non è questa perchè, come abbiamo imparato dai vari serial post apocalittici, lo scopo è divertire ma insegnando una lezione. Sul divertire oggi avrei qualche riserva ma la lezione è chiara: si può morire dissanguati dopo una pugnalata. Ma va? Ebbene si, sembra impossibile ma è così. Prima della scomparsa dell’elettricità era impossibile morire dissanguati dopo una coltellata sulla coscia ma 15 anni dopo è una routine sconsigliabile dal medico. Ironia a parte questo è il tipico episodio gettato alle ortiche solo per far numero all’interno della stagione, detto anche filler per i non addetti ai lavori, in modo da guadagnare tempo per posticipare gli eventi della trama orizzontale.
Come se già non bastasse, a peggiorare l’inutile episodio ecco arrivare l’altro personaggio più inutile dello show: Nate. Per coloro che alla lettura di questo nome si domandassero chi diavolo fosse, rispondo innanzitutto con un “tranquilli è normale”, poi seguito da “è il tizio della Milizia che non si riesce a capire se sia buono o cattivo ma nel dubbio continua a fare lo stalker inseguendo Charlie e compagni”. O gli si dà una svolta narrativa importante che dia un senso all’esistenza di questo ragazzo senza carisma o io voto lui come prossima vittima da sacrificare sull’altare degli ascolti.
Uniche note positive che danno un senso a tutto sono l’interpretazione sempre magistrale di Giancarlo Esposito, in ruolo che oggi più che mai gli appartiene in memoria dei tempi in cui gestiva Los Pollos Hermanos, e finalmente un Danny che si smarca dalla categoria dei personaggi inutili e prima decide di fuggire nonostante una tromba d’aria, poi salva il Capitano Neville da morte certa, come certa era la sua ricattura. D’altronde da un badass come Neville era, è e sempre sarà impossibile aspettarsi un gesto diverso da questo. Per fortuna. Lo stesso non si può dire di un Miles quanto mai sotto tono e di una Nora che serve solo a far numero, un po’ come troppi personaggi del cast.

PRO:

  • Apprezzabile il flashback che ci illustra chi era Maggie
  • Giancarlo Esposito fa trasudare terrore ed ammirazione in ogni fotogramma
  • Danny è risultato utile a fare qualcosa!
CONTRO:

  • Inutile il flashback su Maggie visto che è morta
  • Il pazzoide con i cani è un personaggio inutile
  • Nate e Miles: bocciati

Da tutte le critiche che ho fatto vi chiederete come mai dò la sufficienza, bè nonostante la puntata sia pressochè inutile il mio è un 6 politico perchè tutto sommato, una puntata filler ci può anche stare e, visto l’interpretazione magistrale di Esposito e la morte di Maggie (alleluja), posso passare sopra sulla storia circostante del tizio psicopatico con i cani. Però bisogna far meglio la prossima volta…

VOTO EMMY

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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