Sons Of Anarchy 5×04 – Stolen HuffyTEMPO DI LETTURA 6 min

in Recensioni by
“What the hell is happening to
us?”
Il riassunto di questa
prima parte di stagione è tutto in questa straziante domanda che
Gemma Teller-Morrow si pone a circa metà di questa puntata di Sons
Of Anarchy. Si potrebbe pensare che siano lacrime di coccodrillo
quelle che la matriarca di SAMCRO versa per Opie, morto la scorsa
settimana in prigione per salvare

Jax e tutta la brigata, e pochi
sarebbero in disaccordo, e la domanda che a noi spettatori sorge
spontanea è se Gemma si stia rendendo conto che tutto il mondo che
ha contribuito a creare con le sue trame ed i suoi inganni sta
crollando, o se abbia preso radicale coscienza che i suoi metodi
coercitivi sono sbagliati di partenza. In generale, in questa puntata
Gemma continua a scivolare in un vortice difficile da gestire,
barcamenandosi tra la cotta per Nero e la minaccia Clay, cercando
nello stesso tempo di continuare le sua macchinazioni interne al club
ma senza la freddezza e la perfidia che la contraddistingueva. Che
anche il periodo d’oro di Gemma Teller stia finendo? Una vecchia
volpe come lei difficilmente lascia la preda senza lottare, darà
ancora battaglia.

Parlando di vecchie
volpi, non si può non menzionare Clay, che continua pericolosamente
a girare intorno al club ed a interferire con le sue manovre.
Difatti, è lui il primo sospettato dell’irruzione della buoncostume
nell’impresa di Nero (anche se sarebbe facile come risposta, e siamo
abituati ai colpi di scena di Sutter in tal senso), e il gruppetto di
neo arrivati al tavolo di SAMCRO che è entrata la notte in casa
Morrow colpendo Unser non mi sorprenderebbe facesse capo proprio a
Clay. Intanto, se ne sta lì a dispensare dubbi e piccoli contrasti
col potere, cercando di creare piccole breccie che sommate potrebbero
formare un cratere.
La 5×04 è una
pausa di riflessione dopo tre puntate frenetiche, piene di colpi di
scena e di eventi particolarmente crudi ed importanti, che ci mostra
quindi i nostri paladini intenti più a riflettere o al massimo agire
per parole, che ad imporsi con la forza. E come biasimarli, quando il
pensiero va tutto alla veglia di Opie? Chi evade da questo schema è
sicuramente Tara, che sembra agire da scheggia impazzita nonostante
il forte appoggio di suo marito. La ragazza non riesce ad imporsi, nè
sulla sua arcinemica Wendy, nè sulle macchinazioni di Gemma, e
sembra neanche su se stessa e le sue paure. Ciò si traduce in:
comportamenti esasperati e ostili oltre forse il comprensibile nei
confronti della madre naturale di Abel (ed è interessante vedere
come Tara diventi Gemma quando parla con Wendy, cosa che quest’ultima
stessa nota con una punta di terrore); in attegiamenti da mamma/old
lady attenta alla famiglia quando riprende Gemma per un succhiotto
lasciatole da Nero Padilla; arriva a tornare la innocente ragazzina
di qualche anno prima che pensa al giusto per tutti e non solo per se
stessi, venendo in questo frenata da Jax stesso; per finire si lascia
andare a stupidi sfoghi di rabbia repressa quando si lascia
trascinare da Gemma nel pestaggio della escort collaboratrice di
Nero. Tara, ma cosa fai? Deve ritrovare al più presto la bussola, e
capire una volta per tutte chi vuole essere e che ruolo vuole
ricoprire: o diventa la nuova Gemma, e impara a tenere a freno il suo
cervello e la sua indole innocente quando deve arrivare ad un
obiettivo non seguendo le vie tradizionali; o è il completo opposto,
una donna che con uno spiccato senso etico fa ragionare il suo uomo
se le sue scelte sono giuste o no, non solo per il club ma anche per
se stesso e la sua “anima”.
Per
rimanere nel quadretto familiare, parliamo di Jax. In questa puntata,
assistiamo ad un’ulteriore metamorfosi del presidente di SAMCRO, che
segue il discorso che Damon Pope gli rivolge in carcere: usare il
dolore per agire, trasformarsi “da pedina a re”. Jax si
aliena ancora di più da sua madre, imponendole due volte il suo
volere senza neanche permetterle replica, ed agisce con una fredda
determinazione, uno scudo che sarà difficile che cadrà nelle
prossime puntate. Con cotanta dimostrazione di forza, mette a tacere
subito le critiche in concilio per l’accordo stretto con Pope, e
stringe un astuto accordo con Nero Padilla per la riapertura di
Caracara, risarcendo il pappone/gangster per i casini alla sua Diosa
e nello stesso tempo cercando di nuovo di diversificare il reddito
della banda uscendo dal campo dell’illegalità estrema. Caracara
finirà in fumo come nel primo tentativo? Nero riuscirà a tenere le
mani lontano da Gemma come previsto dall’accordo? E Jax, soprattutto,
riuscirà a far convivere in se stesso l’anima più buona ed incline
al voler salvare SAMCRO da guai giudiziari e derive suicide con la
parte necessariamente più manovratrice, fredda e senza scrupoli che
sta sviluppando in quanto presidente e che ha già portato
indirettamente all’omicidio di Opie? Una nota di demerito, a mio
giudizio, va alla fuga dal motel con Chibs e la sciacquetta
dell’Indiana: va bene che il nostro Jax prende sempre le cose di
petto ed ama agire (e salvare giovani fanciulle in difficoltà), ma
partire senza un minimo di precauzione per poi cadere in un’imboscata
che poteva essere facilmente pronosticata per salvare una ragazza che
ha messo ancora più in subbuglio le tue relazioni familiari ed a cui
devi meno di nulla mi sembra una piccola forzatura. Tradotto: in una
puntata del genere, non sentivo il bisogno di scene di azione
classiche di questa serie (che sia chiaro, amo), e il pretesto per
far partire la corsa non mi è piaciuto un granchè. Si poteva forse
evitare.
In questa puntata
“tranquilla”, che muove pedine ed alfieri ma non fa vedere
scontri eclatanti tra le tante parti, che non figura tra le perle di
questa serie ma che riesce ad essere una puntata di transizione
comunque interessante (e tra le migliori che abbia visto), non si può
non menzionare, con una nota di merito eccezionale, il finale
dedicato ad Opie. Uno di quei finali talmente emozionanti, per un fan
di una serie tv, che può essere descritto da tante parole o lasciare
che semplicemente le immagini scorrano e la perfetta colonna sonora
(“The Lost Boy” di Greg Holden) pervada il cuore di
tristezza. Con un gesto (Jax che chiude violentemente la portiera del
carro funebre) che può essere emblematico riguardo il futuro delle
vicende di Charming.

PRO:

  • Finale di puntata incredibile
  • Puntata di spessore nonostante sia sostanzialmente di transizione
  • Opie, che anche da morto rimarrà sempre nei nostri cuori
      CONTRO:

      • La scena dell’inseguimento di Jax e Chibs da parte dei messicani è un po’ forzata.
      • Tara un po’ troppo fuori controllo

        Questa puntata di Sons Of Anarchy è la prima della stagione in cui le parole superano i fatti. Ma anche con queste premesse, alcuni piccoli gesti e l’impostazione data fanno si che lo show sia di ottimo gusto. Addirittura, la nota stonata che si può trovare è il tocco action che è stato voluto dare per forza. Puntata che, oltre ad essere molto godibile in generale, merita anche solamente per gli ultimi minuti, epici. Finale che fa guadagnare di diritto un mezzo punto in più.

        VOTO EMMY

        1 Comment

        1. Scelta coraggiosa quella degli autori di far morire Opie considerando che era uno tra i personaggi più importanti ed influenti del telefilm.
          Vabbè che adesso avrà finalmente la pace che merita dopo tutto quello che ha passato…

        Lascia un commento

        Your email address will not be published.

        *

        Ultimissime

        error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
        Go to Top
        %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: