Revolution 1×11 – The StandTEMPO DI LETTURA 3 min

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La rabbia e la frustrazione che state provando in questo momento è del tutto normale, in fin dei conti chiunque sarebbe incazzato per aver sprecato circa 360 minuti nell’osservare un ciccione, una teenager ed un ex militare percorrere metà della East Coast degli Stati Uniti per ritrovare il fratello della suddetta teenager e, dopo una pausa di tipo 4 mesi, vederlo banalmente morire da suicida.
Insomma, quello che sto dicendovi è che se siete incazzati per l’andazzo di Revolution ne avete tutte le ragioni di questo mondo ma, al contrario di quanto pensiate, la seguente recensione non proseguirà continando gli insulti a Kripke e soci per questa scelta infelice, anzi. Quel che leggerete sarà una sorta di aiuto per capire cosa frulla nella testa degli sceneggiatori che hanno l’ingrato compito di rendere Revolution una serie decente da guardare ed il primo passo in quest’ottica è di eliminare i personaggi inutili ed il primo scalpo è quello di Danny “pannocchia” Matheson.
Graham Rogers dice addio al cast della serie che doveva lanciarlo nell’olimpo televisivo e che per fortuna l’ha rigettato visto che le sue performance recitative non sono affatto sufficienti, così come la sua pettinatura. Rogers può però consolarsi per il modo in cui il suo persognaggio è stato fatto fuori, ovvero abbattendo un elicottero, cosa non trascurabile per un sedicenne asmatico in cerca di riscatto. La sua immolazione è l’unico atto da ricordare insieme al pestaggio operato da un sempre sopra le righe Giancarlo Esposito, gli unici due momenti degni di essere ricordati ed effettivamente gli unici che sforzandomi riesco a ricordare. Danny Matheson non è mai riuscito a rappresentare su schermo ciò che Kripke ha partorito su penna; la mancanza di carisma, lo sguardo perennemente perso nel vuoto e una faccia da prendere a pugni sono le uniche “qualità” che ci ricorderemo di lui e purtroppo non è l’unico ad avere queste doti. J.D. Pardo, alias il figlio del Capitano Neville, è affetto dalla medesima sindrome di amorfismo acuto, una malattia che rende anche il suo personaggio degno di essere eliminato prossimamente o, se non altro, di essere ripetutamente pestato da qualcuno.
Quello che sto cercando di dire è che i difetti che tutti noi abbiamo visto in questo show sono molti ma mentre alcuni sono modificabili solamente dalla penna degli autori, altri sono eliminabili solamente con la morte o la scomparsa di alcuni attori, Graham Rogers per primo, J.D. Pardo subito dopo e a seguire Tracy Spiridakos, Zak Orth e Billy Burke. Ho elencato praticamente tutto il cast perchè effettivamente gran parte della superficialità narrativa di Revolution è colpa loro e la pausa di 4 mesi sembra essere servita agli sceneggiatori per rinfrescarsi le idee e per dare una sistemata allo scempio perpetrato nei 10 episodi precedenti. La cura Revolution prevede l’utilizzo di materia grigia per tutto il gruppo dei Matheson, l’uccisione di personaggi inutili e una trama senza buchi narrativi inspiegabili, se la pausa apporterà tutte queste modifiche allora Revolution arriverà ad essere sufficiente, altrimenti rimarrà nella buca che si è scavato con le sue stesse mani in 10 episodi.
Io ci credo a questa versione di Revolution, certo è che se già alla prima puntata fanno percorrere a piedi 202 km in mezza giornata e non spiegano che sono passati alcuni giorni, beh, partiamo decisamente male. E per chi non lo sapesse 126 miglia, ovvero 202 km, sono la distanza che separa Philadelphia da Annapolis. Molto credibile…

PRO:

  • E’ morto Danny l’inutile
  • Giancarlo Esposito picchia come un bullo
  • Situazione più movimentata ora che Monroe ha l’energia
CONTRO:
  • Ovviamente Miles e Rachel tornano all’ultimo momento
  • Rachel e Miles insieme? Seriously?

Apprezzo la morte dell’inutile fratello dai capelli pannocchia ed è l’unico motivo per cui elargisco una sufficienza. Vediamo se riusciranno a migliorare ancora…

VOTO EMMY

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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