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The Following 1×10 – GuiltTEMPO DI LETTURA 5 min

in Recensioni/The Following by
La storia e la letteratura ne sono pieni, in molti hanno scritto saggi ed elogi in onore di essa, la follia, pura e semplice follia. Qualcuno sostenne che madre natura si assicurò di donarne ad ognuno di noi perché la nostra esistenza non fosse triste e deprimente. Cospargere ovunque un pizzico di follia per combattere il grigiume e la noia quotidiana. Ma se la vita non è altro che un gioco della follia,
cosa distingue una persona apparentemente normale da un folle? La differenza potrebbe semplicemente dipendere dal modo in cui ascoltiamo i nostri pensieri e le nostre passioni, e dal modo in cui decidiamo di abbandonarci ad essi. Questa piccola parentesi è dedicata ovviamente a Jacob e alla sua psicosi post-omicidio del suo fidanzatino.
Fin dal principio questo personaggio era parso, tra i follower, il meno malato di mente apparendo semplicemente qualcuno alla ricerca di un gruppo in cui inserirsi. Come qualsiasi buon posto di lavoro, chiunque si presenti per ricoprire un incarico deve avere un curriculum ben assortito, così anche Joe Carroll richiede un certo tipo di esperienza, si certo, ma nel campo del assassinio. Della serie: se non hai le mani sporche di sangue non puoi entrare a far parte dell’esclusivo fans club di Carroll. Jacob però pur non rispettando i requisiti riesce ad entrare a far parte del gruppo, e con un pò di pazienza commette il suo primo omicidio. Se l’uomo cede alla passione e commette una follia, se è vero ciò, Jacob mette fine alla vita di Paul mosso da un sentimento affettuoso varcando così quella linea sottile che divide la ragione dalla follia. Ed ora non è solo un assassino, ma è un colpevole in preda ad allucinazioni. E chissà che di tutto ciò non sia proprio la cara Emma a farne le spese, insomma, prima aveva ben due uomini  tra le mani, sociopatici ma pur sempre uomini, invece ora si trova sempre più sola. Non che la cosa ci dispiaccia particolarmente, ovviamente.
Passando al premio “stupidità” della settimana, in questo episodio a pieno merito se lo guadagna Claire per essere la peggior protetta dalle forze dell’ordine, infatti continua a gettarsi a braccia aperte tra le grinfie dei seguaci dell’ex marito. Va bene desiderare di poter rivedere il proprio figlio, ma ragazzi è mai possibile che sei cosi poco furba? La cosa stupisce in particolare perché in questa puntata persino Ryan è riuscito a non fare le sue solite furbate. Eppure esiste un comune denominatore tra la donna ed il suo spasimante Hardy, la poca voglia di vivere, lo si nota soprattutto vedendo la facilità con cui decidono di gettarsi nelle loro missioni suicida.
Non volutamente nella scorsa recensione era stato fatto un paragone tra questa serie tv e Dexter, ed è direttamente dal dipartimento di polizia di Miami dexteriano che arriva David Zayas, meglio conosciuto come Angel Batista, un personaggio che da subito riuscì a riscuotere le simpatie dei fans. Da queste parti Zayas interpreta Tyson un ex agente dell’FBI ed un caro amico di Ryan, peccato però che sia stata una semplice comparsa e che sembra stia facendo una brutta fine anche lui. Questo personaggio è comparso con due precisi intenti: il primo era quello di farci vedere il passato di Ryan in cui non c’erano così tanti casini; il secondo è quello di farci vedere una ex fiamma di Hardy per poi scoprire che in qualche modo è legata a Carroll. Insomma i followers sono ovunque e dove meno te l’aspetti!
La scena più stupida in assoluto di questa puntata è quella girata nella stanza dove viene nascosta Claire. Motivo? L’assolutà stupidità di tre poliziotti idioti che quardano le immagini della telecamera di sorveglianza come se guardassero una noiosissima puntata di un qualsiasi programma tv. Oltre ad agire come degli esseri anencefalici, ossia senza cervello, gli attori reclutati per la mini parte erano anche monoespressivi e si sono fatti ammazzare senza battere ciglio. Ci state prendendo in giro, vero? Altrimenti non si spiegherebbero queste cadute di stile.
Nel corso di questa decima puntata la presenza di Carroll è stata appena accennata, ed i followers di questa settimana, i due uomini addestrati dalla milizia, non sono stati all’altezza della donna della scorsa volta che  almeno aveva movimentato un po’ di più l’episodio. Nuove dimaniche ci aspettano dalla prossima puntata ora che Joe ha tutto quello che desidera: la moglie ed il figlio, ed ora cosa si inventerà per colpire Ryan Hardy? Ma soprattutto, la psicovilla degli psicopatici assassini sarà sempre un luogo di felicità dopo l’arrivo dell’ex mogliettina arrabbiata di Joe? Beh, ma non preoccupiamoci del futuro, tanto Carroll per ora è occupato a prepararsi degli “s’more” in cucina. Bernvenuti a The Following signore e signori, lo show dove tutte le vostre convinzioni saranno stravolte. Uno show dove i personaggi non agiscono come fareste voi, ma totalmente al contrario.
 
PRO:

  • Claire e Ryan sembrano fatti l’un per l’altro, ed io continuo a lanciare l’ipotesi che i personaggi sono studiati per essere esattamente così.
  • Emma distesa nella vasca ricoperta di sangue, potrebbe essere il suo futuro?
  • Jacob da rapitore a colpevole assassino, il passo è stato breve. Ed anche da morto Paul continua a fargli compagnia.
  • David Zayas gradita guest star.
    CONTRO:
    • La follia che domina i personaggi di questo serial, sono un pro o un contro? Ed il più folle di tutti è proprio Carroll: cosa spera di ottenere con Claire ed il figlio li? la felicità? mah!
    • La fine fatta da Tyson.
    • La scenetta da asilo elementare messa in scena nella stanza d’albergo.

    Come sempre The Following continua a regalarci momenti di tensione che si contrappongono ad attimi di pura stupidità che ti fanno chiedere perché sei ancora qui a seguire questo serial. A questo va aggiunta la stupidità ricorrente e persistente dei personaggi che ad oltranza portano avanti un comportamento ridicolo e da pazzi dediti al suicidio. Ma d’altronde se così non fosse non saremmo a The Following.

    VOTO EMMY

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