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Arrow 1×23 – SacrificeTEMPO DI LETTURA 7 min

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Movimento, azione, battaglie all’ultimo respiro e un finale assolutamente inaspettato. Mettiamo insieme tutto questo ed ecco un season finale da cardiopalma che potremmo definire: quasi perfetto.
Avete presente quando ci si gode la puntata della propria serie tv preferita e questa ti tiene attaccata allo schermo, i circa quaranta minuti passano e nemmeno ce ne accorgiamo? Se vi è mai capitato saprete riconoscere un big season finale da uno modesto. Saprete anche che se questo accade è perché riesce a coinvolgervi a tal punto da arrabbiarvi, piangere ed emozionarvi con i personaggi, fino a trovarvi spesso a parlare con il vostro schermo. Sapete perché e quando accade tutto ciò? Questo fenomeno da malati di serie tv avviene perché gli autori, gli attori e il cast in generale hanno fatto un buon lavoro. Guinti alla fine della prima stagione di Arrow possiamo confermare quanto è stato detto dal principio, ossia che Arrow è una serie ben riuscita che è riuscita a prendere un personaggio fumettistico, umanizzarlo e farcelo amare anche con le sue debolezze, che sono appunto ciò che lo rende umano, e con i suoi errori. Inoltre, tranne qualche puntata filler qua e là, che su ventitre puntate è concessa, è sempre riuscita a tenere altra l’attenzione con degli splendidi cliffangher finali che hanno saputo coinvolgerci sempre di più. Ovviamente l’apice del coinvolgimento è stato catturato dagli ultimi due episodi.
In modo alquanto piacevole e con garbo gli autori hanno saputo concludere quasi tutte le storie principali che ci hanno fatto compagnia in questa prima stagione e, nonostante i clichè di ultimi baci prima della catastrofe, morti eroiche e discorsi epici che ricordano neanche tanto vagamente un qualsiasi action movie (ricordiamoci che in fondo Arrow è un prodotto The CW e non CBS), alla fine il season finale ha soddisfatto tutti i palati.
Non possiamo non dedicare le prime impressioni al personaggio che più di tutti ha saputo regalarci una sopresa inaspettata: Tommy Merlyn. Sapete, a volte ci si rende conto che qualcosa che abbiamo davanti agli occhi è piacevole solo quando la si sta perdendo. Ebbene, sappiamo tutti che il triangolo so boring di questo primo capitolo non ha riscosso troppo successo, Tommy e Laurel erano noiosetti ed Oliver da parte sua è sempre stato un po’ in disparte. Insomma un triangolo che c’era si è no. Splendidi momenti, ironicamente parlando, targati “Merlyn family” non sono stati ben capiti fino all’ultima puntata. Per esempio l’ospedale della mamma e tutto il resto, ora capiamo il significato, però purtroppo rimaniamo un po’ con l’amaro in bocca. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che colui che si sarebbe sacrificato sarebbe stato proprio Tommy e soprattutto per Laurel, donzella contesa (che non credo abbia ben capito cosa vuole dalla vita), arrivando al gesto estremo di morire per lei. Pensate un po’, ironia della sorte, il giovane Merlyn muore per mano del Marlyn senior. Non è ironico che per vendicare la morte della moglie alla fine muoia anche il figlio?
Estremamente toccante il finale tra i due amici, insomma sono state affrontante varie sfaccettature del sentimento amore, non solo quello romantico ma anche quello paterno, Quentin e Laurel; quello sentimentale, Thea e Roy; e infine quello dell’amicizia che in realtà si eleva oltre a quello diventando quasi un sentimento tra fratelli. Probabilmente la perdita di questo personaggio, per quanto sia apparso spesso noioso, si farà sentire nella prossima stagione, e i personaggi che ne risentiranno sono Laurel e Oliver. Però bisogna dar atto agli autori di una cosa: l’audacia. Eliminare così in un sol colpo padre e figlio equivale a fare una specie di reset totale in stile The Following e fondamentalmente iniziare la seconda stagione da capo, raccogliendo i cocci di quanto successo in “Sacrifice”. Coraggiosi.
Continua la lotta contro il tempo e intanto Moira prende la prima decisione saggia da ventitre puntate a questa parte: assumersi le proprie responsabilità. Estremamente gradita la cosa, anche se la porta a provare su di sè il freddo gelido di un paio di manette e la perdita di entrambi i figli.
Quentin Lance: un bellissimo personaggio dalle molteplici sfumature. In principio era un uomo rude e ostinato, un carattere ben costruito fatto di tante sfaccettature, un carattere spigoloso ma decisamente buono e dedito alla giustizia. Con l’evolversi della storia anche il detective ha subito dei cambiamenti, passando da un rigoroso e incorruttibile personaggio che desidera catturare il Vigilante, ad essere umano che mette da parte tutto per salvare la sua città. Diciamo arrivederci a Quentin con profonda stima e ammirazione.
L’epico incontro/scontro finale tra i due arcieri si svolge a suon di frecce a mo’ di feroce duello e con tante belle scazzottate. Coreografie e combattimenti al top, un Diggle che striscia sul tetto e tutto si conclude con Oliver che si trafigge con una freccia che passa da parte a parte colpendo a morte Malcom. Piccola pecca, che poco incide sul giudizio complessivo, è la poco credibilità di come possa accadere che la stessa arma colpisca tutti e due ma Oliver si alza e se ne va mentre l’avversario cade a terra morente. Altro punto negativo, se proprio dobbiamo trovarlo, riguarda la velocità e la fretta con cui i combattimenti vengono consumati, regalandoci una spettacolo minore di quello che potrebbero offrire. A volte pare un po’ che gli autori vogliano raccontarci troppe storie insieme in una sola puntata, però come dicevo, visti i risultati complessivi, questi dettagli li possiamo mettere da parte.
La quiete prima della tempesta: Oliver e Laurel parlano di sentimenti. Per un secondo ho temuto che Oliver dicesse: Laurel sono il Vigilante. Per fortuna non l’ha fatto, e detto ciò faccio notare che le persone che  ad oggi sanno l’identità dell’Incappucciato sono tutte morte tranne Dig, Felicity e Helena Bertinelli che nel frattempo è a spasso per il mondo. Chissà.
Aspettando che la terra tremi, gli autori ci danno modo di goderci attimi di vita isolana. Come promesso a fine episodio abbiamo saputo la sorte di tutti quelli presenti sull’isola di Lian Yu. Finalmente Fyers si è beccato la prima vera freccia sparata seriamente da Oliver e dopo esplosioni, missili e casini vari vediamo Slade, Ollie e Shado sopravvisuti. Con molto piacere capiamo che i flasback isolani ci faranno compagnia anche prossimamente, d’altronde ce n’è ancora da raccontare…
Riassumendo un mix perfetto e i 40 minuti sono praticamente volati. In modo inaspettato le trame dei personaggi si sono chiuse quasi tutte, e al tempo stesso sono già state gettate le basi per la prossima stagione anche se a tutti gli effetti si è chiuso un ciclo. Certamente il terremoto non sarà solo sotto i piedi ma anche nelle vite dei protagonisti, e per chi non se ne fosse accorto anche Roy Harper sta pian piano trovando la sua strada e il suo destino tra un bacio hollywoodiano ed il salvataggio di qualche persona. Ultima cosa: Felicity resisti!

 

PRO:
  • Il bellissimo gesto di Tommy. Un personaggio che non mancherà a molti che però ha saputo uscire in punta di piedi e con grande eleganza, facendoci cascare anche una lacrimuccia.
  • Malcom Merlin e la tua ridondanza: you have failed this city! Ora sei morto, ma il tuo piano crudele è stato messo in atto lo stesso con la tragica fatale morte del figlio. Destino beffardo…
  • La collaborazione tra il Detective Lance e il Vigilante.
  • Moira finalmente si prende le sue responsabilità.
  • Oliver che dice a Tommy in punto di morte di non aver ucciso suo padre. Ecco un bellissimo gesto di amicizia oltre che una bugia detta una volta tanto a fin di bene.
  • Stephen Amell ed il cast, tranne un paio di personaggi hanno sfoggiato una splendida interpretazione, sapendo conquistare totalmente il pubblico con la semplicità, oltre che con la bellezza.
  • 40 minuti di suspance.
  • Il cliffangher finale: nonostante abbiamo visto la sorte di molti personaggi, quella di altri è rimasta in sospeso, e con ansia aspettiamo la prossima stagione.
  • Grazie autori che non ci avete riproposto una storiella alla “Uomo Ragno”.
CONTRO:
  • Perché ce ne sono? Se proprio dobbiamo trovarli, allora direi che il combattimento epico finale avrebbe potuto consumarsi meno rapidamente.
  • Oliver trafitto dalla freccia si alza e se ne va?
  • Poco spazio è stato dato a Diggle, così come a Felicity. D’altronde in questo episodio c’era già abbastanza carne sul fuoco.
  • Troppa melensità in certi frangenti

Questo season finale merita un punteggio alto per tutti i motivi citati sopra. Aveva tutto quello che serve per un finale sprepitoso: emozione, suspance, ritmo serrato, azione e corse contro il tempo. Ed infine la terra trema comunque, ma dopo averci regalato un spettacolo decisamente buono e inaspettato. Dopo aver visto ventitrè puntate possiamo senza dubbio affermare che gli autori sanno come tenerci attaccati alla sedia grazie a trucchetti come le mosse inaspettate ed i colpi di scena finali. Grazie a questi espedienti hanno saputo catturare il pubblico conquistandolo e consolidandolo, puntata dopo puntata, confermandosi ogni volta come uno show sinonimo di qualità.

 

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2 Comments

  1. Maaaaaaaaaaa… siamo proprio sicuri che Tommy sia morto? secondo me lo vedremo come villain nella prossima stagione 😛

  2. In realtà potrebbe anche essere… io sono più terrorizzata da un possibile ritorno di Marlyn Senior… 😀
    Maicol sai qualcosa che io non so???

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