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Dexter 8×10 – Goodbye MiamiTEMPO DI LETTURA 4 min

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La decima puntata
s’intitola “Goodbye Miami” ma qui di goodbye non c’è nulla! Ironia sicuramente
non gradita arrivati a questo punto della stagione, dove l’unica cosa che ci
spinge a terminarla è l’inerzia o la speranza di poter dire che in fondo è
stato: un finale degno del nostro amato serial killer. Ormai si salvano solo la sigla (che rimane
tra le
più originali ed esplicative) e i trailer, quelli sì che sono da Oscar.
Nonostante questo, però, non si può di certo negare la presenza di alcuni colpi
di scena, opinabili “or not”, forti “or not”.
Vorrei assicurarvi che
la solita tiritera Dexter+Hannah+Argentina vi venga risparmiata ma non è così. I
discorsi sono sempre gli stessi, l’obiettivo è sempre quello e la non partenza pure.
Un’evoluzione di Dexter era inevitabile e preannunciata. Nel corso della serie
ha cercato di condividere il suo Passeggero Oscuro con qualcuno che potesse
realmente capire, non a caso erano tutte donne. Ovviamente mi riferisco a Lila
e Hannah, di certo non a Rita, con la quale viveva un rapporto di pura finzione
(bei tempi!) quindi, non dovrebbe sorprenderci tutto questo sentimentalismo. Se
l’evoluzione sentimentale era l’obiettivo, però, è stata elaborata male. Un
uomo, un serial killer, trasformato in un “trottolino amoroso” non è credibile
e, inevitabilmente, perde di coerenza. Ora sente addirittura questo bisogno
irrefrenabile di proteggere la dottoressa Vogel, non può di certo lasciarla in
balia del figlio assassino … è pericoloso! Purtroppo non sembrano scuse per
poter uccidere Daniel Vogel–Oliver Saxon–Chirurgo del cervello come invece
pensa la Vogel, purtroppo (lo ripeto) è reale il sentimento di protezione che
prova per la “madre spirituale”, così come era reale la rabbia che ha provato
per l’assassinio di Zach, suo “figlio spirituale”.
E’ ossessionato non più dal
sangue, dall’ebbrezza che provava nell’uccidere qualcuno, ma da Hannah e
dall’Argentina (è importante riportare la ripetitività di queste ultime
puntate). Quest’ossessione lo porta addirittura a rimanere impassibile davanti
ai sentimenti di Deb, al suo smarrimento nel rimaner sola e veder andare via
tutta la sua famiglia. Ma non era stato lui a muovere mari e monti pur di non
perderla? Basta una bionda per cambiare musica! Una bionda, peraltro, non molto
astuta. Harrison si ferisce al mento utilizzando il tapis roulant della zia Deb
e gli ci vogliono dei punti. Hannah cosa fà? Lo accompagna in ospedale senza neanche
camuffarsi! Bastava una coda ai capelli, un berretto, non ci voleva mica un
indovino a capire che sarebbe stata riconosciuta. Ed ecco che si ritorna a
parlare dell’Argentina e dell’esigenza di partire subito.
E poi non mancano le
storyline insignificanti come quella di Masuka con la figlia “fumata” (speriamo
che la produzione stia orchestrando qualcosa che lo coinvolga, altrimenti che
spreco di tempo) e la parte di Batista che, con la sua sana ingenuità, non può
far altro che strapparci un sorriso. E’ così, sembra un bimbo che si districa
tra faccende adulte. Dexter gli ha confidato di volere una pausa perché esausto
per la morte di Rita? (Rita è morte nella quarta stagione, ho detto tutto). Quale
cosa più sensata avrebbe potuto fare se non quella di raccontarla ad un
perfetto sconosciuto che, guarda caso, sta indagando sulla ex di Dexter? Un
Batista è necessario in qualsiasi serie tv!
All’inizio avevo
parlato di colpi di scena. Il primo (chiamiamolo così) è il rituale della
preparazione della stanza dell’omicidio. Dexter utilizza nuovamente le foto
delle persone uccise dalla sua vittima (in questo caso Daniel) come se volesse
ritornare ad essere la persona di una volta. Pallido tentativo per uno
ossessionato dall’Argentina e dalla possibilità di vivere una vita normale. Ed
ecco che parte il secondo colpo di scena: Debra e Quinn di nuovo insieme, what?
Non che la cosa mi dispiaccia troppo ma sicuramente devo essermi persa qualche
passaggio. Ero rimasta a Quinn ancora palesemente innamorato di Deb ma sul
contrario non avrei scommesso un centesimo. Il tutto ovviamente riporta alla
partenza di Dexter per l’Argentina (again!) e alla paura della solitudine.
Dulcis in fundo: Daniel
ed Evelyn. Sin da subito Daniel sente l’esigenza di spiegare il perché è
costretto ad uccidere. Incolpa la madre di aver preferito Richard, suo
fratello, a lui: questa è la motivazione del suo fratricidio. Chiede aiuto,
chiede comprensione, chiede amore! Vuole vivere come Dexter, essere migliore di
Dexter, diventare lo psicopatico perfetto … per una volta vuole essere la prima
scelta. La frase: “Non fare lo stesso errore che hai fatto con Richard,
scegli bene questa volta … scegli me!” puzza di minaccia. E quando uno
psicopatico minaccia, di certo non sono parole prive di significato.

PRO:

  • Debra torna alla omicidi, finalmente! 
  • Debra e Quinn e la scena del “or not”.
  • Gli ultimi minuti della puntata sono degni di nota soprattutto perchè rinnovano la speranza di far uscire la serie dal guado in cui si è messa

CONTRO:

  • Hanna e l’Argentina … non se ne può più!
  • Il sentimentalismo ostentato di Dexter.
  • Ritmo pedante.
  • Constatare il declino della serie è forse il punto più dolente perchè, arrivati a questo punto dopo 8 anni, vedere una storyline del genere fa cadere ogni aspettativa su un finale degno

Il terzo colpo di
scena? Gli ultimi minuti vi ripagheranno dei 50 passati ad ascoltare discorsi
sull’Argentina, su Hanna e sulla voglia di stare con lei. Fidatevi! -2 alla fine comunque…

VOTO EMMY

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