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Dexter 8×11 – Monkey In A BoxTEMPO DI LETTURA 7 min

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Siamo all’undicesima puntata di questa ultima avventura del nostro serial killer preferito. Undicesima puntata su dodici che si apre con Dexter impegnato a fare i conti con il dopo-omicidio Vogel, la sua “madre spirituale”. E, come lui stesso ammette, se non poteva far nulla per la sua madre naturale in quanto questa morì quando era troppo piccolo, ora è abbastanza

grande per impegnarsi e progettare qualcosa. Questo qualcosa è trovare il modo di assassinare Saxon, figlio della stessa Vogel e responsabile dell’omicidio.
Episodio quindi incentrato sulla caccia al figlio di Vogel e, contemporaneamente, sul preparare i bagagli per quella famosa partenza con Hannah per l’Argentina. Il titolo fa riferimento proprio a questo, al dover organizzare in due giorni un’intera vita e alla sensazione di avere poco tempo per far tutto.
Uno spettatore attento e grande fan di questo serial, fin dai primi minuti può notare un qualcosa di diverso in Morgan. Non è più il cacciatore a cui siamo abituati, adesso aiuta la polizia, mette gli agenti sulla pista giusta dimostrando la parentela tra la neuropsichiatra e Saxon, confida i propri piani a Deb. Persino quest’ultima si rende contro che c’è un certo qualcosa di diverso.
E’ l’evoluzione che gli autori quest’anno ci hanno proposto del personaggio, da omicida a semplice umano e che continua ancora adesso.
Intanto anche gli altri personaggi si stanno sviluppando e stanno cercando di capire in che direzione portare la propria vita (forse per questo eventuale spin-off di cui stanno parlando da mesi? O per dare una degna conclusione al tutto? non si sa).
Debra Morgan infatti nel frattempo  realizza che ciò che  la entusiasma nella vita è fare la poliziotta, ecco quindi che torna alla Miami Metro e ad essere partner di Quinn. Certo, dopo gli ultimi avvenimenti anche lei non poteva rimanere immobile e quindi constatiamo anche qui una qualche mutazione :il saper mentire, senza pudore e senza mai tradirsi in particolare, era sicuramente qualcosa che la “vecchia Deb” non avrebbe mai saputo fare, nemmeno per una persona cara. Ora però le cose sono cambiate, addirittura non è più sorpresa nel venire a sapere delle attività notturne del fratello anzi, quando è possibile cerca anche di aiutarlo, che sia nel pianificare l’agguato ad uno spietato assassino oppure al proteggere la di lui fidanzata. E se può, ricomincia la storia con il ragazzo di sempre Quinn. Deb nelle scorse puntate ha capito che in qualsiasi caso non potrebbe mai abbandonare Dexter, ci ha provato tanto, ma il crescere insieme e condividere esperienze ti lega indissolubilmente ad una persona, che lo si voglia o no.  Che ci sia un legame di sangue o meno, non puoi abbandonare una persona a te cara, sembra essere questa alla fine la morale che gli autori vogliono proporci e dobbiamo dire che vedendola in questo modo, lei è perfettamente coerente e Jennifer Carpenter sempre più brava a rendere sullo schermo una donna così complessa.
Potremmo contrapporla all’altro personaggio femminile della storia Hannah McKay, che noi abbiamo conosciuto la scorsa stagione come avvelenatrice di uomini ma che quest’anno sembra essere confinata alle quattro mura di casa e non solo per via dell’U.S. Marshall Clayton che cerca di catturarla. In realtà, ad oggi ci  sembra più un personaggio di Desperate Housewives traslato in un telefilm Showtime che la donna che abbiamo imparato ad apprezzare l‘anno scorso, l‘anima gemella del protagonista. Pare proprio provare gusto a cucinare e crescere il bambino del proprio uomo, altro che il brivido del guardare la morte negli occhi delle proprie vittime. Ci aveva sorpreso la scorsa stagione proprio perché finalmente si descriveva anche una omicida donna, portando anche qui la parità dei sessi. Adesso ci dispiace dirlo ma è noia pura, non aggiunge niente alla storia se non dare una via di fuga al protagonista e poter così concludere in pace il telefilm.
A proposito di personaggi femminili, non possiamo non menzionare la ritrovata Syl, ovvero la moglie di quel Miguel Prado della terza stagione, ucciso sempre per mano di Dexter. Syl è ancora agente immobiliare, impegnata questa volta a vendere l’appartamento di Morgan. Tra gli interessati spunta proprio Oliver Saxon, che risulta molto simile dobbiamo dire al nostro Dr. Morgan per quanto riguarda i metodi di caccia alla propria vittima (ricordate Kylie che diventava amico di Trinity qualche tempo fa?) .
Per questo l’incontro finale tra i due sarà molto più interessante dei precedenti, in quanto questi sono molto più simili di quanto vogliano ammettere.
Particolare attenzione meritano gli ultimi minuti di questa puntata. Eh sì, perché se fino ad allora l’episodio si era svolto in maniera (generalmente) comune, vediamo che negli ultimi attimi la situazione cambia. Dexter decide, per un qualche motivo che sfugge anche allo spettatore più attento, di invertire la rotta e lasciare Saxon a Deb, che così potrà fare bella figura con la polizia di Miami (sperare magari anche in un avanzamento di carriera), mentre lui se ne va, con l’animo più leggero di una piuma, a prendere il famoso (e tedioso) aereo per l’Argentina.
Allora, innanzitutto permettetemi di ricordare  che stiamo guardando Dexter. In questi otto anni noi ci siamo affezionati a questo serial killer perché ne abbiamo studiato le modalità comportamentali, i pensieri, ci siamo legati ai suoi affetti più profondi e persi, abbiamo sofferto con lui nei momenti grigi. E sempre abbiamo capito il perché o cosa c‘era dietro, cosa smuoveva l‘animo di questo personaggio. Questa volta però non possiamo perdonare agli autori uno smacco così grande, l’aver reso questo soggetto così complesso  uno di quei protagonisti dei film rosa, pronti a cambiare tutto per  amore della propria donna. Soprattutto, e questo è da ricordare, quando appena quattro anni fa l’abbiamo visto commettere lo sbaglio più grande della sua vita: non uccidere Trinity quando poteva, ma permettergli di vivere quel poco necessario a uccidere la madre di suo figlio Harrison, Rita. Per questo proprio non riusciamo a capire il perché dietro questa decisione degli autori di terminare con un cliffhanger totalmente nonsense la puntata. Un omicida che lascia libero un altro omicida, ben sapendo i rischi a cui va incontro, credendo che basti chiamare la sorella poliziotta per risolvere il problema. Dimenticando che nella decisione di scappare con Hannah ci sono anche altre persone coinvolte.
Questo non è il nostro Dexter ma, conoscendolo, la prossima settimana vedremo un capovolgersi (di nuovo) degli eventi con una presa coscienza di ciò che è davvero accaduto. Ci aspettiamo parecchio e speriamo a questo punto che dopo una stagione di alti e bassi, gli autori sappiamo darci ciò che ci meritiamo.

PRO:
  • Il ritorno di Syl, che ci fa ricordare i bei vecchi tempi della terza stagione. Alcuni di noi in effetti si domandavano che fine avesse fatto. Tranquilli, è ancora grande amica dell’uomo che ha ucciso suo marito e continua a incontrare psicopatici. Ci vuole talento, ammettiamolo.
  • La nuova Deb: sa mentire come non mai e capisce cosa vuole dalla vita. Ci piace davvero tanto rispetto alla vecchia e fragile Deb.
  • Deb: “Niente, e intendo niente mi impedirà di passare un’ultima sera con mio fratello”, quindi Dexter, se vuoi ti aiuto con Saxon pur di stare insieme. Grande coppia, i Morgan. Persino Harry, se fosse stato vivo, si sarebbe commosso.
  • Oliver Saxon/Daniel Vogel: Dexter, hai trovato pane per i tuoi denti.
  • La narrazione: dobbiamo dire che questa stagione non è stata magari costante nell’attirare l’interesse del pubblico, però siamo a -1 dal series finale e non abbiamo la minima idea di cosa succederà. Non è da molti fare un lavoro del genere.

CONTRO:

  • Dexter che lascia libero il nemico perché ormai “pieno d‘amore” per Hannah…WTF, Dexter??Ricordi quel tipetto delizioso di qualche anno fa di nome Trinity?? Sei un serial killer amico, non un hippie.
  • Dexter ingenuo che pensa di poter tornare a casa, prendere i bagagli e farsi un bel viaggetto oltreconfine.
  • Dexter che lascia il nemico con accanto mille coltelli. E va beh che era legato, ma stiamo parlando di un altro (scaltro) serial killer, mica di Austin Power.
  • Dexter avventato. Insomma, credo di essermi spiegata.
  • Hannah, il cui ruolo da avvelenatrice ora pare essere rilegato alla donna casalinga degli anni‘50. Per amore questo ed altro, sembra insegnarci.

La puntata in se per se non è male, ma gli ultimi sette minuti sono una delusione totale  di chi da otto anni segue le vicende di un serial killer che, seppur cambiato negli ultimi tempi, rimane comunque un serial killer. La rinuncia, l ’arrendersi non ha mai fatto parte di questo personaggio, che era capace di inseguire in capo al Mondo una vittima pur di eliminarla, piuttosto che lasciarla vivere ancora.
Gli animi nobili lasciamoli ai film romantici e ai romanzi ottocenteschi.
Noi rivogliamo il nostro Dexter.

VOTO EMMY

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