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Misfits 5×05 – 5×06 – 5×07 – Episode Five – Episode Six – Episode SevenTEMPO DI LETTURA 4 min

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Chi guarda Misfits è tipicamente uno spettatore annoiato
dal classico procedurale o dalla sit-com facile, è spesso in età post
adolescenziale ed è alla ricerca di serial di nicchia di origine extra
americana, per lo più britannici, che possano sorprenderlo senza richiedergli
una buona dose di memoria nel lungo

periodo. Questo almeno era all’inizio. Poi
tra il passaparola, l’attenzione mediatica posta dai siti specializzati e
qualche attenzione troppo mainstream, è diventato il classico telefilm da
vedere per non essere fuori moda o per non rimanere emarginato dalle
conversazioni seriali fatte con gli amici. E come questo cambiamento di status
quo si è riscontrato tra il pubblico, così è stato anche a livello produttivo e
di sceneggiature. Prima il sorprendente successo di critica e pubblico, poi il
cambio di cast dovuto o meno a scelte compiute dagli stessi attori ed infine la
decisione di chiudere il tutto con una quinta stagione che rendesse onore a ciò
che era il Misfits dei primi due anni.

Bene, il risultato di questa metamorfosi, in parte
riuscita ed in parte no, è evidente in questo trittico di episodi, 2/3 dei
quali completamente privi di quella verve iniziale di cui si fregiava la serie
agli inizi. Le idee iniziano a scarseggiare, e questo era evidente sin da
Episode Two” in cui si è costruita dal nulla una storyline sentimentale tra
Rudy e Jess, ma la scelta di far ruotare la già labile trama orizzontale
intorno a questo evento è parsa subito sbagliata e noiosa. Magari a qualcuno
sarà anche piaciuta ma far cuocere a fuoco lento un inguaribile assetato di
patata come Rudy per una ragazza che non ha mai straveduto per lui, ma che anzi
lo ha sempre disprezzato per modi e maniere, è quanto mai surreale. A questo si
può poi aggiungere la scelta di replicare l’ormai classico triangolo televisivo
tra lui, lei ed il migliore amico di lui ed il gioco è fatto: ripetitività a
gogo. E poco importa se si deraglia lungo il percorso per raccontare la storia
di una ragazza che vive nel cyberverso o se si ricicla, tra l’altro da “EpisodeFour”, l’ennesimo ragazzo capace di assorbire linfa vitale dal prossimo pur di
vivere più a lungo.

Qui il problema è uno solo ed è il papà di Misfits: Howard Overman.
Ebbene il creatore della serie è il responsabile primario della crisi
d’identità e di idee della serie, questo non perché non abbia creatività, ma
semplicemente perché l’ha esaurita riciclandosi più volte e finendo per
produrre sceneggiature che sono solo copie sbiadite di quelle di un tempo. Non
a caso è sua la firma di “Episode Five” ed “Episode Six” mentre è di Jon Brown
quella del nettamente migliore superlativo penultimo episodio della serie, una puntata ben
fatta, imprevedibile e che riporta alla mente l’indimenticata episodio a base di
latticini e viaggi nel tempo. Overman è stanco e si vede, il contrario di Brown che a quanto sembra è una fucina di idee inespresse pronte ad invadere il nostro piccolo schermo. 

L’ecstasy come prodotto per invertire le capacità
superumane è un espediente nuovo ed ancora misterioso ma di grande impatto e
soprattutto delirante se applicato al contesto scanzonato e assurdo dei
“disadattati” con la tuta arancione, ed i risultati infatti non si fanno
aspettare e rasentano il sublime, anche e principalmente se confrontate con gli
altri episodi. L’inversione dei poteri scatena il genio creativo di Brown che
sfrutta l’occasione per rendere umano il ragazzo tartaruga ma fondamentalmente
per far esplodere il pandemonio tramite le botte e via che Alex From The Bar dà
ogni giorno ma che stavolta (con buona pace dei sensi) restituisce i poteri
tolti. Ecco quindi che si crea una E.E.P. (aka Epic Evil Pussy) praticamente
invincibile se non fosse per il “potere della sfiga” che viene scatenato, come
nei migliori cartoni animati, da una buccia di banana.

Ok che il potere delle “tette ipnotiche”  è trash come pochi altri, ma ha il suo perché
e non sfigura nel complesso dell’episodio e della serie stessa e merito di ciò
va dato interamente alla scrittura vivace e impazzita dell’episodio, una
vivacità che troppo spesso è venuta a mancare in questi ultimi anni.
Howard Overman, let think about it.

PRO:

  • Sceneggiatura “Episode Seven”
  • Alex e la banana
  • Evoluzione della trama a base di maglioni.
    CONTRO:
    • L’inutilità e l’importanza attribuita alla relazione Rudy-Jess
    • Dico in maniera molto generica “Episode Five” ed “Episode Six”, i perchè li trovate nella recensione ma sono veramente tanti

    Arrivati ad un episodio dalla fine è giunta l’ora di fare i conti con sè stessi e capire se si sono buttate via circa 5 ore della propria vita dietro questa quinta stagione o se alla fine ne è valsa la pena, anche in vista del gran finale. Personalmente sono contento di aver sopportato il buono ed il cattivo tempo anche solo per assaggiare ancora una volta il vecchio Misfits, quello di “Episode Seven”, un assaggio che vale tutte le mie 5 ore, spese bene o male che siano.

    VOTO EMMY 5×05


    VOTO EMMY 5×06


    VOTO EMMY 5×07

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    Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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