R.I.P. (Recenserie In Peace) – ScrubsTEMPO DI LETTURA 8 min

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C’è una cosa che prima o poi colpisce tutti: la vita.

Alle volte questa non è nient’altro che una gran bella risata tra
amici, altre volte invece ci colpirà come una fortissima ginocchiata sui denti;
poi ancora sembrerà troppo “una sitcom scadente con sceneggiatori troppi pigri”,
altre invece sarà troppo movimentata, a volte invece… beh, non ci capirete
niente e non saprete più dove andare a parare.
Se c’è una cosa in grado di essere vista come una specie di libro
intitolato: “Vita: Istruzioni per l’uso” questa cosa è Scrubs.
Il telefilm è una celebre ed acclamata sitcom televisiva composta
da 9 stagioni per un totale di 182 episodi dalla durata di 21 minuti l’uno. Creata da Bill Lawrence, la serie è ambientata
all’interno dell’ospedale universitario Sacro Cuore (situato in una non
precisata città della California) e segue in prima persona la vita personale e
la crescita professionale di John “J.D.” Dorian (Zach Braff), un giovane
neolaureato in medicina che commenta con voce fuori
campo tutte le vicende che capitano a lui ed ai suoi amici e colleghi in chiave
fortemente ironica, concludendo ogni episodio traendo una piccola morale.
Attorno a lui abbiamo un cast impareggiabile di comprimari:
Christopher Turk (il migliore amico del protagonista, interpretato da Donald
Faison, diventato poi anche il suo BFF nella realtà); il Dottor Perry Cox (scorbutico, narcisista e riluttante mentore di JD, interpretato da John C. McGinley);
Ellott Reid (nevrotica e imbranata specializzanda di cui JD si innamorerà,
interpretata da Sarah Chalke); il Dottor Bob Kelso (diabolico e avido Primario dell’ospedale,
più interessato al budget e ai costi di bilancio che alla
salute dei pazienti, interpretato da Ken Jenkins); Carla Espinoza (esperta
infermiera che intraprenderà una relazione con Turk,
interpretata da Judy Reyes) e L’Inserviente (spazzino
senza nome che, a causa proprio di una incomprensione nata nel primo episodio,
cercherà in tutti i modi di rendere impossibile la vita a JD, interpretato da
Neil Flynn). Presentandosi ad un primo impatto come una serie dal cronico humour a volte decisamente demenziale, la serie ha guadagnato numerosi riconoscimenti
per la sua capacità di catturare il pubblico sia con il fattore “risata” sia
con argomenti e toni più seri ed è proprio questo uno tra i maggiori “pro”
dello show, saper coniugare in maniera pressoché perfetta momenti divertenti ad
altri più riflessivi e d’introspezione tant’è che più volte ci si trova a
pensare di aver di fronte un vero e proprio gioiello visivo che ruota a 360
gradi su tutte le emozioni dell’essere umano.  
Crediamo che Scrubs possa essere definito semplicemente come la
vita sotto forma di telefilm, una vita che tutti cerchiamo di rendere divertente
perchè in fondo non sappiamo che altro fare. Tutta questa voglia, tutta questa ricerca del divertimento la si
può vedere nelle ricorrenti e divertentissime gag che sono a puro scopo comico
mentre la voglia e la necessità di occupare il tempo (ma anche di rendesi
utili) si può riscontrare nella professione che hanno scelto i protagonisti
(medico, chirurgo et simili) cercando di fare il cosiddetto “miglio in più” per
i propri pazienti.
Nonostante di base Scrubs sia un
telefilm che possa essere classificato come una commedia a puntate, più spesso
di quanto si possa credere si lascia andare in argomenti che almeno una volta
hanno toccato ognuno di noi, in frasi che ci stampano in faccia un sorriso
malinconico e ci fanno dire: “E’ vero,
è successo anche a me”
. Complice forse la location
d’ambientazione, è molto ricorrente il tema della
vita e della morte ma tanti altri temi come i rapporti personali di ogni genere
e tipo ed altri situazioni fin troppo comuni allo spettatore. Il tutto
collegato da un monologo interiore e conclusivo del protagonista dove riassume tutto il tema della puntata, trae conclusioni e ci lascia con una
morale ed un paio di spunti su cui riflettere. Tuttavia l’elemento su cui si basa l’intera riuscita dello show è sicuramente
la scelta del cast. Sappiamo bene che il successo di un telefilm richiede come prima
cosa la persona (o le persone) giusta al posto giusto. Mai come in questo caso si può dire che gli attori chiamati a
interpretare i vari ruoli siano semplicemente perfetti sia come presenza fisica
su schermo sia come interpretazione.
Aggiungete poi che l’edizione italiana vanta un’altrettanto
azzeccata scelta di doppiatori che in alcuni casi sono pure “migliori” alle
voci originali dei vari protagonisti. No, non è una bestemmia. Ed è proprio grazie a questi personaggi che (ricollegandoci al
paragone con la vita di tutti i giorni) è facile immedesimarsi o provare una
fortissima empatia nei loro confronti, in primis nel protagonista JD: Se ci fate
caso infatti praticamente tutte le storie narrate nei vari episodi riguardano i
rapporti tra lui e gli amici/colleghi che rappresentano a conti fatti le
persone che siamo destinati ad incrociare nel corso della nostra esistenza
cambiandola per sempre.
Turk rappresenta l’amico fraterno che tutti noi abbiamo, quello che
sa tutto di te, che c’è sempre e senza il quale non vedremmo il lato più
divertente della vita; Elliott è la ragazza dei nostri sogni, la nostra anima
gemella che ci mostra come un rapporto sentimentale non sia mai semplice in
quanto costituito anche da litigi oltre che da grandi momenti d’amore; Cox
rappresenta invece il fratello maggiore o la figura paterna, colui che anche se
sembra odiarci in realtà ci vuole bene e ci dà sempre grandi insegnamenti; Carla
è la collega di lavoro che ci aiuta nei momenti di difficoltà; Kelso è invece
il datore di lavoro odioso che pare creato apposta per rovinarci l’esistenza;
Ted è la classica persona imbranata succube del capo ed infine l’Inserviente
rappresenta il classico bullo o “nemesi” col quale capita di confrontarsi. Ed il Todd…. beh il Todd è sempre il Todd. Ovviamente anche in altri telefilm alcune di queste figure sono
presenti ma in tutti i casi si è sempre enfatizzato e stereotipato troppo il
rapporti tra i vari personaggi (in particolari quelli sentimentali) rendendo
l’empatia fin troppo fittizia e artificiosa. Qui
invece i rapporti appaiono genuini e reali proprio perché sono quel che sono:
cioè imperfetti proprio come nella vita di tutti i giorni.
Scrubs è un mondo a sé, un mondo parallelo al nostro dove ognuno
può rispecchiarsi in uno dei protagonisti, può vederci quello che vuole e la
propria visione è personale e soggettiva; un mondo dove chiunque appaia sul set
e viene ripreso dalla telecamera ha una sua storia, una sua psicologia, un suo
processo di caratterizzazione ed evoluzione che, attraverso gioie e drammi, matura apportando delle migliorie…o addirittura, regredisce peggiorando. Proprio come succede a qualsiasi essere umano in una
normalissima vita. Ma Scrubs è anche il nascondiglio preferito quando senti che la
vita è troppo pesante da sopportare e dove trovare sempre consigli, insegnamenti
o ispirazioni per risolvere un problema che ti dava noie.
Potrebbe sembrare ridicolo da dire ma Scrubs è anche una specie di
panacea per lo stress quotidiano; è incredibile come guardare la sera un
singolo episodio di questo telefilm sia in grado di raddrizzarti una giornata
schifosa, insomma diverte, fa riflettere e rilassa allo stesso tempo. Fin troppi pregi per una semplice comedy da 20 minuti.
Insomma è proprio impossibile sentire qualcuno che si lamenti di
Scrubs ed anzi, molti di noi si sono ritrovati spesso a pensar di volere che
questo show andasse avanti in eterno così da accompagnarci a braccetto per
tutta la nostra vita.
Bisogna tuttavia ammettere che l’ultima stagione intitolata “Scrubs: Med School”, pur non essendo un completo disastro, è stata qualitativamente inferiore rispetto alle precedenti a causa di un cambio di personaggi non proprio ottimale… che poi la colpa non è stata neanche tanto dei nuovi arrivati ma “semplicemente” quella di rimpiazzare dei character meravigliosi ed insostituibili.
I fan ormai si vedevano come JD e si sentivano protagonisti dello show quasi quanto lui; senza mezzi termini, è stato un vero e proprio shock non avere IL protagonista nell’ultima stagione.
Lo scopo avrebbe dovuto essere quello di una sorta di passaggio di testimone tra la vecchia e la nuova guardia di medici dell’ospedale Sacro Cuore ma l’operazione non è riuscita come speravano gli sceneggiatori ed il cast originale.
I fan infatti non hanno accettato la cosa e complice quindi un netto calo degli ascolti, l’avventura dei Medici Ai Primi Ferri si è conclusa con questo “scivolone” che tra l’altro ha rischiato di rovinare il finale PERFETTO dell’ottava stagione (che all’epoca si pensava sarebbe stata l’ultima).
Tuttavia va ribadito che questo non intacca minimamente un telefilm semplicemente fantastico che per otto lunghi anni ha saputo farci divertire, piangere e riflettere come pochi altri (sia prima che dopo di esso).
Per questi e altri milioni di motivi vi consigliamo calorosamente la visione di questa pietra miliare del piccolo schermo che non ha niente da invidiare ad altri telefilm di ambito comico ed anche medico.
Scrubs è un universo compatto, vero, vivo e pulsante di cui ne vorreste sempre di più arrivando a sperare che possa andare avanti praticamente in eterno.
Potremo star qua ad andare avanti a parlare del perchè questo show vada visto a prescindere dai vostri gusti ma vogliamo darvi il tempo di godervelo senza rovinarvi eccessivamente le sorprese che ci troverete… buona visione!!
Cinque Cibernetico

In collaborazione con Simone Pozzoli

2 Comments

  1. Scrubs ha otto (meravigliose) stagioni, non nove. Non conosco nessuno che abbia mai visto né sentito parlare di una fantomatica nona stagione…

  2. A livello pratico, Scrubs ha nove stagione: su questo non si discuto. Ma come abbiamo lasciato intendere, quando si parla della nona ci tappiamo tutti le orecchie correndo e cantando le canzoni di Pippo Franco 😉

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