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Men At Work 3×05 – Gigo-MiloTEMPO DI LETTURA 2 min

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Non so bene come vedere questa stagione di Men At Work. Da un lato, ed è quello che più mi piace rispetto alle scorse stagioni, apprezzo “l’audacia” con cui finalmente si mette mano alla trama orizzontale praticamente mai esistita nello show, dall’altro non si può non notare un calo qualitativo importante (lo si
vede anche dall’ASIAG). Due facce di una medaglia che mai come ora è così palese e che questo “Gigo-Milo” esprime benissimo.
A dirla tutta l’episodio si salva praticamente grazie al finale completamente a sorpresa che catapulta Milo verso una nuova direzione creativa: lo scrittore. Per farlo gli sceneggiatori hanno puntato dritti dritti al licenziamento senza se e senza ma, una scelta potenzialmente geniale se non fosse che genera ovviamente alcuni dubbi. Primo fra questi le future dinamiche tra gli amici: se è vero che ultimamente si son viste sempre più storie ambientate tra gli uffici di Full Steam Magazine è anche vero che gran parte delle dinamiche del gruppo si svolgono tra questi corridoi e quindi d’ora in poi bisognerà escogitare nuovi punti di ritrovo oltre alla tavola calda. Le preoccupazioni non sorgono tanto per i nuovi metodi che Meyer si inventerà, quanto piuttosto perchè ultimamente c’è un deficit di humor abbastanza importante e questo potrebbe giocare a sfavore della serie.
Nell’economia della serie l’introduzione di Myron è stata una novità importante anche vista la sua continua presenza, tuttavia il personaggio e la sua caratterizzazione lasciano a desiderare. Non fa ridere, non incute timore reverenziale ed è quasi più impacciato di Neal, insomma non si può certo dire che faccia la sua porca figura. Al contrario Neal, a parte la fase moschettiere di “Holy New Boss!“, sta vivendo probabilmente il suo momento migliore e qui con il suo nuovo stagista tutto sommato riesce a trovare un equilibrio che non ci sarebbe dispiaciuto osservare per qualche altro episodio.
Come dicevo, se è evidente l’intenzione di smuovere le acque provando nuove dinamiche, lo è anche il calo comico che sta affossando lo show. Si ride, se va bene, al massimo un paio di volte oppure, come questo “Gigo-Milo”, neanche una e la cosa è davvero negativa visto che si tratta di una sit-com. Bisogna decisamente lavorarci su.

PRO:

  • Milo molla il lavoro
  • Neal ed il suo vecchio stagista
    CONTRO:
    • Livello delle battute molto basso
    • Myron è una palla al piede
    Guardi “Gigo-Milo” e non ti lascia dentro niente a parte il ricordo di un Milo che molla il lavoro per tentare la carriera come romanziere. Non dico che debba aspettare con ansia ogni nuova puntata di Men At Work ma nemmeno che questa cominci a risultare un peso, tipo questa.
    I Take Thee, Gibbs 3×04 1.55 milioni – 0.7 rating
    Gigo-Milo 3×05 1.63 milioni – 0.7 rating

    VOTO EMMY

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    Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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