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The Leftovers 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Leftovers by

I’m having this dream Tom. The same one, over and over. It’s about my son. “We’re gone daddy…” – he says to me – “and all… all the people who stayed, pretending like it never happened, they’re asleep, but they need to wake up now.

Da un romanzo di Tom Perrotta, Damon Lindelof decide di ributtarsi nella mischia. I commenti letti fino ad adesso hanno rivelato una certa propensione a trattare i cosiddetti “mistery” in un certo modo, con l’inevitabile parallelo con l’opera più famosa di Lindelof. Però Lost era ABC, era Disney, era un kolossal televisivo. Benché l’opinione non sia da tutti condivisa, si può comunque comprendere il motivo per cui il finale non sia stato totalmente apprezzato. L’impatto metafisico e meta-televisivo, dopo anni di puro “mistery”, può aver fatto storcere il naso. Ma qui siamo in un campo totalmente diverso. Questa è HBO. Ma non la vedete una regia completamente diversa? Come si può dopo un pilot del genere già iniziare a parlare di misteri risolti o meno? Basta aprire la pagina Wikipedia di The Leftovers per rendersi conto che il linguaggio è estremamente biblico. Quello che di interessante ha fatto la HBO, proprio per questo, è l’estrapolare un genere che, appunto, dopo Lost è esploso con risultati spesso fallimentari (Flashforward, Alcatraz, Under The Dome) e ritrasmetterlo con il proprio linguaggio. Le serie citate potevano e possono permettersi qualsiasi porcata negli episodi intermedi, in quanto l’unico obiettivo dello spettatore è quello di raggiungere il finale vedendosi dare delle spiegazioni. Ma se invece si mantenesse un clima di mistero aggiungendoci invece tanta qualità? Si perderà un certo pubblico di consumo, il genere ne guadagnerà in dignità. Come stile mi ha un po’ ricordato Resurrection, il recente show targato ABC, senza però quel suo continuo trovarsi sull’orlo del baratro verso la pura “soap”.
The Leftovers piacerà tanto quindi se ci si soffermerà ad apprezzare ogni episodio, l’evoluzione dei personaggi, i particolari, la recitazione (molto molto buona) ed in generale il clima ansiogeno, oscuro e distopico. Ebbene sì. Perché per avere un racconto distopico non bisogna per forza trovarsi in mondi del futuro, sotto una dittatura, con una speciale thought police. Può benissimo essere la contemporaneità, dove la sparizione del 2% della popolazione ha portato chi è rimasto indietro (i leftovers) a fare i conti con una nuova vita fatta di bizzarre sette, tensioni sociali e cani impazziti. Ovviamente la trama non può che risultare confusa, motivo in più per attendere con maggiore curiosità i prossimi episodi e per non lasciarsi andare a giudizi affrettati. Come reagirebbe una schiera di spettatori seriali legati solo alla soluzione dei misteri, al primo canto della Divina Commedia? “Ma si capirà poi lui dove stava andando prima di entrare nella selva?”, “ma Virgilio non era morto?”, “spero che alla fine spieghino come ci è arrivato lì”. La storia dell’umanità è fatta di narrazioni dove è più importante il viaggio che si percorre che il traguardo finale.
Ma a parte le banalità, questo pilot ha tanti punti di forza da tenere, nei suoi 71 minuti, lo spettatore ben attaccato allo schermo. Certo, hanno ancora tutto il tempo per mandare tutto all’aria. Non ci si può esporre più di tanto con un 1×01, ma ho trovato ben poche cose che mi hanno fatto storcere il naso. Se all’inizio l’apparenza è quella di una grande dispersione di personaggi, in seguito i cerchi si chiudono, delineando rapporti di parentela e legami, in modo da mettere il tutto in ordine per le prossime settimane. Se si vuole andare a togliere il pelo dall’uovo, le musiche non hanno convinto in pieno. Il tema pianistico ricorrente fa parte di quelle musiche di atmosfera abusatissime soprattutto nei film TV. Ma si sta veramente spaccando il capello. Ci sono poche certezze nella vita, una di queste è la HBO. Speriamo si mantenga tale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tecnicamente tutto impeccabile
  • Il caos iniziale si raddrizza subito
  • Distopia
  • La sequenza della manifestazione
  • I VIP facenti parte del 2%, Ratzinger compreso
  • Il gioco della bottiglia del duemila
  • I fumatori silenziosi in bianco
  • Cristopher Eccleston
  • Cani e cervi televisivamente maltrattati
  • Qualche musichetta da ascensore

 

Benché il giudizio sia estremamente positivo, occorre aspettare un po’ prima di potersi proiettare verso voti veramente alti. Sicuramente non potrà essere ignorato il risultato estremamente convincente di questo Pilot.

 

Pilot 1×01
1.8 milioni – 0.8 rating

 

VOTO EMMY 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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