State Of Affairs 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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La NBC si sta ritagliando buone fette di audience nelle ultime due stagioni e lo fa producendo nuove serie che, nel bene o nel male, fanno parlare di sè, lo stesso è accaduto con e il nuovo pilot di State Of Affairs. Tanto atteso non solo per la serie tv in sé ma anche per il ritorno sul piccolo schermo di Katherine Heigl che rientra vestendo dei panni completamente diversi da quelli in cui eravamo abituati a vederla in Grey’s Anatomy e, proprio per questo, motivo di grande dibattito. Difficile al primo impatto scindere la sua figura da quella di Izzie Stevens, bastano pochi fotogrammi per capire che per la prima volta la Heigl viene messa alla prova con un ruolo completamente diverso dal suo repertorio. Ovviamente, nonostante la fama da arpia che aleggia nei backstage, non possiamo che ammettere il suo talento recitativo, perfetta nei ruoli ironici ma anche in quelli drammatici, insomma, un’attrice versatile e capace.
Passando al cuore del “Pilot”, la trama si focalizza su Charleston Tucker, un’analista della CIA il cui compito è quello di organizzare le priorità nelle crisi internazionali, ovviamente coadiuvata da un team alle spalle che la aiuta in tal senso mentre lei cerca di gestire quotidianamente gli effetti di un evento traumatico con il lavoro alla Casa Bianca. Tra flashback visti di sfuggita, poco chiari e confusionari, Charlie si trova a ricordare in modo frammentario e disconnesso la morte del fidanzato a Kabul, non solo un normale fidanzato ma anche il figlio del Presidente degli Stati Uniti. Viene da chiedersi il perchè della scelta di tale legame di parentela ma d’altronde se non si aggiungeva un dettaglio inverosimile sarebbe venuto meno tutto il latro drammatico e hollywoodiano che tanto piace oltreoceano ma che in realtà è discutibilissimo. Constance Payton, il personaggio della Heigl, è una donna forte ed impostata che convive con il desiderio (che l’accomuna alla mancata nuora) di porre fine alla vita dei colpevoli della morte del figlio, il tutto mentre lavora a stretto contatto con la potenziale suocera, ovvero il Presidente. Se avete storto il naso fino ad ora sappiate che siete giustificati.
Il plot parte da alcuni riferimenti molto forti e il pilot esplode in una bomba di avvenimenti che si susseguono in un buttare carne al fuoco come se non ci fosse un domani. Se da una parte questo può essere visto come un pregio, dall’altro lato il rischio che si corre è quello di generare aspettative alte nei telespettatori che pretenderanno un ritmo simile anche nelle puntate successive. Insomma, con delle basi simili gli autori devono essere in grado di costruire una buona storia solida e continuativa se si vogliono mantenere gli standard preposti in questi primi 40 minuti.
Oltre alla ben nota Heigl troviamo un cast di attori più o meno conosciuto e l’ideatore è Alexi Hawley famoso per essere spato prima co-producer e poi producer di Castle oltre che di The Following. Tra tutti ovviamente va citata Alfre Woodard, pluripremiata attrice che qui ricopre il ruolo già citato del Presidente degli Stati Uniti, un ruolo di primo piano ma che purtroppo risente della presenza ingombrante della Heigl che ne oscura in parte la bravura tentando di emulare Claire Danes e la sua Carrie Mathison di Homeland.
State Of Affairs è una serie tv che si basa su un format piuttosto impegnativo, tocca tematiche di attualità a cui sono senza dubbio sensibili gli spettatori di tutto il mondo ma in particolare quelli americani. Il terrorismo, le guerre e la caccia al cattivo rientrano ormai da tempo nel vocabolario del telespettatore medio e guardando questa serie tv ci si potrebbe ritrovare coinvolti in una storia interessante, alla continua ricerca della giustizia ma anche perennemente occupati nel difficile compito di bilanciare credibilità, originalità (chiaramente mancante visto le varie influenze seriali) e trama.
In generale i tempi narrativi sono positivi, la regia si dimostra all’altezza e Katherine Heigl è un’attrice che buca lo schermo con una grande personalità interpretativa così come fa la Woodard. Le potenzialità sono molteplici e la carne al fuoco molta, non possiamo che promuovere con riserva State Of Affairs definendola una serie dal taglio intrigante ma con molti punti interrogativi a livello di trama che necessitano un maggior sviluppo per poter funzionare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Buona la prova interpretativa della Heigl
  • Plot interessante con degli argomenti forti e di grande interesse per il pubblico degli States
  • Tempi narrativi ben gestiti
  • La storia per come ci è stata presentata necessità di un filo conduttore gestito con continuità per non sfociare nella monotonia
  • Rischio di deragliamento elevato
State Of Affair è il pilot che segna il ritorno della Heigl al mondo telefilmico. Le aspettative sono buone e la trama portante interessante seppur con qualche riserva. In questo primo episodio il tutto è stato gestito bene con una particolare attenzione nel raccontarci dettagli e vicende, il tema della guerra e del terrorismo toccano e fanno riflettere il telespettatore ben oltre il piccolo schermo però al contempo perdura il rischio di prendere come esempi fissi personaggi di Scandal o di Homeland e, proprio per questo,  di finire in un circolo vizioso.
Pilot 1×01 8.69 milioni – 2.2 rating

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