Gracepoint 1×10 – Episode TenTEMPO DI LETTURA 4 min

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Non poteva andare diversamente.
Tutti ci saremmo aspettati un personaggio totalmente nuovo, inaspettato con dinamiche diverse e movente altrettanto dissimile. Ma è ovvio che così non poteva essere, gettando uno sguardo alle nove puntate precedenti la conclusione è che non poteva andare diversamente.
Il percorso investigativo è stato lo stesso di Broadchurch e solo a quello poteva portare, tutte le altre soluzioni sarebbero state scontate e ingiustificate. E state certi che non ci avrebbero nemmeno poi entusiasmato così tanto.
Danny sarebbe potuto morire se avesse visto qualcosa, se avesse conosciuto qualche sporco segreto, se fosse stato testimone inconsapevole di qualcosa di orrido. Le opzioni potevano essere tante, ma il problema principale è che sarebbe dovuto cambiare il percorso sin dall’inizio: differenti storie, pur magari mantenendo gli stessi personaggi, ma destini diversi, caratterizzazioni diverse, reazioni diverse. Il rischio corso con una fotografia di Broadchurch è che il telespettatore ha potuto anticipare ogni mossa ed ogni scelta. Sapendo già come andrà a finire, sai già chi puoi escludere, chi potrebbe invece cambiare. Eppure quei dieci minuti finali non se li sarebbe aspettati nessuno.
Stavamo già calando tutti i santi perché non si poteva replicare la perfetta performance della Coleman, chiusi nella nostra stanzetta con le lacrime agli occhi, feriti e traditi perché palesemente presi per i fondelli da Chinball e poi, eccolo lì, un piccolo quid novi che, dopo una così grande delusione, fa il suo effetto consolatorio. Bella la Gunn, nelle vesti di una madre che fa tutto per proteggere il figlio, è stato un passaggio fondamentale perché potesse dare all’attrice qualcosa su cui lavorare che non fosse la mera replica di Olivia Coleman.
Ma questo vuol dire riuscita della serie? No, ovviamente. Gli ultimi dieci minuti sono stati la mannaia finale che Gracepoint si è buttata, un espediente furbetto per poter mettere le mani avanti: l’omicidio di Danny si riduce ad un incidente? Impietoso il paragone con la serie britannica, dove le ombre dell’animo umano la fanno da padrona con la rabbia, la paura, l’amore, la malattia. Il grande errore di Gracepoint è stato proprio quello di mantenere il rapporto di “amicizia” tra Danny e Joe. Perché questo in Broadchurch ha un significato enorme e soprattutto viene esplicato, srotolato, sviscerato nelle varie sfaccettature dell’uomo fino ad arrivare alla rabbia, che prende il sopravvento in una mente evidentemente malata. Molto meno di impatto il finale di Gracepoint, dove nessun rapporto viene ben inquadrato: quello di Joe e Danny (che diamo per scontato solo per aver visto Broadchurch), quello di Danny e Tom, quello di Joe e Tom. Un peccato, perché l’idea non era male, e anche la realizzazione meritava, con la confessione di Joe prima e l’aggiunta del punto di vista del piccolo Tom dopo.
La scena migliore dell’episodio è quella finale, dove i due detective protagonisti si ritrovano sulla spiaggia a guardare da lontano l’addio della comunità a Danny. La coppia è partita con evidenti problemi di alchimia, ma è riuscita pian piano a conquistare i telespettatori fino a formare una vera e propria squadra e rendersi indipendenti rispetto ai due poliziotti della piccola Broadchurch. Non ha fatto proprio impazzire invece il modo in cui Carver scopre il vero colpevole, sarebbe stato più apprezzato un sottinteso e velato dialogo tra i due prima di salutarsi definitivamente.
In conclusione, Gracepoint era qualcosa di evitabile. Ora che i giochi sono chiusi possiamo tranquillamente affermare che il nostro giudizio, dal pilot fino ad oggi, non è cambiato. Il contentino finale dell’assassino non cambia certo le cose, non cambia il fatto che per nove settimane abbiamo visto in tv la replica della nostra serie preferita, niente di più niente di meno. E’ evidente che il punto centrale non è il colpevole: lasciare lo stesso identico percorso investigativo e cambiare l’assassino non avrebbe avuto senso, confermarlo sarebbe stato scontato. Il problema sta a monte, ancora prima del pilot, sta nelle scelte di realizzazione, scrittura, montaggio. Forse l’unico modo di apprezzare Gracepoint è non aver visto Broadchurch. Ma come non potremmo consigliare la visione di Broadchurch? E’ un dovere morale il nostro.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ultimi dieci minuti
  • Anna Gunn riesce a non farsi paragonare con la Coleman
  • Scena finale tra Carver e Miller
  • Ultimi dieci minuti
  • Movente dell’omicidio/incidente
  • I nove episodi precedenti non vanno dimenticati, ma soprattutto la loro utilità è pressocché nulla ai fini investigativi
Gracepoint non avrà una seconda stagione, per fortuna. Per cui si conclude qui il sogno americano: un tentativo mal riuscito di replicare quello che in patria e fuori è stato un successo, ma si sa come vanno a finire queste cose, era un destino un po’ segnato. Sicuramente si sarebbe beccato meno insulti se fosse stato gestito in maniera diversa, come celebrativo della serie originale senza la fastidiosa ripetizione di scene, sviluppi, dialoghi.
Salutiamo per sempre Gracepoint e noi invece ci diamo appuntamento a gennaio per la seconda stagione di Broadchurch
Episode Nine 1×09 3.64 milioni – 0.9 rating
Episode Ten 1×10 3.99 milioni – 0.9 rating

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