Mario 3×15 – 3×16 – Penultima Puntata – I TruppiTEMPO DI LETTURA 5 min

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Anche quest’anno Mario si congeda lasciandoci, oltre ai seri problemi di respirazione dovuti alle soffocanti risate, un sacco di dubbi su quanto accadrà nella prossima stagione. Un finale di marca “Lostiana” con Katherine J. Junior che ci regala una magistrale pessima interpretazione, rappresenta solamente una delle innumerevoli perle che hanno reso questo season finale assolutamente commozionante. Se nella precedente doppietta di puntate la trama aveva mosso solo pochi passi in virtù della scelta di lasciare più spazio alle più classiche gag in stile Maccio, in questi due episodi la storia prende un necessario slancio, procedendo storto per dritto fino a raggiungere il climax narrativo con la spiazzante rivelazione di Carolina riguardo i Truppi.
Le passate recensioni, come ben ricorderete, sono state impostate spesso e volentieri sulla logica del paragone, partendo da Totò, passando per Checco Zalone e infine per Leo Ortolani, il padre di Rat-man. E quindi, seguendo le orme del grande Ugo Tiralaltro, proponiamo l’ennesima comparazione, in linea con l’ultimo capolavoro “Edward mani di mani”, tra Maccio Capatonda e Maccio Capatonda. Non preoccupatevi, non siamo in preda ad un nuovo e micidiale virus che attacca il sistema nervoso. Il paragone, più precisamente, vuole essere operato tra il Maccio degli esordi e il Maccio 2.0 visto in televisione negli ultimi anni. Come era già stato detto, il pregio del comico è stato quello di non snaturarsi nonostante il passaggio dalla logica del trailer, quindi lo sketch di pochi minuti, alla logica seriale, ben più longeva e difficile da gestire. Prima di appurare l’abilità, non solo di Maccio, ma dell’intero set di comprimari schierati al suo fianco, le preoccupazioni del Uorld Uaid Ueb risiedevano appunto nella difficoltà di gestire una tale mole di minutaggio basandosi solo su gag non-sense e personaggi in cerca di autista. Con il senno di poi diremmo che talvolta esistono preoccupazioni che non esistono. Le gag, i videoservizi, gli inviati speciali, le rubriche tematiche non solo hanno fatto da cornice perfetta ad una trama che non mi pento di definire pungevolente, ma hanno veicolato in maniera ineccepibile una satira arguta sull’oramai solo dantesco Bel Paese, burlandosi dell’Italia, ma soprattutto degli italiani, in maniera tanto ridicola quanto geniale. Il ricorso a figure del calibro di Poveracci, Scatarrutti e Carolina, che hanno fatto della pessima recitazione la loro inconfondibile cifra stilistica, riescono magistralmente nell’intento di ridicolizzare ulteriormente temi quali la strumentalizzazione dei mezzi di comunicazione, il nepotismo o la paura del diverso, fornendo al contempo una panoramica, chiaramente accentuata, ma non così lontana dall’attuale situazione italiana. Emblematica in questo senso la frase di Lord Micidial (un Rupert Sciamenna in stato di grazia) riguardo il video screditante condiviso da Cacan Cazmon: “ci vuole ben altro per convincere gli italiani della disonestà di qualcuno“.
C’è spazio anche per un palese tributo agli storici trailer da cui tutto è cominciato. Il video di presentazione del partito Onestà e Giustizia, non solo ricorda in diversi punti alcune delle creature di Maccio (“La Febbra”, “Italiano Medio”, “La Terra Dei Morti Contribuenti”, “Tagli Al Personale”, solo per citarne alcuni) ma ripropone anche una vecchia conoscenza che non vedevamo da tempo sullo schermo cinematografò: Fabio Di Ninno. Lo stesso video vuole tracciare uno spaccato di quello che la politica è diventata nell’era del bombardamento mediatico, ponendo l’accento sulla spettacolarizzazione del dibattito politico, incentrato sulle futili promesse e votato alla pura acquisizione di consensi. Il tutto perfettamente esplicato dalla massima a fine servizio: “dove sono i culi?!“.
E che dire della “trollata” epica sulla presenza di Pippo Baudo nell’ultima puntata? Semplicemente geniale. Un grande ritorno di Nino Frassica, che dimostra di essere in linea con la comicità di Maccio & co., essendo lui pioniere del genere non-sense.
Il plauso maggiore va senza dubbio alla scena dell’arresto di Lord Micidial da parte dei bersaglieri “silenziati”, in particolare l’incontro con la sua ex moglie Angelina/Scatarruti, talmente emozionante da provocargli un “Coccolone”. L’abbraccio collettivo, le espressioni di Rupert Sciamenna e il “Ricchioni!” pronunciato dal bersagliere danno vita ad una scena così esilarante che strapperebbe un sorriso perfino all’inconsolabile Mariottide.
Le perle in questi due episodi sono veramente troppe per essere citate tutte. Sicuramente lo scalino micidiale – lo scalino che danneggia in modo male, è una delle migliori, considerato anche l’uso che ne viene fatto ai fini della trama (la caduta nel dimenticatoio di Ozio è da applausi); oppure l’ammonizione di Mario a Genny “incastrata nella porta incastrata”: “Ma ti sembra il momento di essere grassa?“; ma anche piccole finezze come i nomi di montatori e cameraman (Riprese: Fratelli Lumière, Montaggio: Fatto Bene).

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Penultima puntata
  • Nella sessualità precedente dell’avvocato
  • Perché dalla merda nascono grandi cose
  • Lo scalino micidiale: lo scalino che danneggia in modo male
  • Lo spot elettorale tributo ai vecchi trailer (Fabio Di Ninno is back)
  • Edward Mani di Mani
  • “Ma ti sembra il momento di essere grassa?”
  • La colazione del caproune
  • La liposucchione di Genny (“Minchia che figa!”)
  • “Ho ucciso la persona che cerco da due stagioni!”
  • Ozio chi? Boh.
  • Pippo Baudo / Nino Frassica
  • Cacan Cazmon
  • La scena tra Micidial, Scatarrutti e Coccolone (Ricchioni!)
  • Il finale di stagione
  • Il fastidioso product placement
  • La fata turca e la storyline di Pin Occhio
Mario ci lascia con la promessa di tornare per una quarta stagione, dove sicuramente scopriremo chi sono i Truppi a cui Carolina si riferisce. Il mistero si infittisce. Il “fantasma” di Buonanima fa la sua amletica apparizione prima di essere trascinato via da una forza misteriosa, svanendo nel nulla; Melany ha deciso di ricorrere a “Scurdammoce-o-passato” dopo aver sopreso Mario a baciarsi con la nuova Genny e il piano di Lord Micidial sembra essere definitivamente rovinato. Noi siamo rimasti davvero colpiti da questa terza stagione della serie di Maccio Capatonda ma, nel caso qualcuno additasse lo show come un’emerita boiata, rispondiamo con una delle massime regalataci in “Penultima Puntata”: “Siamo nella merda. Ma la merda non è un punto d’arrivo per noi, è un punto di partenza. Perché dalla merda nascono grandi cose!”.

Mamma Mia 3×14 ND milioni – ND rating
Penultima Puntata 3×15 ND milioni – ND rating
I Truppi 3×16 ND milioni – ND rating

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