Resurrection 2×09 – AftermathTEMPO DI LETTURA 4 min

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Quattro elementi appaiono significativi nella descrizione di questo episodio, nella relativa reazione dello spettatore, nell’andamento della stagione in generale.
Primo elemento: Maggie chiede ad un sofferente agente Bellamy se gradisce il cambio alla guida. L’agente Bellamy afferma di farcela per poi dichiarare poco dopo che nella sua condizione potrebbe scomparire da un momento all’altro. Ecco, io con uno che potrebbe scomparire da un momento all’altro non ci andrei in macchina. L’elemento soprannaturale viene accantonato, messo a fare da sfondo in una trama che ha attratto spettatori come mosche sul miele per poi illuderli, mettendo su una specie di soap opera in tinte opache ed intime.
Secondo elemento: la fabbrica. Non vi è niente di più stereotipato di una impresa familiare, con tutte le relative contese del caso. In Twin Peaks il lato soapoperistico era voluto, utile ad amplificare il cupo mistero. La vicenda dell’incendio, degli operai morti e dei problemi di personalità dei fratelli Langston non risultano esattamente calamite di interesse per i pochi spettatori rimasti, così come, per ora, non risultano attinenti con i motivi per cui molta gente può aver approfondito la visione di Resurrection. Michelle Fairley, da quasi-prestigiosa aggiunta nel cast, si è trasformata nella classica matriarca con la stessa bontà d’animo di Satana, figura anch’essa ben radicata in un certo tipo di narrazione televisiva. E al nono episodio della stagione una cosa la si può dire tranquillamente: fabbriche ed epidemie perdono ai punti, e anche di tanto, contro resurrezioni e intrighi internazionali (promessi e non mantenuti ad inizio stagione).
Terzo elemento: il pastore Tom. Nulla da dire verso le devote, luttuose e ben riuscite inquadrature iniziali. Ci si raccoglie in memoria di uno dei personaggi più umanamente positivi dello show, innocente come non mai, ma senza perdere di vista le sue inevitabili debolezze umane. Doverosissimo l’omaggio nei suoi confronti, il dolore da parte di tutti gli amici e conoscenti. Toccante e empatica la sequenza delle due donne di Tom a casa: moglie ed ex-fidanzata incinta chiuse nella stessa dimora, con una patina d’inquietudine ad avvolgere il tutto: eravamo infatti rimasti tutti al quasi rapimento della gelosa moglie nei confronti della ritornata Rachael. Tutto quanto molto bello, ma il lutto che avvolge l’inizio di “Aftermath”, sebbene umano e comprensibile all’interno della storia, perde totalmente di credibilità ed intensità agli occhi dello spettatore. E per far crollare tutti i forti sentimenti sopra descritti basta fare un insignificante sforzo di memoria e rammentare il titolo della serie in questione. Non basta nemmeno la mamma cattivona dei Langston a ricordare che persone morte da poco non sono mai ritornate, perché noi spettatori sappiamo benissimo della sorte sorprendente di inizio stagione dell’agente Bellamy, così come il pluri-ritorno di Rachael nella scorsa stagione. Magari Tom non tornerà mai, ma come si era detto qualche recensione fa, Resurrection trova nel suo plot principale un metodo per far scampare i personaggi dalla morte. Come dice il vice-sceriffo Carl: “la morte ormai non importa più”.
Quarto elemento: alla fine Jacob, schifato, guarda la nonna e dice: “sai che c’è? S’è fatta una certa, io andrei”. Insieme alle inquadrature iniziali, anche quelle finali trovano una ragion d’essere. Si arriva ad un clima oscuro, claustrofobico e violento, a fare da contraltare alle pacifiche e luminose inquadrature di inizio episodio. Harold, nella sua ingenuità paesana, trova finalmente azione al di fuori della sua poltrona e parte la mega rissa. Le musiche accompagnano il tutto in maniera ben riuscita, ma la sequenza di per sé ha ben poco di efficace. I cretini di turno arrivano al centro della piazza come teppistelli qualunque, giusto per sentire un’altra tiritera da parte dello sceriffo nei confronti degli uguali diritti di vivi e dei dinuovovivi. Lo sceriffo dopo aver scatenato la terza guerra mondiale nello scorso finale di stagione, si scopre improvvisamente il Martin Luther King dei ritornati, probabilmente in seguito al periodo trascorso con la defunta moglie che in passato lo cornificava. Diciamo che questa è una di quelle evoluzioni che poteva essere gestita meglio. E come dare torto a Jacob e alla nonna se a questo punto di questa storia così poco attraente decidono di allontanarsi?
Che poi per quanto ne sappiamo potrebbero anche aver solo girato l’angolo: il cliffhanger finale, quindi, risulta sbiadito quasi quanto il resto dell’episodio.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Insieme di inquadrature iniziali
  • Atmosfera ansiogena tra Rachael e Janine
  • L’insieme della sequenza finale (esclusivamente nella sua riuscita scenica)
  • Jacob: “MOMENEVADO”
  • Ormai si parla di fabbriche ed epidemie
  • “No ce la faccio a guidare, tranquilla, anche se potrei svanire nel nulla da un momento all’altro”
  • Il personaggio di Harold anche quando si lancia in una rissa mette sonno
  • Fred Langston difensore improvviso dei ritornati
  • Ma non si parlava di resurrezioni in questa serie?
Under The Dome, nel suo essere telefilm brutto, spinge lo spettatore ad andare avanti per diversi motivi: per il continuo mistero che incombe e si rigira su se stesso, per il puro gusto del trash o forse soltanto per la varietà di colori e luci. Resurrection non è niente di tutto ciò. Ha puntato sull’intimismo e sulla sobrietà e ora sta implodendo. Vi era una base forte, ora è stata ridotta ai minimi termini e la continua ricerca di sobrietà ha portato lo spettatore verso una banale e semplice perdita d’interesse.
La cancellazione a questo punto sarebbe un atto di giustizia.
Forsaken 2×08 3.66 milioni – 0.8 rating
Aftermath 2×09 3.92 milioni – 1.0 rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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