R.I.P. (Recenserie In Peace) – The IT CrowdTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Hello, IT, have you tried turning it off and on again?”

Una simpatica, gioviale e stramba ragazza si trova a dover condividere del tempo della sua vita insieme a due altrettanto particolari geni dell’informatica. No, non stiamo parlando di The Big Bang Theory seppur le somiglianze siano evidenti e abbastanza chiare, anzi al più si potrebbe parlare di “scopiazzatura”, ma è un termine da prendere con le pinze vista la direzione presa da entrambi gli show. The IT Crowd è una serie decisamente più di nicchia rispetto a quella ideata da Chuck Lorre e Bill Prady, ma raccoglie in sé tutte le caratteristiche per poter esservi tranquillamente paragonata: scene esilaranti e risate a profusione. Che altro si potrebbe pretendere da una sitcom? Se a ciò aggiungiamo un pizzico di trama orizzontale, il prelibatissimo piatto è servito.
La serie è impostata in quattro stagioni da sei puntate l’una con la durata media di circa ventidue minuti per episodio. Iniziata su Channel 4 nel 2006 e conclusasi nel 2010, durante il 2013 è stata però prodotta una puntata speciale di quasi un’ora volta volta a dare una degna fine al tutto. Un toccasana per tutti coloro che sentivano la mancanza del gruppo IT delle Reynholm Industries (qui trovate il sito promozionale ufficiale, gli inglesi fanno le cose bene ed in grande) e delle loro coinvolgenti vite. La puntata stessa rappresenta un degno finale per una serie che, pur contando all’attivo pochi episodi, può vantare una enorme qualità ed un ottimo intrattenimento di pubblico.
Ma conosciamo un po’ più da vicino i tre personaggi principali e veri mattatori di questa serie tv: Maurice Moss, Roy Trenneman e Jen Barber.
Moss è il tontolone del gruppo, apatico e con seri problemi relazionali. A differenza di Sheldon Cooper però, Moss, non sembra aver problemi di alcun tipo con il gentil sesso, anzi in alcuni episodi ci verrà presentato come un vero Don Giovanni.
Roy in linea di massima dovrebbe rappresentare la via di mezzo tra la normalità e Moss, ma non è così e diverse gag lo vedono proprio come protagonista, colpa anche di una sua certa sfortuna nel finire nei guai. Per chi avesse visto la serie basterebbe menzionare la puntata in cui finge d’essere un handicappato finendo poi su un pullman diretto a Manchester.
Jen, infine, è il capo del reparto e gestisce i rapporto interpersonali, ma ha dalla sua una forte (totale) ignoranza nel campo dei computer, tant’è che è vittima anche di scherzi da parte dei suoi nuovi colleghi di lavoro.
Le puntate sono perfettamente orchestrate e la comicità non risulta mai banale o sciocca, anzi, coinvolge lo spettatore portandolo ad immaginarsi possibili risvolti di decisioni prese dai protagonisti. E a volte, pensando male, si fa pure centro. The IT Crowd spicca anche per le numerose citazioni alla cultura geek/nerd: xkcd, V Per Vendetta, Ubuntu, il Flying Spaghetti Monsterism (Pastafarianesimo in italiano) e tanto altro.
Le magliette indossate durante le puntate sono ricolme di citazioni e rimandi. Qui è possibile rivederle tutte.
Controcorrente, rispetto alla costante idea di prolungare una serie per poter lucrare sempre più, il creatore della serie annunciò verso maggio 2011 la produzione di una quinta stagione, un modo “per dire arrivederci sia ai personaggi, sia agli spettatori”, perché la vera paura di Graham Linehan era quella di farla diventare “una serie tv zombie, dove lo show è morto ma il suo corpo continua ad essere comunque in circolazione”. Chissà perché Shonda Rhimes non prende spunto da questo pensiero per mandare definitivamente in pensione Grey’s Anatomy. Chissà.
L’ambientazione è molto semplice e caratteristica: quasi tutte le intere puntate vengono girate all’interno delle industrie Reynholm (in particolar modo nello scantinato, dove sono ubicati gli uffici del reparto IT per l’appunto).
Nota a margine ma fondamentale: se aveste intenzione di guardare questa serie tv, fatelo in lingua originale. Questo va sottolineato non perché si voglia apparire come puristi sminuendo il doppiaggio, ma perché tantissime battute sono basate sulla lingua inglese e quindi venendo meno questo “piccolo” particolare, molta della simpatia e della comicità viene meno a causa della difficile, se non impossibile trasposizione in lingua italiana. Lampante è il caso della quarta puntata della quarta stagione: in inglese con il titolo di “Italian for Beginners”, in italiano con il titolo di “Spagnolo per principianti”. Sfido chiunque a trovare un peggior adattamento, forse solo la traduzione in italiano di How To Get Away With Murder (“Le Regole Del Delitto Perfetto”) può essere equiparata.
Non si può parlare di serie tv comiche o sitcom senza aver prima visto The IT Crowd, quindi se ancora questa perla seriale dovesse mancare alla vostra collana, vedete di rimediare quanto prima.
Non ve ne pentirete di certo.
“What does ‘it’ stand for?”

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L’Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell’umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L’unico uomo con la licenza polemica.

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