The Flash/Arrow Crossover – 1×08 – Flash VS Arrow – 3×08 – The Brave And The BoldTEMPO DI LETTURA 14 min

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Se non l’avete già notato con Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D., Gotham, The Walking Dead e Constantine, allora è il caso di farlo adesso: i fumetti sono un fatto e, tanto quanto libri, cartoni animati e film, oggi sono parte integrante dei media che influenzano l’immaginario collettivo e culturale delle persone. Prova inconfutabile di quanto sosteniamo, è il palinsesto delle quattro stagioni cinematografiche, la cui programmazione annuale ha sempre al suo interno il nome di almeno due cinecomics tratti da una serie a fumetti. Dopo aver piantato le radici sul grande schermo, i comics (sopratutto quelli di genere supereroistico) decidono di partire anche alla conquista di quello piccolo, a spandex e superpoteri spianati; c’è da dire che, negli ultimi anni, le serie tv stanno diventando il nuovo cinema, offrendo una concorrenza più agguerrita e spietata di quella del cinematografo, ma questo non ha impedito ad alcuni franchise fumettistici (Agents Of S.H.I.E.L.D. e The Walking Dead uber alles) di ritagliarsi la loro gradita e ben riscontrata fetta di protagonismo. Questo crossover tra Flash e Freccia Verde ha dato la botta definitiva, contribuendo in maniera decisiva alla creazione di un nuovo filone delle serie tv, che da oggi in poi, possiamo ufficialmente chiamare “Serial Comics”.
C’è da dire che, in verità, bisognerebbe scarnificare un pochino la parola “crossover”, perché potrebbe dar vita ad incomprensioni. “Flash VS Arrow” e “The Brave And The Bold” non sono il crossover che vi aspettereste, poiché gli episodi sono costruiti per essere si a sé stanti e portare progressione nella trama generale dei due show (vedi il ritorno di Ronnie, vedi la proposta di matrimonio di Diggle e Lyla), ma anche per incontrarsi a metà strada per offrire al pubblico non tanto un’unica storia che si ripercuote in due parti su due serie diverse, quanto uno scontro/incontro tra due universi completamente diversi, ma eppure così simili. Il crossover non è a livello di narrativa, ma di caratterizzazione: “Flash VS Arrow” e “The Brave And The Bold” sono il confronto tra i protagonisti di due roster diversi, che mette faccia a faccia i pregi e difetti di Flash e Freccia Verde. Il punto focale è come il Velocista vede l’Arciere e come l’Arciere vede il Velocista, l’opinione che Barry Allen ha di Oliver Queen e viceversa, come Barry vede il mondo di Oliver e come Oliver vede il suo, com’è la tonalità di Central City e quella di Starling City, come reagiscono i loro comprimari nel vedere il modus operandi dell’uno e dell’altro. E’ questa la vera forza del crossover: nel confronto e nella contrapposizione.
Sebbene questa decisione di entrambe le produzioni abbia dato i suoi enormi e gustosi frutti, la parola “prudenza” si legge a caratteri cubitali stampata sulla videoludica fronte di entrambi i serial. Abbiamo già molte prove di incontri/scontri tra due serie molto famose e apprezzate da pubblico e critica, che quando si sono incontrate, la parola “crossover”, per loro, è stata a significare solo: “facciamo incontrare qualche personaggio a casaccio nella serie dell’uno e dell’altro e bella li”, dando a quel crossover la stessa importanza di un casuale incontro al parco. Quest’ansia da prestazione si nota sopratutto nella prima parte, in “Flash VS Arrow”, puntata andata in onda sul serial del Velocista Scarlatto, che nonostante la generale godibilità lascia allo spettatore la sensazione che si stia procedendo con il freno a mano tirato.
Al di là del villain utile quando un costume da bagno in pieno inverno, il personaggio di Rainbow Rider (o anche Prism) è un pezzentissimo McGuffin buono solo per alterare Barry Allen e dar vita alla successive scene da autentico nerdgasm; i momenti in cui i due supereroi compaiono insieme e che sfociano poi nella gran bella battaglia finale ottimamente coreografata, sono decisamente i punti più alti di tutta la puntata visto che non solo creano delle scene d’azione con i fiocchi degne di un Marvel movie, ma anche dei momenti divertenti e di “scambio culturale” tra l’esperienza dei due super, costruendo una relazione tra mito d’ispirazione/allievo che segue le sue orme in salsa supereroistica ed in maniera molto coinvolgente.

L’utilizzo di Rainbow Rider rientra in uno schema classico appartenente alla vecchia scuola fumettistica in cui, pur di rendere felici i fan e pur di utilizzare il termine “VS” in un titolo in copertina, si andava ad utilizzare un supercriminale con un potere simile a quello visto qui, che alterava il libero arbitrio di uno o di entrambi i supereroi, costringendoli per forza di cose all’utilizzo della forza bruta per la gioia di grandi e piccini. Ovviamente, il focus era totalmente nei confronti dello scontro tra i due eroi ed il criminale, Rainbow Rider, passava totalmente in secondo piano salvo poi essere catturato senza troppi problemi, esattamente come accade in “Flash VS Arrow” dove, passando da una scena all’altra, lo si ritrova in una cella di detenzione: tutto normale per essere un crossover.
Lo scontro/incontro tra i due universi è evidente sia nel modo in cui interagiscono i due diversi team, sia nel modo in cui si approcciano i due protagonisti. Per anzianità ed esperienza, Oliver ha molto da insegnare a Barry, e questo appare in maniera evidente in entrambi gli episodi; tuttavia dall’altra parte, per esuberanza e spontaneità, Barry può fare lo stesso, e difatti, ciascuno di loro garantisce alla propria serie delle sfumature uniche che, pur apparendo scontate e “normali” nei rispettivi frangenti, in questo scambio di visioni diventa un elemento importantissimo e di forte impatto. Così, se da un lato la “fumettosità” di The Flash fa i conti con la “crudeltà” ed il cinismo portato a Central City da Oliver Queen, dall’altro lato sono proprio i metodi brutali di Arrow a doversi addolcire per lavorare in team-up con Flash. Entrambi hanno imparato a conoscersi e ne escono con un bagaglio culturale decisamente maggiore su molti fronti, non solo quello meramente tattico. Il tutto, è impreziosito dal fatto che, nessuno dei due show, tenta di primeggiare sull’altro; entrambi non si pestano i piedi e cercano di attingere alle rispettive migliori qualità, per offrire nient’altro che spettacolo.
La cosa che più rischia di sorprendere in entrambi gli episodi è l’attenzione spasmodica ai troppi tanti dettagli ed easter eggs che hanno costellato ogni scena. Nonostante ci si trovi in due episodi che verranno studiati a lungo da sceneggiatori e produttori per capirne pregi e difetti per poi replicarli su altri soggetti/serie, il trio Berlanti/Kreisberg/Johns gioca su più fronti non limitandosi al mero lavoro richiesto ma spaziando anche in direzioni che non ci si aspetterebbe di visitare. Giustamente si rimane straniti dall’incontro nella caffetteria in cui lavora Iris tra Oliver e quella che dai più viene identificata come Sandra Hawke, giustamente perché è passato molto tempo da quel “Seeing Red” in cui si era vista la prima volta. La ragazza, ufficialmente ancora senza nome, era stata pagata da Moira per sparire dalla vita di Oliver mentendo sulla sorte della sua gravidanza, gravidanza che, stando alla telefonata ricevuta, la raffigura come la madre di un piccolo Queen Jr. ancora sconosciuto.
Allo stesso modo in un altro fugace scambio di battute si riesce a percepire la diffidenza di Oliver nei confronti dell’ambiguo Dr. Wells, autore di una caccia spasmodica per scoprire l’identità di Arrow. Se sul frangente dell’ambiguità è meglio soprassedere, però bisogna complimentarsi con gli sceneggiatori per la scelta di boicottare quel vezzo meramente fumettistico di non capire l’identità di un supereroe nonostante i palesi indizi. Qui non si parla di non capire chi è Superman perché gli occhiali di Clark Kent lo “trasformano” in un’altra persona, qui si parla di collegare i puntini e riconoscere che l’arrivo a Central City di Arrow è direttamente collegato a quello di Felicity e di Oliver, due indizi non di poco conto che gravano come macigni sull’identità segreta. C’è quindi da lodare la scelta di Berlanti e soci che rende più reale e veritiera sia la puntata sia la serie stessa perchè, ammettiamolo, altrimenti ne sarebbe venuta meno anche la credibilità del Q.I. dei ragazzi delle S.T.A.R. Labs. E anche qui, proprio sul fattore identità segreta, abbiamo nuovamente l’ennesimo confronto tra i due personaggi; se già un tipo come Oliver deve dormir pochi sonni tranquilli per il fatto che uno come Wells conosca la sua identità segreta (e molti altri come lui), tanto più anche Barry dovrebbe prenderlo d’esempio e stare più attento a girar troppo senza maschera: noi spettatori ridiamo per il modo goffo e bislacco in cui rivela la sua vera identità, ma nel loro pericoloso mondo, non sia mai chi ti trovi davanti e quali conseguenze possano mostrarsi.
La scelta di concludere il crossover con l’inizio di un test match tra Arrow e The Flash lasciando lo spettatore senza risposta, rientra anch’esso in una sorta di legge non scritta secondo cui è vietato rivelare chi è più forte e chi è il più debole in uno scontro tra supereroi, questo per evitare sia la creazione di un precedente storico che andrebbe ad intaccare tutti i successivi scontri, sia per non creare disapprovazione nei fan di uno o dell’altro. Pertanto se cercavate o siete tuttora alla ricerca di una risposta a questa domanda vi invitiamo a mettervi il cuore in pace perchè non la troverete, almeno non in via ufficiale, almeno non fino al prossimo crossover…

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo
Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nelle puntate. Per facilitare la spiegazione, suddividiamo fisicamente la raccolta dei riferimenti fumettistici in due categorie dedicate rispettivamente ai due episodi.

Easter Eggs in Flash VS Arrow

  1. Per l’occasione, il logo dei due show hanno subito un mash-up. Quello che vedere qui sopra, è il logo di The Flash “Arrowizzato”.
  2. “Tra la Cunningham e St. Pierre”. Come sempre, alcune tradizioni dello show non si fanno mancare nemmeno in queste grandi occasioni. I nomi delle strade sono sempre citazioni a influenti personaggi della storia editoriale di Flash e di Freccia Verde, in questo caso, ci si riferisce a Brian Cunningham: attuale editor della testata di Flash.
  3. Si Cisco, quello che hai imitato era Yoda di Star Wars. Lo sappiamo.
  4. Roy G. Bivolo aka Rainbow Rider (o anche Prism) è un villain di Serie B di Flash, che qui fa la sua prima, ingloriosa apparizione. Mentre nel serial è un metaumano in grado di scatenare l’emozione della rabbia per tutti quelli che lo guardano negli occhi, nei comics, Bivolo attiva i suoi poteri grazie a delle speciali lenti costruite dal padre. Può proiettare raggi di luce e trasformarli in oggetti solidi, rendersi invisibile e scatenare l’emozione dominante contraria nei suoi avversari: tutte armi che utilizzò per darsi al crimine, frustrato per non esser riuscito a sfondare nella carriera artistica a causa del suo daltonismo; comparso su Flash #286 del 1980, Rainbow Rider ci lascerà su Flash #182 del 2002, ucciso da Amunet Black.
  5. Anche se è, ovviamente, una citazione indiretta, gli accaniti lettori di Lanterna Verde hanno sicuramente notato come lo spettro emotivo della rabbia sia collegato al colore rosso. Nella gestione di Geoff Johns sul personaggio, lo scrittore collega ad ogni corpo delle lanterne un preciso spettro emozionale, di cui ne diventa avatar. Elencandoli: Corpo delle Lanterne Verdi (forza di volontà); Corpo delle Lanterne Rosse (rabbia); Sinestro Corps (paura); Corpo delle Lanterne Arancioni (avarizia); Corpo delle Lanterne Blu (speranza); Indigo Corps (compassione); Star Sapphire Corps (amore).
  6. Il fidanzato del Capitano David Sigh è Hartley Rathaway, futuro villain conosciuto come Pied Piper.
  7. Compare la donna senza nome già citata qualche riga fa nella recensione, con un (apparentemente) piccolo Freccia Verde Jr. che scorrazza per casa.
  8. Nella scena finale dell’episodio, scopriamo che Ronnie Raymond è ancora vivo e con dei nuovi, focosi poteri a disposizione. In futuro, diventerà anch’egli un supereroe conosciuto con il nome di Firestorm: appena farà la sua porca apparizione, ve ne parliamo meglio.

 

Easter Eggs in The Brave And The Bold

  1. Per l’occasione, il logo dei due show hanno subito un mash-up. Quello che vedere qui sopra, è il logo di Arrow “Flashizzato”.
  2. Vengono mostrate, in tutto il suo splendore, le Palmer Industries di Ray Palmer: anch’esso futuro supereroe, che sarà conosciuto con il nome di Atom.
  3. Vi suonerà forse una vaccata, ma nei fumetti, la Arrowcave e la Arrowmobile sono esistite davvero. All’inizio della sua carriera, Freccia Verde era considerato una sorta di “Batman dei poveri”, fino a quando (con il tempo e con la venuta di scrittori migliori) è diventato un personaggio tridimensionale e con una propria identità. Ma prima di questo, i fan si dovranno sorbire alcune terribili ed iniziali scopiazzate da Batman.
  4. Molti dei discorsi e tra Barry/Flash e Oliver/Freccia Verde, ricordano molto quelli tra Batman e Superman.
  5. Barry viene erroneamente chiamato, ad un certo punto, “Bart”. Il nome completo di Flash è Bartholomew Henry Allen, il cui nome, può essere abbreviato sia con Barry che con Bart, ma non è tutto. Bart Allen è anche il nome del quarto personaggio a prendere il manto di Flash; nella storia editoriale, per un motivo o per l’altro (che non scriviamo perché se no nel 2567 siamo ancora qui) diversi personaggi hanno vestito i panni del Velocista Scarlatto. Ci saranno, di fatti: Jay Garrick (1940 – 1955), Barry Allen (1956 – 1986, 2008 – oggi), Wally West (1987 – 2006) e Bart Allen (2006 – 2007).
  6. Sempre Barry, ad un certo punto viene chiamato “Speedy”, perché Lyla non si ricordava l’alias di Allen. Nei fumetti, Speedy è il primo nome di battaglia con cui Roy Harper affiancava Freccia Verde nei suoi esordi, prima di cambiarlo in Arsenal e poi Freccia Rossa.
  7. Il titolo dell’episodio è una citazione ad una storica testata della DC Comics, chiamata The Brave And The Bold, dove ogni numero, venivano ospitati due o più personaggi a fare un team-up contro un gruppo di nemici in comune. Venne lanciata nel 1955 e chiusa definitivamente nel 2010, dopo uno stop nel 1985, una breve riapertura e chiusura nel 1991/1992, e una nuova riapertura nel 2007.
  8. Vengono citati altri grandi autori usati come nomi di strade: qui abbiamo “tra la Infantino e la Adams”, riferimento ai disegnatori Carmine Infantino e Neal Adams.
  9. Il finale dell’episodio cita lo storico finale del film Rocky III.
  10. Fa il suo debutto Digger Harkness, alias Capitan Boomerang, storico villain di Flash qui dato in prestito alla galleria di nemici di Freccia Verde e comparso su Flash #117 nel 1960. Fin da giovane sviluppa una passione per i boomerang e, dopo esser stato respinto dal provino come testimonial di una marca di boomerang, decide di darsi al crimine e viene ripetutamente battuto da Flash. Nonostante non abbia superpoteri e sia semplicemente bravo con i boomerang, e anche particolarmente abile a crearne di nuovi e fantasiosi tipi, Capitan Boomerang (il quale nome deriva dal personaggio che avrebbe dovuto interpretare come promoter) si è dimostrato nel tempo un temibile e abile avversario, tant’è che gli è valsa sempre la membership di letali squadre di criminali come la Suicide Squad e i Rogues: che, per dirla semplice, i Rogues sono i Sinistri Sei di Flash.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ogni scena in cui Barry Allen e Oliver Queen condividono
  • Flash VS Freccia Verde
  • Nessuno schiaccia i piedi all’altro, regalando una perfetta coesine
  • Uno sfracello di easter eggs
  • Poco ambizioso
  • Rainbow Rider/Prism

 

Come primo tentativo, il crossover tra The Flash e Arrow è stato a dir poco soddisfacente. Nonostante si avverta una certa umiltà e poca voglia di strafare, è proprio nella strategia del “volare basso” che il crossover riesce a farsi accettare e voler bene subito, soddisfacendo i fan di entrambi gli show senza dar spazio a favoritismi, e permettendo anche agli spettatori che guardano solo uno dei due serial DC Comics di essere capito e apprezzato, pur non avendo tutti gli elementi che avrebbe un seguace di entrambe le tifoserie. Anzi, da questa esperienza, pure lo spettatore se ne esce con una certa “cultura”, grazie al confronto/scontro tra Barry Allen/Flash e Oliver Queen/Freccia Verde. Ora i due eroi torneranno nelle proprie città d’appartenenza e con le seicento miglia che le separano, tornando ad occuparsi della propria Rogue Gallery e dei propri grattacapi narrativi, ma questo non vuol certo dire che le strade dei due supers non smetteranno di incontrarsi… Anzi, questo è solo l’inizio. E noi non vediamo l’ora del Round 2.

 

Power Outage 1×07 3.47 milioni – 1.4 rating
Flash VS Arrow 1×08 4.34 milioni – 1.6 rating

 

 Draw Back Your Bow 3×07 2.64 milioni – 0.9 rating
The Brave And The Bold 3×08 3.92 milioni – 1.4 rating

 

 

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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