The Good Wife 6×09 – 6×10 – 6×11 – Sticky Content – The Trial – Hail MaryTEMPO DI LETTURA 6 min

in Recensioni by
La vita del recensore è fatta anche di lavoro, parenti e panettoni. E tra una tombola e l’altra, tra problemi tecnologici, uvetta passa e deliziosi canti natalizi intonati come maiali al macello, ci ritroviamo a ripercorrere i ben tre ultimi episodi andati in onda del nostro legal preferito. La serie chiude con l’undicesimo episodio la prima parte di stagione, una prima parte un po’ barcollante ma che tuttavia conta su molti punti forti, chiaro emblema ne è “Sticky Content”. 
La nona puntata infatti si divide, così come l’intera stagione finora, su due linee separate: Alicia e Cary. Entrambi indaffarati e con rispettive gatte da pelare e questo porta ad una scissione dei due protagonisti legati ormai da delle sporadiche chiamate telefoniche. Ma mentre la parte di Alicia funziona dannatamente bene tanto da farcene chiedere ancora, la parte di Cary decisamente no. 
Tutto troppo surreale, tutto troppo drammatico, i King stanno facendo salire l’hype per l’addio di Kalinda, ma nel peggiore dei modi. Cary viene intrappolato da questa storia per ben undici episodi e il fatto che lui sia totalmente innocente non fa che rendere il tutto ancora più fastidioso, terribilmente fastidioso. Non è nemmeno paragonabile alla sospensione di Will nella terza stagione: in primis perché Will era sfacciatamente colpevole e in secondo luogo perché Will manteneva comunque il suo posto di socio, il suo lavoro, i suoi clienti, le sue relazioni interpersonali. Qui per metà stagione abbiamo avuto invece Cary in prigione o a letto con Kalinda. Non so se rendo l’idea della noia della situazione. 

Questione Kalinda: sappiamo che per il personaggio è l’ultima stagione, sappiamo che l’addio sarà molto drammatico, sappiamo che si è cacciata in un mare di guai per Cary. Sappiamo già tutto quello che c’è da sapere, quindi speriamo che gli autori muovano un po’ le acque perché altrimenti c’è il serio rischio di addormentarsi con il ticchettio degli stivali dell’investigatrice. Ma soprattutto, questione più importante: Kalinda e Alicia? Le due non hanno una scena insieme praticamente dalla quarta stagione, si dal 2013. Una battuta, uno scambio di sguardi, una semplice condivisione del set, nulla. Ed ecco quindi che gli autori legano Kalinda a Cary, come se i loro destini fossero inseparabili, ma non è stata la scelta migliore, o meglio, il brodo è stato troppo allungato: troppo sentimentalismo di Kalinda per Cary (lei certe cose le faceva solo per Alicia, la sua amica), troppo drama con la minaccia di assassinio da parte di Bishop, troppo stallo della situazione.   

Di contro la storyline di Alicia è perfetta. Alicia e la politica sono un campo inesplorato per la serie che sta scoprendo a poco poco dandocene in piccole e succose quantità. La lotta con Prady, la scoperta del tradimento di Peter (che spietatamente Alicia usa a suo favore) la preparazione della campagna, interviste finte e video di promozione spietati che senza nessun ritegno buttano la sparatoria in tribunale in pasto ai giornalisti, sembra quasi di essere a casa, nel bel Paese. 
Decisamente più emotivo (senza che manchi quello humor a cui la serie ci ha abituato grazie alla vicenda del bigliettino di Grace) “The Trial” che vede protagonista indiscusso Cary, messo sotto scacco dalla Procura, da Bishop, da sé stesso. 

L’episodio non è certo leggero, ma alla leggerezza The Good Wife non rinuncia mai: particolarità della puntata è il modo di raccontare il processo, processo che può, essendo messo in piedi da fallibili umani, essere condizionato dalle vite dei suoi attori (…e convenuti). Da una parte il giudice e il suo anniversario di matrimonio, dall’altra le vicende coniugali ed extra dell’avvocato dell’accusa e per finire in bellezza uno squisito giurato con un disturbo all’udito che trasforma il processo in vere e proprie scenette da comedy. L’esito purtroppo non è così divertente: il patteggiamento di Cary da un lato porta tanta frustrazione negli spettatori che sanno dell’innocenza dell’avvocato, dall’altro porta un po’ di scompiglio e rappresenta la parte della società che non vorremo vedere ovvero quella dove anche la brava gente deve scontare quattro anni, due con la buona condotta. 

La trama di Alicia intanto, vede oltre all’impegno nella sua campagna anche la sua vita sentimentale. Il matrimonio con Peter è da tempo una farsa ed ora più che mai Alicia taglia i ponti con il marito, scandendo chiaramente in “Sticky Content” che non resterà al suo fianco in vista del prossimo scandalo. Vulnerabile più che mai, Alicia lotta contro sé stessa per non vedere di più di una semplice amicizia quella con Finn, eppure anche la sorte sembra sbeffeggiarla. 
“Sticky Content” e “The Trial” funzionano in maniera molto diversa (nel primo la parte dedicata ad Alicia è più forte a discapito della pessima trama di Cary, mentre viceversa nel secondo) ma non sembrano chiudere la vicenda Cary che viene ulteriormente sviscerata in “Hail Mary”. Era ovvio che Cary non sarebbe finito in prigione e la sua carta “esci gratis di prigione, ma è meglio se non ci entri affatto” è Kalinda, il che non fa che aumentare le probabilità che l’investigatrice muoia assassinata dopo essere stata fustigata a sangue da tutte quelle persone a cui l’ha fatta sotto il naso dall’inizio di questa assurda storia. Cary è fuori ma il prezzo da pagare è una scontatissima fuori uscita di Kalinda, vedremo verso fine stagione.
Così come il resto della stagione, la parte che vede protagonista Alicia è la meglio realizzata, la meglio riuscita. Peter e Alicia attirano l’attenzione del telespettatore e il loro scontro si fa interessante, così come le politiche di Eli ed Elfman: Eli ha sicuramente a cuore la campagna di Alicia, ma non dimentichiamoci che il suo uomo è Peter. Finché Alicia beneficiava di Peter e viceversa non c’era alcun problema, ma nel preciso momento in cui Alicia potrebbe rivelarsi un pericolo per la stabilità del Governatore, ecco che Eli chiede una pausa. Ormai lo sappiamo fin troppo bene, il matrimonio per i Florrick è fondamentale. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Alicia in politica 
  • La campagna e tutto ciò che gira intorno: Eli, Elfman e la straordinaria Marissa
  • Alicia e Peter
  • Temi pesanti affrontati dalla serie senza rinunciare alla sua inconfondibile leggerezza
  • Con “Hail Mary” si chiude finalmente la vicenda Cary
  • Storyline di Cary protratta per troppo tempo
  • Diane sempre meno attiva
  • Questione Kalinda: il personaggio perde sempre più con il passare delle puntata
  • Ridateci Alicia, Kalinda e il loro cicchetto al bar
  • “Sticky Content” e “Hail Mary” sottotono 
I tre episodi condividono il difetto di questa prima metà di stagione: un’Alicia impeccabile ed un Cary sofferente della pessima storyline, scritta su misura per l’uscita di scena del personaggio di Kalinda.
Sicuramente primeggia “The Trial” per impatto emotivo e struttura dell’episodio, mentre “Sticky Content” e “Hail Mary” viaggiano su una striminzita sufficienza e perfino il ritorno dalle vacanze non è così scoppiettante come ci aspetteremmo, pur con Cary fuori dai guai. 
Red Zone 6×08 10.69 milioni – 1.4 rating
Sticky Content 6×09 10.55 milioni – 1.3 rating
The Trial 6×10 10.26 milioni – 1.4 rating
Hail Mary 6×11 10.24 milioni – 1.3 rating

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: