Fresh Off The Boat 1×01 – 1×02 – Pilot – Home Sweet Home-SchoolTEMPO DI LETTURA 4 min

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Non è certamente un periodo d’oro per le comedy. A parte alcuni mostri sacri che ancora imperversano, sono tante le vittime sacrificali che ogni anno si affacciano nei palinsesti televisivi, vedono i propri ascolti crollare e poi escono dai suddetti palinsesti con la coda tra le gambe. Sarà un processo fisiologico che ha sempre contraddistinto il mondo delle serie da 20 minuti, ma è indubbio che la separazione di generi meno delimitata sta contribuendo alla crisi nel settore comedy. Effettivamente, basti vedere alcuni prodotti targati HBO, la dimensione familiare e “situazionale” si allarga toccando nuovi temi sconfinanti nel drama.
Come collocare allora Fresh Off The Boat? C’è speranza per questa nuova serie di farsi strada in questo spietato nuovo mondo televisivo?
Apparentemente sì. Diciamo apparentemente perché non esiste pilot più ingannevole che quello di una comedy. Spesso in 20 minuti occorre presentare un quadro d’insieme, tracciando una prima linea narrativa. Le due cose tendono a scontrarsi e sovrapporsi, lasciando freddo lo spettatore. Il perché è semplice: ancora non si ha avuto il tempo di affezionarsi ai personaggi. Ai nostri occhi risultano come perfetti sconosciuti. Emulando un motore diesel, sarà più avanti, a metà stagione circa, che capiremo se e perché lo show in questione funziona o meno, ed è per questo che la mossa di trasmettere subito due episodi si rivela azzeccata. Certo, non si tratta di una stagione intera in stile Netflix (soluzione che le comedy potrebbero adottare), però l’assaggio è sicuramente più consistente e significativo.

Ma tornando al punto: come si presenta Fresh Off The Boat? Il ritmo è sicuramente valido, la formula narrativa è originale, lo stile è già visto. Andando sullo specifico: raccontare un biografico 1995, da parte di un personaggio reale che rende commedia la sua biografia è un qualcosa di piacevolmente nuovo. La globalizzazione è una realtà difficile da negare, e così ecco anche una famiglia orientale perfettamente inserita nell’American Dream, con il piccolo Eddie appassionato di Hip-Hop, con i genitori gestori di un ristorante in stile western, e solo la nonna che ancora non si distacca dalla lingua d’origine. Nell’ambito leggero e innocente dello show, si cela quindi una velata amarezza e consapevolezza di come il melting pot statunitense altro non è che un appiattimento di tutte le diversità che raccoglie. Quindi buttiamo nel cestino il cibo cinese fatto in casa, rechiamoci al supermarket che ci fa tanta paura e in questo modo verremo realmente accettati. Non si può non dare il merito a Fresh Off The Boat (modo di dire inerente a stranieri non ancora integrati nel territorio in cui si sono appena insediati) di rappresentare in maniera scanzonata (e forse inconsapevole) questa realtà.

Eppure durante la visione del “Pilot”, qualcosa ci disturba, qualcosa non ci convince. Un senso di deja-vu permanente va ad annacquare la visione dello show. Una narrazione in prima persona, un bambino protagonista e la sua famiglia co-protagonista, il padre bonaccione, la madre maniacale e spaventosa, un fratellino più piccolo a cui riesce tutto, eccetera eccetera: se non fosse una biografia si potrebbe urlare al plagio di Malcolm In The Middle. Abbiamo Louis che vede il mondo come un insieme di persone buone e deve ben integrarsi a lavoro; Jessica dal canto suo si ritrova a pattinare con le assurde vicine di casa. Il ritratto di Hal e Lois anche in questi primi due episodi è abbastanza lampante. Per non parlare poi del giovane Eddie che vorrebbe soltanto socializzare con i suoi coetanei e fare cose attinenti alla sua età. Eppure si ritrova a dover frequentare a casa propria un CLC perché prendere il massimo dei voti non basta. Si potrebbe continuare ancora e ancora ad elencare i parallelismi con MITM, e sono stati trasmessi soltanto due episodi.
La curiosità a questo punto è: la biografia di Eddie Huang coincide di molto con le vicende della storica serie targata FOX, oppure per una trasposizione televisiva che andasse sul sicuro si è scelta una formula già collaudata? Sicuramente un’influenza così palese potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Come fu per Malcolm, la narrazione a dimensione di bambino, con tutti i suoi aspetti surreali, è una mossa vincente. Occorre però vedere se si sarà capaci di reggere l’urto dell’ormai esigente pubblico televisivo, sfornando episodi originali e avvincenti.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ottimo ritmo narrativo
  • Dimensione infantile sempre efficace in ambito comedy
  • Il pranzo con il custode
  • Biografia-comedy: formula interessante
  • Le pagelle di Emery e Evan
  • Il flashback sul mercato orientale di Washington
  • Troppe somiglianze con Malcolm In The Middle
  • I primi due episodi difficilmente possono garantire un buon esito
  • Gli effetti della globalizzazione esplodono in tutto e per tutto
Fresh Off The Boat parte con buoni, buonissimi, ascolti: l’impresa sarà non farli calare. E i continui rimandi ad una serie storica come Malcolm In The Middle potrebbero minare (oltre che il nostro giudizio) l’originalità stessa della scrittura, da qui in avanti. Quindi l’approccio è buono, ma è stata fatta solo una parte del lavoro: ora viene il difficile.
Pilot 1×01 7.94 milioni – 2.5 rating
Home Sweet Home-School 1×02 7.47 milioni – 2.3 rating

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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