Marvel’s Agent Carter 1×07 – SnafuTEMPO DI LETTURA 5 min

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Sapete cos’hanno in comune la traduzione e l’adattamento di un qualsiasi testo e le serie tv? Per la buona riuscita di entrambe bisogna tener conto anche di fattori apparentemente superficiali che (se trascurati) possono diminuire le probabilità che il serial o la traduzione confezioni un risultato ottimale. Certo, non saranno questi fantomatici dettagli superficiali a decretare la qualità generale della serie tv/traduzione, ma saranno comunque dei piacevoli elementi aggiuntivi che, se calcolati nel complesso, regaleranno all’opera una marcia in più e dei vantaggi che in futuro potrebbero rivelarsi vincenti; facciamo un esempio per farvi capire meglio. 
Lo sapevate che, durante il casting per i doppiatori Italiani della serie dei Cavalieri Dello Zodiaco, le voci dei personaggi non vennero scelte seguendo la somiglianza del timbro con il doppiatore Giapponese originale, ma seguendo il carattere dei protagonisti? Sembra una scelta azzardata, ma se ci pensate bene, la cosa ha senso; i doppiatori sono da sempre soprannominati “attori senza palcoscenico”, costretti ad una recitazione sentita e motivata pur senza un pubblico davanti, per rendere più realistico il discorso del loro personaggio. Quindi, alla luce di ciò, fu una scelta lungimirante affidare i vari protagonisti a doppiatori che avessero dei tratti caratteriali simili, se non identici, al personaggio che doppiavano; sulla carta è sicuramente una scelta poco fedele, ma che poi si rivelò vincente e diede modo di dar vita a recitazioni molto in parte. Cosa centra tutto questo con Marvel’s Agent Carter? Che il serial solista di Peggy Carter ho trovato la sua forza in tutti gli elementi descritti nelle nostre recensioni finora, ma che è stato ulteriormente possibile sfoggiarli grazie ad una caratteristica invisibile, ma determinante: una stagione di soli otto episodi. Se non siete d’accordo con questa affermazione, rifiutando di credere che il complessivo numero di episodi possa essere determinante per la buona riuscita di un telefilm, allora vi consigliamo di riprendere in esame dall’inizio Marvel’s Agent Carter e paragonarlo ad un altro serial attualmente in calo: The Walking Dead.
Indipendentemente dai vostri gusti personali e genere d’appartenenza dei due serial comics, analizzandoli dal puro aspetto tecnico, il survival horror di Robert Kirkman vincerà la battaglia della regia, ma viene surclassato su tutto il resto, perdendo la guerra. E’ già stato dichiarato più e più volte da AMC che il network vuole sfruttare l’odissea zombie finché avrà idee, ma nel mirare alla longevità, si scade spesso in episodi filler e inconcludenti, allungando una stagione con episodi inutili solo “per fare numero”. Con la costruzione a miniserie della avventure dell’Agente Carter, questo non è successo; gli otto episodi di questa prima (e speriamo non unica) stagione sono letteralmente volati, evitando di presentare momenti morti e riempitivi, concentrandosi su poche storyline, ma tutte sviluppate con una scorrevole genuinità da manuale. “Snafu”, poi, non è nient’altro che la conferma di quanto detto finora e suo episodio manifesto.
Quante cose succedono in questa settima, e penultima puntata, della prima stagione? Effettivamente poche, ma questo perché la puntata, tenendo fede alla sua scorrevolezza, preferisce accompagnare per mano e alla loro degna conclusione i temi sollevati sin dal doppio pilota, oppure, sollevati nella puntata stessa: ma si fa presente anche qui, che senza una certosina parentesi e premessa, quanto abbiamo visto in “Snafu” non avrebbe avuto lo stesso senso e impatto. Basti pensare al drammatico sacrificio di Dooley, reso così drammatico solo perché è dalla scorsa puntata che si lavora sulla sua umanizzazione; o basti pensare al giustamente rancoroso e frustrato sfogo di Peggy Carter contro i suoi ottusi colleghi del SSR: non avrebbe avuto lo stesso senso se, fin dall’inizio, Peggy non fosse stata presentata come una pezza da culo; o perché no, anche al continuo mostrarci della abilità combattive di Dottie Underwood: scene d’azione magistrali che continuano a farci agognare il tanto desiderato confronto con la Carter.
Sono tutti momenti emotivi grandiosi ed epici, resi tale, grazie al continuo caricare della molla; quando poi quest’ultima è scattata, il risultato è stato sublime. Ma come abbiamo visto, non tutte le molle sono saltate, anzi: altre molle sono in continuo caricamento, in attesa del season finale per farle scattare nel più spettacolare dei modi.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per la prima stagione di Marvel’s Agent Carter, come succedeva per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata. 

  1. Il titolo è un’espressione gergale della lingua inglese utilizzata, solitamente, per indicare che qualcosa è andato male. È l’acronimo della frase Situation Normal, All Fucked Up; a volte è usato il termine fouled al posto di fucked per rendere meno volgare l’espressione. La frase si può tradurre in italiano con “tutto a posto, niente in ordine” o più letteralmente “situazione normale, tutto a puttane”.
  2. All’inizio della puntata, il Dottor Ivchenko sta leggendo il libro La tragica storia del Dottor Faust. Altra prova che potrebbe confermare la sua identità di Dr. Faust. 
  3. Il gas che provoca la sanguinaria rissa di fine e episodio, sembra essere un mash-up tra la Dust Of Death del Teschio Rosso e la Madbomb di Mason Harding. La prima è una sostanza gassosa ideata dal Teschio Rosso che provoca la morte istantanea del soggetto che la inala, scarnificando la faccia del soggetto nel processo e riducendola ad un teschio color rosso. La seconda è invece un congegno capace di emettere onde soniche che lavorano sull’attività cerebrale de soggetti esposti alla Madbomb, costringendoli a comportarsi in modo rissoso, iracondo e violento. Tra le due, la più degna di nota è la seconda, poiché è al centro di una delle storie più acclamate di Capitan America: “Madbomb”, per l’appunto, pubblicata su Capitan America #193-200 del 1976.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Con senno di poi, il formato miniserie si è rivelato vincente
  • Il sacrificio di Dooley
  • Lo sfogo di Peggy
  • Dottie VS SSR
  • Nulla

Anche se il titolo è fuorviante, “Snafu” non manda nulla a puttane, confezionando una puntata grandiosa; con magari pochi avvenimenti, ma tutti egregiamente portati al loro grande climax. Marvel’s Agent Carter si dimostra nuovamente capace di qualità grondante. 

A Sin To Err 1×06 4.20 milioni – 1.4 rating
Snafu1x07 4.15 milioni – 1.4 rating

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