New Girl 4×15 – The CrawlTEMPO DI LETTURA 5 min

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Arriva San Valentino anche per New Girl, e lo fa con uno degli episodi più riusciti di questa stagione. Se nel nostro paese le coppie affollano le sale cinematografiche per vedere “50 sfumature di grigio”, Nick, Jess & co. optano, invece, per un più “sano” giro dei bar della città. Chi ha visto il recente “La fine del mondo”, avrà potuto notare più di una somiglianza. Non tanto nella trama di base, la pratica più inglese che americana del “pub crawl” (come da titolo) non la scopriamo di certo oggi (basti vedere gli addii al celibato in Sherlock, in tv, o in “I Love Radio Rock”, sul grande schermo), quanto nella figura del protagonista e nelle dinamiche col resto del gruppo. Anche nel film di Edgar Wright, infatti, il personaggio interpretato da Simon Pegg forzava in qualche modo i suoi vecchi amici alla folle missione di bere in più bar possibili nell’arco di notte, come fa Nick costringendo di fatto i suoi coinquilini, che per quella sera avevano già altri programmi, a seguirlo. Ma la caratteristica più rilevante, che accomuna maggiormente i due prodotti, sta nei motivi di fondo che animano la coppia di improbabili organizzatori. Infatti, sia nella pellicola inglese sia nello show americano, il pretesto di una serata magica e memorabile nasconde un disagio interiore per un presente deludente, da cui entrambi vogliono fuggire e non tornare mai più. Se nel primo caso, però, la presa di coscienza passava per una deriva fantascientifica e complottista, in questo i toni, ovviamente, sono molto più leggeri, e basta il solito discorso motivazionale di gruppo (già visto in tempi recenti in “LaXmas“) per spronare Nick ad andare avanti.      
Non ricordiamo a caso l’episodio natalizio, poichè rappresenta l’ultimo positivo picco davvero alto realizzato dallo show. Anche il quel caso si trattava di un episodio perlopiù corale, con tutti i membri del cast presenti in egual misura ed esilaranti ciascuno al punto giusto. All’epoca gli sceneggiatori, capeggiati dall’autrice Elizabeth Meriwether, avevano azzeccato un buon filotto di episodi, che ci facevano sperare in un promettente ritorno ai fasti delle prime due stagioni. Così non è stato, purtroppo, anche se, va detto, son riusciti a mantenersi su una discreta e sufficiente qualità, senza regalare però particolari sorprese. Parliamo al passato, comunque, perchè, come dicevamo, questa “The Crawl” ci è sorprendentemente piaciuta, facendoci ritornare a sorridere e a sperare.
Rappresentante più emblematico del ritorno alle antiche vette della serie è indubbiamente Winston. Ottimamente interpretato da Lamorne Morris, il personaggio ritrova quella verve irresistibile e senza senso che tanto ci aveva fatto innamorare nella seconda stagione, poi smarrita o poco utilizzata in quelle successive. Basterà citare la scena in cui lo vediamo tirar fuori gli oggetti più improbabili dal suo zaino, e in particolare “A small stick. Speak for self“, per rendere l’idea alla perfezione. Scena che, tra l’altro, esplica in maniera più azzeccata un’altra delle componenti ritrovate, un tempo marchio di fabbrica dello show, ovvero quella dei tempi comici. Le risposte e le espressioni compiaciute di Coach, all’assurdo elenco di Winston, inserite e montate rapidamente, quasi manco a darci il tempo effettivo di assimilarle, riportano a galla antichi e indimenticabili albori (titoli di coda compresi, con quel “You’re kind of a black Mary Poppins“).
A proposito di Coach, perfino la sua storyline, che può sembrare di primo acchito la più estranea al contesto, risulta sempre piacevole, inserita coerentemente nel clima “fatalista” dell’episodio, e, perciò, mai davvero stonata, grazie a un ritmo e ad un’ironia non indifferenti. Il personaggio, d’altronde, è probabilmente uno dei punti più forti di questa quarta stagione, il quale ha beneficiato in pieno del ricco spazio concessogli, senza mai annoiare o sembrare fuori posto, come, invece, succedeva in quella passata. Stesso giudizio per Schmidt e Cece e il loro continuo riavvicinamento romantico, forse la sottotrama più continua di quest’anno. La sapiente mossa degli autori di dosare in pillole le scene che li riguardano, puntata dopo puntata, ricorda tanto la modalità riservata, a suo tempo, per Nick e Jess, che avevano fatto della seconda una stagione indimenticabile anche per questo. Come in quel caso, l’atmosfera e la tensione che si respira in ogni dialogo o espressione è tanto palpabile quanto accattivante. A questo punto, non resta che augurargli di non far la loro fine, sia per l’affetto verso i personaggi, sia per un più pragmatico interesse per la qualità della serie, visti i danni provocati dalla coppia lo scorso anno.
Parlando del diavolo, analizziamo per ultima la storyline che ha rischiato di rivoluzionare l’intero show, e, proprio per questo, ha ingannato pochi spettatori. Se in “New Girl” c’è stata, infatti, una sicurezza, è che Jess sarebbe rimasta in quel loft fino alla sua conclusione. Dopotutto, il trasferimento della ragazza in un appartamento di soli uomini, sta alla base del plot della serie. Qualche sconvolgimento c’è stato, in questi anni, dall’addio fulmineo di Nick, passando per il “trasferimento” di Schmidt, fino al ritorno dello stesso Coach. Eppure, mai Zoey Dechanel si è mossa da lì. Per cui la proposta, a ciel sereno, del british Ryan di andare a vivere insieme, aveva la potenzialità di smuovere non poco le acque. Il ritorno sui propri passi nel finale (o mancanza di coraggio, fate voi), sarà parso naturale agli appassionati di comedy più smaliziati, poichè rispetta rigorosamente i canoni del genere. Non resta, quindi, altro che prendere atto dell’ennesima occasione mancata per un’interessante (quanto rischioso, certo) sviluppo.      

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Winston, i preservativi femminili e il bastoncino
  • La storyline romance di Coach 
  • I discutibili partecipanti al “pub crawl” dell’ultimo minuto 
  • Lo Jyan
  • I momenti Cece-Schmidt
  • Nick che si strugge tanto per la rottura con Kai, quanto è passata quasi inosservata, a confronto, quella con Jess 
New Girl segna un nuovo e promettente punto alla positiva media qualitativa di questa quarta stagione, la quale oscilla, forse ancora un po’ troppo, tra promettenti alti e immancabili bassi. Quando è in vena, il team della Merriwether è ancora capace di raggiungere grandi livelli di comicità. 
Swuit 4×14 2.96 milioni – 1.4 rating
The Crawl 4×15 2.71 milioni – 1.3 rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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