Supernatural 10×13 – 10×14 – Halt & Catch Fire – The Executioner’s SongTEMPO DI LETTURA 5 min

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Arrivati ad un certo punto diventa inevitabile porsi qualche domanda e riponderare le aspettative. La 10° stagione non sta andando come ci si sarebbe aspettati, alcuni potrebbero dire che non sta semplicemente andando, ma sarebbe più corretto parlare di una lenta ed inesorabile stanchezza che si sta facendo sentire sempre di più. Se ci si pensa bene 10 anni non sono per niente pochi, è accaduto praticamente di tutto, i Winchester sono morti e resuscitati innumerevoli volte, le cose alla fine in qualche modo hanno sempre funzionato e la trama si è sempre sviluppata talvolta anche con pieghe inaspettate. Quando però si guarda l’intero arco di questa stagione ci si trova di fronte ad una mesta produzione di episodi, perlopiù filler, inframmezzati da qualche sporadica apparizione di Castiel (che ricordiamo dovrebbe essere “main character”), da un Crowley castrato e da una trama orizzontale molto scarna e basata praticamente solo su Deanmon, o meglio su Dean ed il Mark Of Cain. È quindi con questo genere di spirito che episodi come “Halt & Catch Fire” o “The Executioner’s Song” vengono scritti ma, se per il primo si tratta di un filler e ormai le scuse si scrivono da sole, il secondo si fa riconoscere per l’ennesima occasione sprecata.
Nonostante gli insulti fin qua elargiti, giusto nella scorsa recensione lodavamo i filler proposti per l’originalità e la cura con cui erano stati scritti e girati. Guardando “Halt & Catch Fire” però viene da rimangiarsi ogni singola parola detta perchè nè il caso del giorno (un fantasma in cerca di vendetta che si muove tramite il WiFi) nè l’episodio sono degni di essere ricordati dai posteri. La puntata rientra di diritto in quella folta schiera che verrà dimenticata non appena vista dal momento che non offre nè un intrattenimento intelligente, nè qualcosa di nuovo. Cioè in realtà qualcosa di nuovo c’è visto il modus operandi d’attacco dello spettro, peccato che risulti alquanto surreale anche per Supernatural.
Alla vista di “Halt & Catch Fire” parte l’urlo “lasciate ogni speranza o voi che entrate”, poi invece si guarda il promo di “The Executioner’s Song” e ogni aspettativa viene subito frantumata. Poco più di 1 anno fa compariva per la prima volta il personaggio di Cain, per la precisione in “First Born“, e tutto è cambiato profondamente da quel momento. Supernatural è diventata dipendente dal Marchio, scordandosi le sue abilità narrative e stilistiche. Il ritorno di Cain poteva quindi rappresentare quella svolta che tanto ci si augurava ma con la visione delle ultime immagini della puntata anche qui la speranza si affievolisce sempre più.

Nonostante lo scontro tra Dean e Cain possa sembrare tanto necessario quanto ben fatto, la morte di quest’ultimo non lo è di sicuro. Innanzitutto è bene chiarire una cosa: non c’è stata nessuna immagine raffigurante il cadavere di Cain così come non si è vista neppure la sequenza in cui Dean conficcava la First Blade nella sua schiena. Ora, non essendo Supernatural una serie che si è mai risparmiata nel mostrare uccisioni, decapitazioni o qualsivoglia altra forma di tortura, questa “lacuna” appare quanto mai strana e di conseguenza rilevante. Fino a prova contraria, ed i lettori dei fumetti lo sanno bene, finchè non si manifesta il corpo esanime di un character, tutto rimane in discussione e quindi ci sarebbe ben più che qualche ipotesi sull’effettiva non-morte di Cain. Supponendo però che le cose siano andate così come descritto, proseguiamo la recensione facendo finta di crederci.
Il Cain che troviamo è decisamente diverso rispetto a quello “pacato” visto in “First Born“. Senza il Marchio la sete di omicidi si è fatta subito sentire e Cain è ritornato ad essere il killer spietato che sguazza nella sua lucida follia ma che noi, come pubblico, non abbiamo mai visto. Uccidere la sua “stirpe/progenie” è infatti la missione che sta perpetrando, peccato che questo possa essere tradotto serenamente con il termine “genocidio” vista lo stuolo di “figli” che sono nati nei secoli. Un personaggio come Cain, con dei poteri incommensurabili, un’insana follia ed un’influenza sulla serie rilevante, non si vedeva da troppo tempo e per questo il suo ritorno ha rappresentato una boccata d’aria fresca per l’intero ambiente. Quando si tratta di far scontrare un Winchester contro un’entità soprannaturale praticamente impossibile da sconfiggere, all’improvviso, la serie si trasforma, si respira tutto un’altra atmosfera, totalmente diversa rispetto a quella configurata fino a qui in questa decima stagione. È in quest’ottica che la presunta morte di Cain rappresenta un suicidio della creatività perchè con lui muore anche la possibile svolta narrativa che tanto si va cercando da diverso tempo a questa parte. Ma d’altronde si ritorna sempre al solito problema dei comprimari: alla fine muoiono sempre tutti e Cain non fa eccezione.
“The Executioner’s Song” parte molto bene ma si perde in corso d’opera dando spazio ad una Rowena tanto fastidiosa quanto inconcreta che emana una negatività costante sul personaggio di Crowley, ormai mera ombra di sè stesso e senza più uno scopo nella serie. Cain è un valido motivo per riportarlo in campo ma, a causa della prematura morte di quest’ultimo e dell’apporto di Mamma Crowley, sinceramente se ne può fare anche a meno se questi sono i risultati. Per Castiel il discorso è un po’ diverso perchè, pur essendo finito anche lui in un limbo narrativo da cui non si muove, in questo episodio ha dato prova di poter ritornare a brillare di quella luce che lo aveva fatto amare dai fan e che, giusto quest’anno e per assurdo visto che è probabilmente il suo anno peggiore da quando recita in Supernatural, gli ha fatto vincere i People’s Choice Award come “Favorite Sci-Fi/Fantasy TV Actor”.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ritorno di Cain
  • Improvvisa ma apprezzabilissima accelerazione della trama orizzontale
  • Ritorno sulle scene con relativa collaborazione di Crowley-Castiel-Dean-Sam
  • Dean VS Cain
  • Morte(?) di Cain e conseguente perdita di appeal per la trama orizzontale futura
  • Filler troppo poco “credibile”
  • La presenza di Rowena è sempre più inutile
Supernatural ha dato l’ennesima riprova di avere le carte per fare bene tuttavia ha dimostrato anche di non volerle giocare, vuoi perchè altrimenti la trama orizzontale si consumerebbe troppo velocemente, vuoi perchè Carver sta facendo un harakiri consenziente. Rimane il fatto che “The Executioner’s Song” è una gran puntata che poteva diventare storica senza alcuni difetti e senza quell’amaro in bocca che lascia durante tutta la visione della seconda parte.
Dieci anni cominciano a farsi sentire.
About A Boy 10×12 2.21 milioni – 0.8 rating
Halt & Catch Fire 10×13 1.98 milioni – 0.8 rating
The Executioner’s Song 10×14 2.09 milioni – 0.8 rating


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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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