The Big Bang Theory 8×13 – The Anxiety OptimizationTEMPO DI LETTURA 4 min

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Nelle precedenti recensioni si è spesso evidenziato come i personaggi di The Big Bang Theory abbiano subito un’evoluzione dalla condizione di nerd stereotipati verso una normalità che ha costretto gli autori a confrontarsi con nuove soluzioni per cercare, non sempre con successo, di mantenere l’elevato livello di comicità che proprio quella condizione iniziale spesso garantiva.
In questo episodio, complici una serie di fattori, il risultato è stato raggiunto. Sarebbe inutile soffermarsi a sottolineare che il livello qualitativo generale della serie si è abbassato e che questo può portare lo spettatore a rivedere al ribasso le proprie aspettative. Nonostante, quindi, non sia un episodio paragonabile agli standard storici è sicuramente ben riuscito e con alcune chicche che forse ricorderemo con piacere, come “Emily or Cinnamon?”.
Quali sono dunque i fattori che hanno reso positivo il giudizio di questo episodio? Innanzitutto è sicuramente un episodio Sheldoncentrico. E’ infatti lui il protagonista dell’ottimizzazione dell’ansia del titolo. Puntare su Sheldon è sempre una garanzia perché è un personaggio che dà innumerevoli spunti grazie alle varie stramberie che lo caratterizzano. Il suo percorso di lenta “umanizzazione” l’ha reso sempre meno strambo e sempre più incline ad atti che collocheremmo nella sfera della normalità come dire “ti amo” alla ragazza, o farle un regalo di Natale. Mentre nel primo caso citato si è riusciti a far rimanere il suo personaggio “normale” nella sua anormalità, nel secondo l’effetto è stato molto meno positivo e tristemente scaduto nella noia e nel banale romanticismo. Quello che sicuramente ha funzionato invece in questo episodio è stato un ritorno alle origini, con uno Sheldon di nuovo nella dimensione dello sciroccato alle prese con deliri da scienziato. Si era già detto che difficilmente si potrebbero replicare i risultati dei primi Bazinga, ma perlomeno in “The Anxiety Optimization” si percepisce la volontà di puntare a quel tipo di situazione. “Punta alla luna, mal che vada avrai danzato con le stelle” dice la peggio gioventù su Facebook. Purtroppo l’ilarità di vedere Sheldon che sta giorni e giorni con una cuffietta legato ad elettrodi per controllare che il livello di ansia non diminuisca è alquanto smorzata dalle scene con Amy (la cena a casa in particolar modo), che non solo falliscono sul lato comico ma sono anche noiose.
La “storyline” di Sheldon funziona anche perché affiancato da Penny e Leonard. Il trio non ha mai fatto dubitare della sua capacità d’intrattenimento e di esaltare le qualità di tutti e tre i personaggi: persino Penny (o Kaley Cuoco, non sappiamo quale delle due sia il problema) riesce ad uscire per un attimo dallo stato di depressa col bicchiere di vino in mano e si concede un sano divertimento a prendere in giro Sheldon quando ha le cuffie isolanti. Anche la scena della messa a letto di Shelly è stata tenera e simpatica al punto giusto, complice il ritorno di “Soft kitty, warm kitty” addirittura in versione duetto.
Altro elemento positivo dell’episodio è Howard che unisce i personaggi in più occasioni per prendersi gioco di Raj con l’esilarante gioco “Emily or Cinnamon?”. E’ un peccato che sicuramente non li ritroveremo a giocarci visto che è il classico elemento da singola puntata che nasce e finisce nella stessa come spesso accade nello show. O forse ricomparirà sporadicamente come il sopracitato “soft kitty”?
Bernadette ha forse detto due battute in tutto e non si può che gioire di ciò, viste le recenti dimenticabili performance.
Quello che emerge e che forse gli autori hanno iniziato a capire è che la regola del “less is more” importata dall’architettura, nella vita vale per un sacco di cose, tranne per i soldi forse. Con Amy e Bernadette sempre meno interessanti e originali, le puntate più riuscite sono quelle “back to the origins” che puntano sui riferimenti geek o sulle stranezze di Sheldon e sulle interazioni dei “fantastici 4” più una (Penny), depurate quindi di quei sovrappiù che allontanano lo show dalla sua mission: far ridere raccontando le “avventure” (“Devo uscire da queste 4 mura e prendere un po’ d’aria” e esce sul pianerottolo per tre secondi) di quattro scienziati nerd e della loro dirimpettaia sexy. Anche se un’eventuale battuta d’arresto alla crescita dei personaggi potrebbe far sorgere qualche critica in quelli che non vedono l’ora che Penny e Leonard si sposino o che Sheldon si spinga oltre con Amy, la verità è che per citare Sheldon che cita Taylor Swift: “Haters gonan hate, hate, hate”. Lorre e Prady, shake it off e tornate sulla strada delle gag e scene comiche che sapete costruire e che anche in questa stagione ci avete mostrato solo a brevi tratti.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Episodio Sheldoncentrico
  • “Emily or Cinnamon?”
  • “Ho provato a aggiungere Taylor Swift al mix ma a quanto pare la adoro!”
  • Bernadette quasi inesistente
  • Il cast allargato non funziona più quindi bisogna tornare alla formazione originale
Puntata che non eccelle troppo ma regala comunque qualche chicca interessante, definendo ancora una volta i fattori per una strategia di successo da seguire nel futuro.
The Space Prob Disintegration 8×12 18.11 milioni – 4.6 rating
The Anxiety Optimization 8×13 17.25 milioni – 4.5 rating

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