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American Crime 1×01 – Episode OneTEMPO DI LETTURA 3 min

in American Crime/Recensioni by

Approda sugli schermi ABC un prodotto molto particolare per il canale di proprietà della Disney, che racconta senza mezzi termini, temi scomodi e importanti, argomenti crudi, nuovi per lo spettatore medio di show come  Once Upon A Time.
Ma cosa ci stupisce e ci spinge a promuovere, perchè si lo promuoviamo, questo pilot? Innanzitutto il metodo narrativo scelto: non siamo davanti ad una realtà patinata, ma lo sceneggiatore di 12 Anni Schiavo, ripropone qui il suo stile, ovvero puntare dritto al cuore della questione che vuole raccontarci. Si ha da subito la certezza che il racconto poliziesco sia un punto di partenza per svelarci altro, approfondire le tensioni all’interno di una piccola comunità, raccontarci il complesso quanto fallace sistema giudiziario americano, dal punto di vista delle vittime e dei propri familiari.
Fin dai primissimi momenti dell’episodio siamo davanti all’elemento più caro a John Ridley: il razzismo attraversa il personaggio di Barb, spinge la famiglia Gutierrez a specificare di non essere clandestina ma americana a tutti gli effetti. La tensione razziale è palpabile, non solo dai comportamenti di alcuni ma è visibile anche dall’ambiente in cui i personaggi si muovono e l’attesa per l’esplosione di questi sentimenti è percepibile dallo spettatore: il lavoro di sceneggiatura è ben fatto e ci coinvolge, non facendoci subire passivamente la visione dello show ma anzi rendendo vivide le tensioni. E se le percepisce uno spettatore europeo, c’è da domandarsi quanto sia più acuta l’empatia che può provare un americano medio, anche alla luce dei fatti ancora molto attuali di Ferguson.
La vicenda centrale, ovvero l’aggressione subita dalla giovane coppia di fidanzati, ci introduce nel mondo che Ridley vuole descriverci, presentando i vari attori di questa storia senza fretta, caratterizzandoli uno ad uno ma lasciandoci la sensazione che su ognuno di essi ci sia altro da scoprire: dai genitori di Matt, il ragazzo morto durante l’attacco, alla coppia mista, fino alla famiglia latina con un padre aggressivo.
La scelta del cast è ben bilanciata e la migliore interpretazione al momento è quella di Felicity Huffman (la Lynette di Desperate Housewives) che rappresenta con emotività ma grande forza, il sentimento di una madre che ha perso un figlio, che nonostante il grande dolore, non può e non vuole che la questione passi sotto silenzio. Tornando al tema razziale, è lei, Barb, che incarna quella parte di America ancora razzista: come dicevamo, è una donna distrutta dalla tragedia personale ma spietata, determinata nella vendetta, corazzata dietro ad un’ideologia retrograda ma che è la bussola della sua personalità.
American Crime è uno show che non avremmo avuto problemi a veder prodotto da una tv via cavo (HBO con True Detective), ma ABC ha rischiato e per il momento ha confezionato un buonissimo pilot; i presupposti per una stagione interessante ci sono tutti, così come la volontà di analizzare i controsensi presenti nella società messa sotto la lente di ingrandimento. Se non si farà corrompere da falso buonismo, questa potrebbe essere l’occasione per una svolta più realistica e seria per la tv generalista.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Realismo con cui la vicenda è trattata
  • Tematiche crude gestite senza falso buonismo
  • Narrazione attenta a svelarci ogni dettaglio al momento giusto
  • Bravissima e intensa Felicity Huffman
  • La coppia mista formata da Carter e Aubrey risulta un pò già vista, ricorda Danny e Andy di Paradiso+Inferno


American Crime rappresenta una scommessa che il canale di Walt Disney lancia al grande pubblico: le premesse per vincerla ci sono tutte, restano dieci episodi per confermare questa tesi.


Episode One 1×01 8.42 milioni – 2.0 rating

 

Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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