Perception 3×15 – RunTEMPO DI LETTURA 3 min

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“Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l’inclinazione, inizia correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un’occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose.”

Inarrestabile come la pallina poggiata sul piano inclinato, così giungono i finali di serie che possono consacrare la serie (Breaking Bad) oppure demolirla definitivamente (Dexter). C’è però da fare un distinguo da quello che è un finale di serie concepito a priori e quindi strutturato in maniera tale da chiudere in un determinato modo il cerchio, da quello che sono invece i finali di stagione tramutati in finale di serie a causa della cancellazione della serie stessa.
Questo secondo caso si addice alla perfezione a “Run”: giunta notizia della cancellazione della serie prima della messa in onda delle puntate di febbraio e marzo, quest’episodio rimarrà come ultimo tassello di una serie che ha regalato tante piccole emozioni nel corso di questi tre anni, accompagnando lo spettatore nel processo di redenzione e di cambiamento che ha visto protagonista il dottor Daniel Pierce.
La puntata chiude diversi cerchi narrativi lasciati aperti (come il falso agente FBI apparso in “Paris“, oppure il ritorno di Natalie scomparsa in “Bolero“) ed è quindi utile a ripianare alcuni buchi narrativi lasciati in sospeso per parecchi episodi. Tuttavia, la puntata sembra concludersi in maniera affrettata e facendo precipitare una serie di eventi che sarebbero invece dovuti essere analizzati maggiormente, tant’è che questo finale di stagione risulta essere quello che fa sorgere più domande allo spettatore riguardo al proseguo della storia rispetto ai precedenti due. Un forte controsenso, ma che come già detto non era voluto dagli sceneggiatori forse speranzosi per un rinnovo della serie.
“Ironia della sorte, eh? Hai passato tutta la vita terrorizzato dalle cospirazioni e ora ne fai parte.”
E’ questa una delle frasi più significative dell’episodio e che sottolinea il forte peso dell’episodio per la trama della serie: in più episodi Daniel ha lottato per svelare misteri governativi (a volte semplicemente immaginandoli) ed in conclusione d’episodio si trova coinvolto in quello che rappresenta a tutti gli effetti un vero e proprio insabbiamento. Certo, per certi versi potrebbe essere tutto visto a fin di bene, ma la scarsa moralità delle scene finali incide negativamente su di una serie che si è dimostrata impeccabile in situazioni molto complesse e intricate. Si potrebbe dire “valuteremo come la cosa sarà ripresa nella prossima stagione”, ma siamo ormai ai titoli di coda della serie e rimanere con questi dubbi lascia l’amaro in bocca ad ogni spettatore che per un poco si era affezionato a Daniel, Kate, Donnie e Max.
Quello che rimarrà di Perception sono sicuramente i monologhi iniziali e conclusivi di Daniel, conditi dalle sue riflessioni connesse sia alla sua vita personale, sia ai casi risolti nell’episodio; così come rimarranno impresse molte delle patologie psichiche presentate e analizzate nel corso di queste tre stagioni. L’amaro in bocca c’è, come detto, ma non è tanto per il negativo finale che lascia troppi quesiti, quanto per la cancellazione della serie che preclude allo spettatore la possibilità di trovare risposta alle domande che “Run” fa in esso sorgere.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Eric McCormack
  • Dialoghi di Daniel
  • Donnie e Kate finalmente sposi
  • Il ritorno di Natalie
  • Donnie e Daniel che collaborano per salvare Kate
  • Il finale di serie che, come in The River, lascia una marea di domande in sospeso su quello che questa serie avrebbe potuto ripresentare con una quarta stagione
“Spesso a volte serve una squadra di pronto intervento per salvare qualcuno da un pericolo di morte.
E se…e se tutte le parti del cervello non riuscissero a lavorare insieme in quel momento cruciale?
E se il sistema limbico e la corteccia prefrontale dorsolaterale si tradissero a vicenda nel momento della verità?
Finireste in pezzi di fronte alle vostre peggiori paure?”
Romeo 3×14 1.68 milioni – 0.1 rating
Run 3×15 1.78 milioni – ND rating
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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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