The Following 3×02 – Boxed InTEMPO DI LETTURA 4 min

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Continua imperterrita l’attesa riguardo il ritorno sotto i riflettori di Joe Carroll: allo show sembra mancare un vero bad guy introspettivo quale era il caro professore. Per un momento i cari sceneggiatori hanno deciso di giocare con lo spettatore, portandolo a credere che il personaggio interpretato da James Purefoy ricomparisse in quello che sarebbe stato un vero e proprio dejavù (incontro in carcere tra Ryan e Joe). Tuttavia, l’agente dell’FBI non si reca dal tanto temuto (ormai ex) nemico, ma dal mentore dello stesso: il dottor Strauss di cui abbiamo fatto conoscenza la passata stagione. La scena è stata costruita egregiamente, ma l’amaro che lascia in bocca il non rivedere la faccia tanto cara allo show è indescrivibile: se era questo che gli sceneggiatori volevano ottenere, ci sono riusciti in pieno.
Come detto ad inizio recensione, ciò che sembra mancare è l’introspezione: Mark è solo azione, niente poesia, niente teatralità. Solo sangue e tanta brutale crudeltà. Il che non fa storcere il naso, ma ci si potrebbe già iniziare a chiedere quanto tutto ciò reggerà ancora: alcuni dissidi sembrano già palesarsi relativamente al gruppo di follower di Mark, quanto potrà incedere sulla riuscita del piano di vendetta del giovane ragazzo? La scorsa puntata si era conclusa con la promessa di Mark di uccidere “uno di loro”, che ad un primo ascolto sembrava un giuramento di morte nei confronti di Ryan, Max o Mike. E invece no, gli sceneggiatori estraggono un buon colpo di scena spostando le loro mire di morte nei confronti di un personaggio da sempre rimasto nelle retrovie: l’agente Jeff Clarke. Fin qui, nulla da eccepire: la scelta è buona e la sua realizzazione è ottima. Quello che non funziona è altro: la trama inserisce alcuni flashback riguardanti Jeff già ad inizio puntata, mostrandolo molto insicuro e con un forte peso morale sulle spalle. Perché inserire questi flashback, se non con l’intenzione di far capire allo spettatore chi sarebbe morto nell’episodio? Queste scene risultano così fuori luogo e prive di ulteriore significato -se non fine a sé stesso-, tanto da balzare all’occhio e far percepire che c’è qualcosa che non va. Ma soprattutto: perché tentare di approfondire un personaggio mai analizzato, quando alla fine dello stesso episodio sarebbe stato tagliato fuori definitivamente? Proprio per tale motivo, i flashback risultano dei semplici tappa buchi per riempire la trama e far giungere la registrazione ai tanto desiderati quaranta minuti circa di puntata. Al no-sense con The Following siamo abituati, quindi più di tanto la cosa non stupisce.
Parlando di no-sense va citata la scena madre della stupidità: Mark si reca da un altro dei suoi follower (presumibilmente tutti amici della madre, come lo erano quelli della passata stagione), cercando da lui aiuto relativamente ad un pick up da far sparire. Ryan e l’FBI vengono a conoscenza del rifugio e si recano sul luogo con diverse squadre SWAT. L’uomo aiuta a fuggire Mark, ma decide di rimanere lì pur sapendo che fuori dal nascondiglio ci fosse un vero e proprio esercito. Ovviamente all’uomo capita la cosa più logica: muore.
Il punto è semplice: anche questo, come ne son passati nelle diverse stagioni, era un altro personaggio fine a sé stesso, senza un reale compito o utilità. Anzi, in teoria avrebbe dovuto aiutare Mark a far sparire l’auto di Andrew (preso in custodia dall’FBI nella scorsa puntata) e a giustiziare, grazie ad una vecchia sedia elettrica penitenziaria, Jeff Clarke. L’uomo però non riuscirà a far nulla di ciò perché gli sceneggiatori già si erano annoiati di lui, quindi decidono di liberarsene facendogli prendere una delle decisioni più immotivate e senza senso che mente umana potrebbe concepire in quel preciso istante. Il suo rimanere non va preso come atto di coraggio: quanti cattivi, messi alle strette dalla polizia hanno infine confessato? Basti ricordare il grande Roderick, uno dei più fidati uomini di Joe, anch’esso portato al tradimento per salvarsi la vita. E’ quindi stupidità, non tanto del personaggio, ma quanto dei “burattinai” che scrivono le scene.
Ciò che The Following ci porta in dono in questa puntata è la conoscenza con un personaggio, che se gestito bene, potrebbe rappresentare la vera psicopatia: Neil, l’uomo che smembra l’agente Clarke in così tanti piccoli pezzi da farlo stare in una scatola (da qui il titolo dell’episodio). Un provetto Clyde Shelton, spinto a fare ciò, da qualcosa di più di un semplice obbligo nei confronti di Mark. Ma saranno le prossime puntate a chiarire i punti oscuri del rapporto tra il ragazzo ed il novello Ed Gein.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scena della scatola
  • Neil, il nuovo psicopatico 
  • Il no sense di certe decisioni degli sceneggiatori
  • Nuovi personaggi gettati alla rinfusa nella mischia 
  • Analisi di Jeff sommaria e totalmente inutile
  • Fuga di Jeff utile al solo scopo di prolungare il brodo
Le beghe giudiziarie relativamente al caso Lily Gray si riapriranno investendo i nostri tre “eroi”, oppure riusciranno a catturare Mark prima che altri innocenti vengano fatti a pezzi per colpa loro?
New Blood 3×01 4.86 milioni – 1.6 rating
Boxed In 3×02 3.51 milioni – 1.1 rating

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

1 Comment

  1. Noia noia noia. Non quella di cui parlavo nel commento alla puntata di Grey's ( 😀 ) ma come dici tu, vero e proprio non-sense che ci fa chiedere quanto ancora potrà durare. Il rating è bassino, e continua a calare, a tutti manca Joe ma non mi viene in mente nessuna idea geniale sul modo in cui potrebbero ributtarlo nella mischia senza cadere nella banalità. Questa serie è sempre stata a dir poco splatter, ma in queste puntate si sta superando; e poi questi tizi chi sono? Come fa Mark ad avere persone così fedeli attorno e disposte a fare tutto questo per lui? Ci devono qualche collegamento in più. Mike insopportabile; il suo egoisimo sta mandando a farsi benedire tutto il lavoro che hanno fatto per catturare Joe nella scorsa stagione che, come ci hanno già ricordato, è costato decine e decine di vite, alcune anche presumibilmente innocenti. Deve prendersi le sue responsabilità e smettere di fare il cavaliere solitario. Troppo banale o la ragazza di Ryan è coinvolta? Non me lo bevo lui col sorrisone e lei così disponibile.
    Comunque spero che la serie si riprenda; la sola bravura di Kevin Bacon non è sufficiente, purtroppo.

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