The Following 3×04 – 3×05 – Home – A Hostile WitnessTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Following si ripresenta, dopo la scarna e quanto mai sottotono puntata di settimana scorsa, con un doppio episodio che segna una svolta decisiva in quanto a trama. Viene infatti rivelato il fantomatico piano per il quale Mark stava lavorando senza nemmeno esserne a conoscenza, sfruttato e illuso nel suo ideale di vendetta da parte dell’abile Strauss. Sembra questo un bieco leitmotiv che crea un forte parallelismo con la scorsa stagione: Joe che sfrutta Lily Gray (così come ha sempre fatto con qualsiasi personaggio) ed ora Strauss che si appoggia a Mark per poter fuggire beatamente e trarsi in salvo. Ma fermiamoci un attimo e ripercorriamo questi due episodi che sono state come una maratona per lo spettatore: ci hanno portato lontano, per quanto concerne la trama, ma che fatica arrivarci e soprattutto quanta sofferenza.
Dopo l’episodio incentrato su Neil, questi due vedono come fulcro la coppia di sposini e sono utili a delineare un minimo i personaggi e a farceli conoscere, anche se sommariamente. Il piano ci viene rivelato con il cliffhanger di “Home” ma lascia l’amaro in bocca perché pare un semplice miscuglio di cose già viste: un criminale che vuole fuggire di prigione facendosi aiutare dall’esterno (l’intera prima stagione con Joe protagonista) e tra questi importanti aiutanti ritroviamo un personaggio che ignaro viene sfruttato e successivamente abbandonato a sè stesso (adesso Mark, nella seconda stagione era toccato alla madre ricoprire tale ruolo). Ora, l’aver spostato l’attenzione su Strauss, un personaggio mai approfondito ma con ottime potenzialità,  potrebbe risultare una importante svolta ma come sempre dipende da come la si andrà a sfruttare nelle puntate che verranno.
Per quanto concerne Daisy e Kyle c’è ben poco da dire: i due vengono analizzati quasi con la stessa attenzione con cui era stato analizzato Neil, ossia con una superficialità disarmante che fa rimanere esterrefatti. Ciò lascia come ogni volta l’amaro in bocca per ulteriori questioni, che si sommano alle passate, malamente sfruttate.

Risulta quasi inutile aggiungere quanto male venga sfruttato il “ritorno” di Carrie Cooke: ritorna per testimoniare al processo di Strauss e muore senza nemmeno ricomparire sullo schermo. Certo, in The Following sarebbe meglio non dar per scontata nessuna morte, ma dato il caso particolare è lecito credere che si possa fare questa eccezione.
Il personaggio di Mark viene momentaneamente messo da parte per ragioni di trama, anche se risulta molto interessante lo spunto finale di “A Hostile Witness” dove si ripresenta l’identica scena della passata stagione in cui è morta Lily, solo che al posto della donna ora si ritrova il giovane figlio psicopatico. Mike questa volta cederà al sentimentalismo e non concluderà nulla. Interessante poi come il giovane detective rinfacci a Ryan il fatto che se ci fosse stato Joe al posto di Mark e Ryan pronto a sparare, lui non avrebbe esitato. Curioso soprattutto tenuto in considerazione quanto accaduto nel finale delle passata stagione dove proprio Ryan si rifiuta di uccidere Joe. Scelta necessaria visto il rinnovo della serie ma ovviamente discutibile quanto a credibilità.
La nota più lieta, nella conclusione della terza stagione, è ovviamente lui: Joe Carroll torna a sfoderare il suo magico sorriso. L’attesa era stata anche troppa ed infatti Joe stesso, quasi fosse portatore del pensiero degli spettatori ammette: “Perché ci hai messo tanto?
Joe verrà sicuramente utilizzato come informatore dall’FBI per poter risalire a varie piste sulle quali mettersi in cerca di Strauss, ma rimane un dubbio: se l’uomo aveva intenzione di fuggire in un Paese senza estradizione -e sembra avere i mezzi per poterlo fare senza alcun tipo di problema- Ryan ed i suoi come riusciranno a trovarlo? L’incidente a Max comprometterà definitivamente i rapporti all’interno della squadra o riusciranno a tornare a far fronte comune tutti insieme?
Momento no-sense dell’episodio: Kyle, ferito ad una spalla e sanguinante, si trova in un vicolo cieco bloccato da Ryan il quale punta addosso all’assassino la pistola. Ora, non potendoci soffermare troppo sulla psicologia del personaggio (mancando le basi, vista la scarna presentazione dello stesso), molti dubbi sorgono sulla sua successiva decisione. Quando l’uomo con un coltello ma ferito e martoriato incontra l’uomo sano e con la pistola, molto probabilmente il primo morirà male ed in maniera estremamente stupida. Ed infatti. Ci viene riproposta la medesima scena della scorsa puntata: Kyle, così come Neil, si getta in maniera disperata contro Ryan che non esita a sparare e ad uccidere il malcapitato. Un grosso punto di domanda avvolge l’intera scena, sia per lo svolgimento, sia per come è stata costruita.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il ritorno di Joe
  • La fotografia di certe particolari scene
  • L’ansia ed il pathos che finalmente questa serie torna a far provare
  • Mark/Luke: doppia personalità presentata egregiamente da Sam Underwood
  • Eliminazione dubbia di un altro personaggio
  • Trama confusa e ripetitiva
  • Riproposizione di vecchie scene, ma ricostruite anche se solo parzialmente
  • La morte di Kyle
Con il ritorno di Joe lo show riguadagna sicuramente credibilità e carisma. Basterà a salvare la faccia a The Following e a far tornare sui binari lo scassato vagone nel quale Kevin Bacon e compagnia sembrano alloggiare?

Exposed 3×03 3.53 milioni – 1.1 rating
Home 3×04  3.93 milioni – 1.3 rating
A Hostile Witness 3×05 3.75 milioni – 1.2 rating

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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