Community 6×07 – Advanced Safety FeaturesTEMPO DI LETTURA 4 min

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In “Queer Status and Advanced Waxing” ci chiedevamo dove fossero finiti i protagonisti, quelli del vecchio gruppo dello study group, sempre meno “study”. Ritrovatosi falcidiato dalle assenze (per dirla in termini calcistici), si è visto così spesso ridotto al ruolo di mera presenza, lasciando il palcoscenico a personaggi più d’acchito per il fandom come Dean o Chang. E, in fondo, non sarebbe affatto un male, se non fosse che tale scelta vada a nascondere una ben più criticabile ricerca della risata facile, che a sua volta deduce una certa svogliatezza da parte degli autori. Con “Law of Robotics and Party Rights” e quel puntatone che è stato “Basic Email Security” sono arrivati, però, positivi e rassicuranti segnali di ripresa, i quali ci hanno ricordato che Dan Harmon & co., quando vogliono, sono ancora in grado di tirar fuori perle notevoli, sfruttando i propri personaggi storici al meglio delle loro possibilità. Le speranze, allora, sono ritornate? E, insieme a loro, è tornato anche il “vecchio” Community? La risposta, purtroppo o per fortuna, è: sì e no. Ripartendo dalla visione dell’ultimo “Advanced Safety Feature”, possiamo dire di sì, perché non mancano le operazioni raffinate di presa in giro ai costumi e alle contraddizioni della società odierna, tipiche della serie; viriamo invece sul no quando vediamo premere ancora una volta su situazioni e characters di “facile” scrittura, o, quantomeno, privi del giusto impegno in fase di scrittura.
Tra i lati positivi, perciò, ci infiliamo senza dubbio la parodia sul product placement (ovvero la pratica di pianificare e posizionare la pubblicità di un preciso marchio all’interno di un prodotto televisivo o cinematografico) e di un po’ tutto ciò che concerne questa storyline. Tralasciando il riconoscimento dell’ennesima operazione “nostalgica” nel ripescare il personaggio di Rick (“Subway” per i cultori dello show, “Keith” di Scrubs per i navigati più confusi), più che funzionale nonché funzionante, stavolta, diverte l’ironia sulla spesso violenta e subdola pubblicità, detta anche  per questo “indiretta”, che oramai domina in qualsiasi cosa vediamo, sul piccolo quanto sul grande schermo. Un’ironia che diventa anche “auto”, dato che il marchio Honda sponsorizza l’intera sesta stagione del Community trasferitosi su Yahoo Screen, supportando così il proseguimento dello stesso show, che qui la dipinge invece come una sorta d’industria approfittatrice di animi deboli e sensibili.
Un rapporto, quello tra la cinica e malvagia azienda e l’ingenuo consumatore, rappresentato perfettamente dal cameo di Billy Zane, l’indimenticabile quanto odiato villain del Titanic di James Cameron, da una parte, e dalla spesa matta di un mai così disperato Dean Pelton. A proposito del regista “Re del mondo”, va senza dubbio citata la spassosa frecciata al successo di Avatar, e alla superficiale uniformità di giudizio che circonda certi prodotti artistici popolari, registratasi nella scena a casa dei genitori di Britta. Genitori che possono considerarsi quasi ricorrenti in questa prima parte di stagione, chiarendo anche un’inaspettata centralità concessa al personaggio della ragazza. Un’aspetto che rende questa sottotrama un po’ un riassunto di quanto detto in fase di presentazione, visto che la stranezza, la follia, e, soprattutto, l’ “imbarazzo” di Britta, la rendono tra i più “weird” dei componenti del gruppo storico, ora come ora, e quindi più semplice da piazzare in situazioni assurde e prive di credibilità per qualsiasi altro al suo posto, un po’ ciò che per parecchio tempo è toccato ad Abed (prima del suo definitivo sdoganamento). Ed, in quest’ottica, ossia quella della risata s’inseriscono le azioni del Dean, comunque riuscite, e le sue iterazioni con Frankie, ancora alle prese con il trovare la sua giusta dimensione. L’idea di contrastare la sua fermezza alle decisioni scellerate del preside, d’altronde, va avanti fin dal suo esordio, ma dopo l’apice raggiunto solo al secondo episodio, risulta davvero difficile fare di meglio.
Quella dell’inserimento della new-entry all’interno del gruppo storico sta alla base, poi, della storyline forse peggiore dell’episodio, o sicuramente meno densa di particolari guizzi. I tentativi per rendere il personaggio di Elroy interessante ci sono tutti, tra le insicurezze di Jeff e la storia strappa-lacrime con Julie, la cantante dei Natalie Is Freezing, eppure la sensazione di assistere ad un mero riempitivo è sempre lì, che continuamente si fa sentire, anche se cerchiamo di ignorarla. D’altronde, ad inizio episodio, è Chang che riesce a riassumere la situazione perfettamente, con la solita arguta uscita meta-televisiva: “He probably doesnt’ know his role yet. I mean, is he black Pierce, old Troy, or Shirley without a giant purse?“.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La presentazione PowerPoint di Chang
  • I haven’t exactly been a whirlwind of entertainment since Troy left” (cit. Abed)
  • Britta-“Subway” e un po’ tutta la storyline della Honda
  • Good Dean… stupid Dean…”
  • Il capo di Rick e le sue spiazzanti “sparizioni”
  • We love Avatar!
  • La gag dei Natalie is Freezing senza una “Natalie”
  • Frankie che appare nella band, sul finale, senz’alcun senso 
  • La storyline di Elroy con Jeff ridotto a macchietta 
  • Un po’ tutti i palesi tentativi di farci piacere i “nuovi” a tutti i costi
Probabilmente, “Advanced Safety Features” rappresenta la prima vera caduta di questa stagione. Eppure, se pensiamo che comunque non mancano momenti spassosi e arguzie sottili e intelligenti alla Community, possiamo solo rimanere più che ottimisti sul futuro. Come si diceva in tutti gli incontri genitori-insegnanti del liceo, basta solo un po’ più d’impegno e costanza.

Basic Email Security 6×06 ND milioni – ND rating
Advanced Safety Features 6×07 ND milioni – ND rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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