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Once Upon A Time 4×18 – Heart Of GoldTEMPO DI LETTURA 6 min

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C’è un grosso problema con la deriva che ha preso Once Upon A Time da un bel po’ di (troppe!) puntate a questa parte. In realtà ci sono tantissimi problemi ma che possono, in qualche modo, essere ricondotti ad uno più generale. In principio fu l’idea, e l’idea era buona: mescolare le classiche fiabe, più o meno conosciute, in salsa contemporanea. Il tema principale non poteva che essere la magia. Poi il grande e temuto ostacolo di tutti gli scrittori/sceneggiatori/quelli-che-il-loro-lavoro-è-inventarsi-storie: il blocco, il muro alla fine del tunnel, il vuoto nel cervello del criceto che corre sulla ruota nel tuo cervello. E’ da qui che nasce più o meno tutto quello che è avvenuto dopo la fine della prima stagione di Once Upon A Time (con le dovute sporadiche eccezioni, sia chiaro). L’arrampicamento sugli specchi è diventato lo sport nazionale di Kitsis e Horowitz, e questo ci porta quindi dritti al nocciolo della questione, ossia il problema di cui si parlava sopra. Per tappare buchi di trama grossi quanto un cratere, per far quadrare storie che non quadrano, per trovare soluzioni veloci e indolori (per loro, non per noi) i creatori dello show si sono dedicati al gioco del “chi sforna la magia/castroneria più grossa vince”. Come si è già detto, siamo ben consapevoli che il tema della magia va oltre i confini della logica e così dev’essere. Anzi, così la amiamo (chi scrive alza gli occhi sconsolata sulla saga di Harry Potter in bella mostra sopra la scrivania!). Ma anche lì devono esserci delle “regole” diciamo, dei limiti a cui convengono autori e spettatori, che permettano di seguire le vicende senza dover fare la faccia del WTF ogni tre secondi. Per entrare nel dettaglio dell’episodio, tali convenzioni sono, ad esempio, che se si dice, e ci si costruiscono sopra puntate e storyline intere, che Storybrooke è isolata perché ultimamente personaggi vanno e vengono allegramente e parlano tranquillamente al telefono con chi sta fuori/dentro?
Ma soprattutto, sappiamo che la magia può avere potenzialità infinite (e anche per questo ci piacciono e affascinano questi show che la rendono protagonista) e travalica le comuni leggi della fisica, e ancora tutto benissimo, ma un minimo di coerenza e linearità devono esserci anche all’interno di questo fantastico mondo fatto di pozioni, maledizioni, oggetti incantati. Non è possibile che ogni qualvolta gli autori debbano risolvere una situazione se ne escano con magie, artifizi, o oggetti magici potentissimi e fighissimi adatti proprio a quell’evenienza che casualmente però non erano mai comparsi in tante altre situazioni simili. Stiamo parlando ovviamente del misterioso ciondolo col potere di farti cambiare sembianze quando vuoi!!! Esiste un oggetto di tale portata e a nessuno, nemmeno al Dark One o a Regina è mai venuto in mente di usarlo? E’ come se in Harry Potter avessero usato la Pozione Polisucco solo nell’ultimo libro nel momento in cui devono infiltrarsi al Ministero! Avremmo sicuramente pensato “Miseriaccia Harry! Perché non l’avete usata anche per infiltrarvi tra i Serpeverde o per trasformarvi tutti in sosia di Harry e depistare i Mangiamorte?” Per non parlare dell’Elisir del cuore ferito, dal “nome ridicolmente autoesplicativo” come osserva giustamente Robin e, aggiungiamo noi, anche dal contenitore, rosa e a forma di cuore (dove l’hanno trovato? nelle sorprese dell’uovo di Pasqua delle Winx? e cosa c’è dentro? Il vino che si sono bevuti gli autori prima di scrivere l’episodio?), davvero poco illustrativo! Esiste una pozione senza la quale Rumple va in arresto cardiaco e noi ne veniamo a conoscenza solo ora?
Questi stratagemmi calati dall’alto come niente fosse, sono ormai il pane quotidiano degli spettatori di Once Upon A Time e vanno ad inficiare la visione di uno show che sta comunque, sebbene con notevoli scivoloni, portando avanti una storyline orizzontale interessante, che non verte più sullo sconfiggere il cattivone di turno, ma che fa convergere “villains” e “heroes” verso un comune obiettivo, l’agognato Autore. Ancora più interessante è l’eventuale deriva “oscura” di Emma. Certo, quando e se accadrà servirà qualcuno che ce lo faccia notare perché di certo non possiamo contare su Jennifer Morrison e quella che è diventata la sua mono-espressione facciale (e io che ero una dei pochi non detrattori); si sarà fatta contagiare dagli esimi colleghi Charming e Snow.
Dopo questo sproloquio forse non vorrete avere un commento anche sul plot-twist più inaspettato di sempre, alias Zelena/Marion.
Ok, non ce lo saremmo proprio aspettato. Che sotto le spoglie della mogliettina che per metà stagione è stata congelata, ci fosse la Wicked Witch! E come avremmo potuto? Ci avevano detto che era morta! E invece no! Anche qui accorre in aiuto un nuovo, sconosciuto trucco: vaporizzarsi prima di essere uccisi e sopravvivere. Ma dobbiamo accettarlo, perché è magia, e con la magia tutto può succedere. La mancanza di idee degli autori sul fronte dell’evoluzione narrativa è sicuramente colmata dall’esubero di idee riguardo scappatoie magiche all’occorrenza! Poi magari si rimane puntate su puntate fermi a risolvere un unico problema perché si è deciso che quello deve occupare un tot numero di puntate e allora non serve inventarsi una magia per quello!
Zelena è stato sicuramente un personaggio accattivante, interpretato da una bellissima e bravissima Rebecca Mader che però nello specifico di questo episodio ha mostrato una performance un po’ sopra le righe, e va ad unirsi alla setta di Villains Without Happy Ending, che fanno anche un po’ tenerezza, a questo punto. Vedremo se le interazioni con Regina ci faranno soprassedere a questo riciclo di personaggi (dovuto solo ad esigenze di cast e contratti attoriali da rispettare? O è proprio una scelta voluta quella di far risorgere i morti in stile Taylor di Beautiful?).
Nel frattempo anche noi ci mettiamo alla ricerca dell’Autore per chiedere che scriva un happy ending a questa, purtroppo, debolissima stagione di Once Upon A Time.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Plot twist, comunque d’effetto e inaspettato, del ritorno di Zelena dal Regno dei Morti
  • Sherwood sforna bei manzi pare: oltre Robin anche lo sceriffo di Nottingham!
  • Lo sguardo finale di Regina (God Bless Lana Parilla!) che ci fa dubitare davvero su chi abbia intenzione di “salvare”: Robin o Emma?
  • Perlomeno ci hanno risparmiato acconciature imbarazzanti di Malefica
  • Robin che rincorre il ladro in sella ad un cavallo a New York…
  • Stratagemmi campati per l’aria e tirati fuori alla prima occasione utile
  • Zelena psicopatica (più del necessario)
Tra stratagemmi ed escamotage per uscire comodamente da situazioni narrative difficili gli autori di Once Upon A Time stanno facendo prendere al loro show una deriva negativa, di cui purtroppo questo episodio, nonostante un certo inaspettato plot twist è l’esempio. Attendiamo (im)pazientemente che Kitsis e Horowitz ritrovino la retta via e risollevino questa debole stagione. 
Best Laid Plans 4×17 5.4 milioni – 1.7 rating
Heart Of Gold 4×18 5.02 milioni – 1.6 rating

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