Once Upon A Time 4×19 – Sympathy For The De VilTEMPO DI LETTURA 5 min

in Recensioni by

Immaginate, per un momento, di dover andare a un appuntamento al buio. Mille dubbi e domande attanagliano la vostra mente. Sono proprio sicuro di volerlo fare? E se magari non mi piace? Se mi trovo malissimo e voglio scappare via a gambe levate? Ora immaginate di aver convinto la vostra parte più scettica e di essere, finalmente, a cena con questo sconosciuto/a, immaginate che vi piaccia molto a livello fisico, che proviate quella chimica e quel feeling che tutti noi, prima o poi, ricerchiamo e speriamo di trovare in una persona. Tutto bene fino a qui, direte voi. Ma cosa succederebbe se tale persona si comportasse in modo totalmente assurdo, pesante, arrogante e, perché no, anche cafone? Se parlasse tutto il tempo delle sue passate relazioni, se non vi facesse complimenti, ma anzi lanciasse frecciatine poco implicite sottolineando difetti che tentate in tutti i modi di nascondere, se facesse pagare a voi tutto il conto totale? Ecco. Sareste combattuti tra la voglia di rivederlo/a per provare di nuovo quella sensazione di farfalle nello stomaco, di attrazione magnetica, e la voglia di emigrare a diecimila chilometri di distanza da tale soggetto, prendendolo prima a sprangate sul muso.
No, non vi preoccupate. Recenserie non si è trasformato in un sito di appuntamenti o in un’agenzia matrimoniale; tutto questo excursus serviva come metafora per riassumere in poche righe quello che Once Upon A Time è diventato nel corso delle passate stagioni. Uno show con un buon potenziale di fondo, con alcune idee azzeccate, sporadici colpi di genio da parte degli autori… ma tutto il resto? Come non soffermarsi sull’incapacità recitativa di molti attori, sulle scene pacchiane, sull’assurdità di molti escamotage stilistici e narrativi, su mezzucci infimi per spiegare l’inspiegabile? In quale caso i difetti superano i pregi? E in quale caso, invece, avviene il contrario? Possiamo davvero solo guardare i lati positivi, senza considerare il quadro generale che, purtroppo, rovinerebbe tutto l’insieme?
Ormai questo è l’andazzo della quarta stagione dello show targato ABC: gli autori hanno deciso di prendere tutte le idee che la loro mente sia stata in grado di partorire e di metterle assieme in un unico filone narrativo, così da avere non solo più trame verticali, ma anche più trame orizzontali, che purtroppo, creano solo confusione e fastidio. In questo enorme brodo primordiale, galleggiano tanti spunti per altrettante storylines diverse, che vengono iniziate, poi interrotte, poi riportate in auge e interrotte di nuovo, a seconda di quanto possano o non possano funzionare. Basti pensare al personaggio di Mulan, non più pervenuto, ad Ariel che ogni tanto rispunta fuori dal cappello magico quando tutti noi ci eravamo completamente dimenticati della sua esistenza e, sicuramente, non ne sentivamo la mancanza, o ancora il personaggio di Will Scarlett, che dopo quasi un anno di presenza nel telefilm originale (ricordiamo che lui è uno dei protagonisti dello spin-off Once Upon A Time In Wonderland) ancora non ha un suo spessore, una sua storia. Tutto questo è inaccettabile per una serie tv che si rispetti.
Certo, le idee ci sono, e di questo diamo atto a Kitsis e Horowitz, come diamo atto a alcuni attori che portano avanti da soli lo show e lo illuminano di luce propria, come Robert Carlyle, Lana Parrilla e Rebecca Mader. Anche se ultimamente anche loro vengono relegati a interpretare ruoli non proprio nelle loro corde e sono costretti a svolgere il proprio compitino, ripetendo azioni e dialoghi già visti e rivisti. I colpi di genio ci sono, come il fatto che Zelena in realtà non sia morta, ma abbia assunto le sembianze di Lady Marion, oppure come il fatto che le due parti di stagione siano legate a doppio filo l’una con l’altra, essendo Lily la figlia di Malefica. Ci sono spunti interessanti, puntate con un buon ritmo, che ti fanno venire voglia di guardare subito l’episodio successivo, ma questi eventi sono troppo rari. Non si può assistere a cinque puntate pessime, una quasi decente e una quasi perfetta. Ci vuole linearità e omogeneità anche in questo, per riuscire a giudicare meglio uno show e ad apprezzarlo a tutto tondo.
Entrando nello specifico, questo diciannovesimo episodio presenta una buona struttura, un villain che finalmente è villain fin dalla nascita e non a causa di un trauma (della serie, le persone geneticamente folli esistono davvero), una interessante spiegazione della figura dell’autore e del suo potere e un buon uso di scenografia e costumi in onore degli anni venti. Il trash e le pacchianate vengono lasciate da parte in questa puntata, anche se ci sono comunque molti elementi che stonano, e la scena finale getta una buona base per quelli che saranno gli ultimi guizzi di questa quarta stagione. Tralasciando, ovviamente, la faccia da pesce lesso di Jennifer Morrison. Inguardabile.
Ma come gestiranno gli autori tutto questo? Ed ora che anche la carta dell’autore del libro è stata giocata, c’è davvero ancora molto altro da far dire a questo show? La 5° stagione, non ancora ufficialmente annunciata è però molto sicura (lo dice anche The Serial Reaper), quindi qualche domanda da fare sorge spontanea.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Crudelia era schizzata fin da piccola
  • Buona alchimia tra Crudelia e l’autore
  • Interessante spiegazione del compito dell’autore e del fatto che esistano molti mondi paralleli
  • Scenografia e costumi
  • Emma ha fatto davvero il primo passo per passare al lato oscuro?
  • Personaggi senza più un’identità
  • Alcuni attori farebbero meglio ad andare a zappare la terra
  • Troppi spunti di storylines che rovinano l’insieme e non fanno capire fino in fondo il senso dello show
  • Quanto ancora potrà resistere Once Upon A Time, in termini di stagioni, senza scadere ulteriormente nel ridicolo?
Un buon episodio che tenta di sopperire a tutte le mancanze di una quarta stagione che si avvicina molto alla seconda, in quanto a bassezza stilistica e recitativa. Once Upon A Time presenta comunque sempre troppa carne al fuoco, troppi spunti, personaggi senza più un’identità, con troppi cambi di ruolo e di bandiera. Gli autori, in questo modo, si preparano a scartare le storylines che non funzionano, in favore di altre, ma così facendo creano confusione nello spettatore che ancora non ha capito dove lo show voglia andare a parare. 
Heart Of Gold 4×18 5.02 milioni – 1.6 rating
Sympathy For The De Vil 4×19 5.12 milioni – 1.7 rating

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: