The Flash 1×18 – All Star Team UpTEMPO DI LETTURA 7 min

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I’ve been having these dreams. Mostly at night, but sometimes during the day. But they don’t really feel like dreams. They… They feel real.
Dr. Wells is The Reverse-Flash. And… he kills me.

La frase qui sopra è l’unica ragione per la quale l’episodio merita di essere visto se non consideriamo la presenza, sempre piacevole, di Felicity. Oltre alla rivelazione del Reverse Flash/Harrison Wells e alla verve umoristica conferita dalla bionda di Starling City, la puntata deve essere etichettata come una delle peggiori di questa stagione. Il fatto che raggiunga la quasi sufficienza è tuttavia una consolazione a dimostrazione del fatto che siamo stati abituati molto bene, ma andiamo con ordine.
Innanzitutto il titolo “All Star Team Up” è un’enorme bufala creata solo per attirare più pubblico possibile. È illegale chiamare “All Star” una puntata in cui, di supereroi non presenti nella serie, compare solo Atom che in Arrow ha vestito la sua armatura da Iron Man della DC Comics solo 2 volte e per ben due volte (“Suicidal Tendencies” e “Broken Arrow“) ha rischiato la vita prendendosele di santa ragione. Se a questo ci aggiungiamo il fatto che al suo 3° tentativo viene inseguito da delle api robot allora non c’è bisogno di descrivere la sua fallimentare carriera.
A peggiorare la resa su schermo di Atom ci pensano sia le qualità interpretative di Brandon Routh, ormai sempre più bidimensionale, sia gli effetti speciali, qui davvero al loro peggio. Probabilmente è tutta una questione di budget perché in Arrow le stesse scene erano state rese in maniera più elegante e meno anni ’90, però vedere Atom che “vola” tra i grattacieli con alle spalle praticamente un green screen è ridicolo. Ridicolo ed imbarazzante non solo per la puntata in sé ma anche per l’attore che ovviamente, già conosciuto per la sua grande abilità nel non dare un briciolo di spessore ai personaggi che interpreta, si ritrova di fatto plastificato in un contesto immobile e privo di vita. A peggiorare il tutto arriva l’inseguimento con le api robot ed il culmine del trash si palesa. Avete diritto ad un facepalm.
Altro aspetto negativo della puntata è l’accentuazione dell’incapacità di Barry Allen nei panni di Flash. Già altre volte si era visto il velocista inadatto ad affrontare determinati avversari e, solamente aiutato dal team degli STAR Labs, aveva avuto la meglio; qui però viene messa a confronto la velocità di uno sciame di api con quella della luce, un confronto sulla carta impari ma che invece ha decretato di fatto la sconfitta di Flash. Qui non stiamo parlando solo di un utilizzo errato dei superpoteri ma anche di un’errato utilizzo della materia grigia: per una persona dotata della velocità della luce fuggire fuori dal palazzo o essere a 100 Km dalla città in 1 secondo non dovrebbe essere un problema, invece Barry, preso dal panico e assuefatto ormai dall’aiuto da casa, rimane intrappolato in un posto che non avrebbe dovuto dargli alcun problema. E se queste sono le premesse non basta essere l’uomo più veloce del mondo per riuscire a sconfiggere dei metaumani, figuriamoci Reverse-Flash.
Giusto per non farci mancare niente un altro aspetto negativo dell’episodio è rappresentato dalla semplice presenza di Iris West. Un po’ come Laurel Lance nella 1° (e anche 2° stagione) di Arrow, il personaggio della giornalista è quello più odiato dal pubblico non pagante perché è un concentrato di supponenza, arroganza e di “mifaccioicazzideglialtrisempreecomunque” senza eguali. Fin dall’inizio è stata subito notata per essere l’anello debole del sistema, un personaggio senza carisma e con la puzza sotto il naso che mal si accosta all’ecosistema in cui vive. Non è mai di supporto ad altri character, incrina e crea problemi tra personaggi, funge solamente da boa nel triangolo pseudo amoroso con Eddy e Barry, nient’altro. L’acidità dimostrata in questa puntata non è né più né meno di quella elargita negli episodi precedenti e che, purtroppo, ricorderà a molti spettatori il perché hanno mollato la propria fidanzata. In questo caso ci sono solo due opzioni per lei: la morte o l’evoluzione. Onestamente non sappiamo quale augurarle…
L’unico momento valido dell’episodio arriva a fine puntata: quando tutte le aspettative sono crollate e l’umore è al minimo storico finalmente Barry e Joe confidano a Cisco e Caitlin la loro scoperta sulla doppia identità di Wells. Questo, che effettivamente è un punto di svolta che al 99% creerà una catena di eventi che confluirà nel season finale, è un evento importante sia a livello di trama sia a livello di rapporti interpersonali tra personaggi. Tutta la discussione riguardo la fedeltà verso il proprio mentore va a scontrarsi con l’amicizia e la presenza di prove, si riduce tutto ad uno scontro tra buon senso e fiducia, uno scontro che, se fosse stato messo al centro della puntata, avrebbe innalzato il livello mentre è stato fatto passare come una sottotrama. Erroneamente.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELD, Marvel’s Agent Carter, Gotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata.

  1. ” È un aereo? No! È un missile? Noo! È un’aquila? No, è Superman!”: quella che avete appena letto è una delle più classiche e vecchie tagline usate negli anni ’40 per introdurre Superman. La frase viene citata nell’episodio per presentare l’arrivo di Atom e usata come doppia citazione: a Superman stesso, ma anche per ricordare quando Brandon Routh interpretò l’Uomo D’Acciaio in Superman Returns.
  2. “Bees. Why did it have to be bees?”: anche questa frase è una doppia citazione. La prima parafrasa una delle più classiche frasi di Indiana Jones durante I Predatori Dell’Arca Perduta (“Why’d it have to be snakes…“) e la seconda un classico momento della miniserie Amazons Attack del 2007 in cui Batman commenta l’utilizzo di api con il celebre: “Bees. My god”
  3. “We have the technology” è un altro riferimento ad un altro celebre media, precisamente, la serie tv andata in onda tra 1974 e il 1978 intitolata “L’uomo da sei milioni di dollari”.
  4. Quando Felicity dice “I’ve never had a nemesis before…” quando invece ce ne ha avute eccome. S’è già dimenticata di Clock King e Shrapnel?
  5. Il diciottesimo episodio della prima stagione di The Flash ha in comunque qualcosa con il diciottesimo episodio della prima stagione di Smallville: entrambi hanno una trama che gravita intorno l’utilizzo di api come arma d’attacco e un attore che ha interpretato e/o sta interpretando Superman. 
  6. Ricompare Tina McGee. Se volete saperne di più sul personaggio, consultate lo specchietto della recensione “The Man In The Yellow Suit“. 
  7. Il villain della puntata è una versione riveduta di Bug-Eyed Bandit, alias, Bertram Larvan. Comparso per la prima volta su Atom #26 del 1966, Bertram si presenta come un inventore che costruì degli insetti meccanici con lo scopo di individuare e distruggere i parassiti; purtroppo per lui, non avendo soldi per poter far partire il progetto su larga scala, cominciò ad usare i pochi insetti meccanici che aveva per rubare il denaro che gli serviva. Senza accorgersene, Larvan si fece prendere la mano e scoprì che la vita da criminale lo divertiva, e quindi, divenne un super-villain che si scontrò diverse volte con Atom; le cose tra i due cominciarono a farsi serie quando, accidentalmente, Larvan scoprì la sua identità segreta. Morì su Crisis On Infinite Earths #12 del 1986 e il suo posto venne preso da un misterioso successore del quale non si conosce l’identità; nel serial, come avete visto, è stato tramutato in una donna dal nome di Brie Larvan. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Guest star: Felicity Smoak
  • Finalmente tutti sanno l’identità segreta di Harrison Wells
  • Per una volta bisogna criticare gli effetti speciali, totalmente ridicoli ed inadeguati sia per riprodurre le scene di volo di Atom sia le api 
  • Il titolo è un enorme specchietto per le allodole
  • Iris, qualsiasi cosa faccia o dica, risulta fastidiosa e fuori luogo quanto una zanzara nell’orecchio in piena notte
  • Flash si dimostra, per l’ennesima volta, inadatto a combattere sul campo
È successo un po’ di tutto in questo episodio ricco di elementi da facepalm istantaneo, eppure sono riusciti ad uscirne quasi indenni. Tanto di cappello ma da un episodio che si chiama “All Star Team Up” ci si aspetta ben altro, oltre ad una buona dose di coerenza.
Tricksters 1×17 3.67 milioni – 1.3 rating
All Star Team Up 1×18 3.67 milioni – 1.4 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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