Community 6×11 – Modern EspionageTEMPO DI LETTURA 6 min

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Facciamo un piccolo esperimento, vi va? Facciamo finta che voi lettori di RecenSerie siete appena rincasati dopo una giornata totalmente negativa e dove nulla è andato per il verso giusto. Facciamo anche finta, che, appena vi mettete in assetto casalingo bardati di pigiama e pantofole, vi rendete conto che c’è un solo modo per risollevare l’atterrito morale da questa serie di sfortunati eventi e aggiungere almeno una nota di allegria alla giornata: guardare un film, magari anche armati di cibo spazzatura e un drink alcolico di vostra scelta. Ora, data questa premessa in cui siete dominati dall’assoluto pessimismo cosmico, che pellicola scegliereste per risollevarvi il morale? 
Ammesso e concesso che non possiamo (ancora) leggere nelle menti dei nostri lettori, siamo piuttosto sicuri che, in un caso come quello sopra delineato, film impegnati e visionari alla “2001: Odissea Nello Spazio” non siano gettonatissimi, ma siano piuttosto preferite pellicole leggere e divertenti come “Frankenstein Junior”. Arrivati a questo punto, sorge spontanea questa domanda: cosa centra tutta questa premessa con Community? Serve più che altro a farvi entrare in una determinata ottica e farvi capire, come a volte, il gradimento di una certa opera sia decretata da elementi imprevedibili e incontrollabili: come lo stato emotivo dello spettatore, o il tempo e contesto in cui è proiettata.
In un mood come quello descritto sopra, dove si perde addirittura il concetto e significato del termine “allegria”, è normale e legittimo che lungometraggi che richiedono una certa concentrazione e apertura mentale, possano addirittura esser giudicati dallo spettatore (incazzato e afflitto per la giornataccia di cui sopra) come una ignobile porcata: proprio perché la estrema negatività intrinseca impedisce una perfetta sospensione dell’incredulità, impedendogli di capire se quel determinato film non gli piace, perché distratto da altri pensieri, o perché non è proprio il suo genere. Per l’altro discorso, invece, prendiamo come esempio il recente pilota di Supergirl, un serial comics che avrebbe potuto davvero dire qualcosa di nuovo e portare freschezza in questo sempre più crescente filone degli adattamenti televisivi di opere a fumetti… se fosse arrivato dieci anni fa, però. Il secondo discorso, vale sopratutto per Community e ancor di più per questa sesta stagione.
Ammesso e concesso che non siamo ancora al season finale e non possiamo ancora tirare le nostre ufficiali conclusioni, qualche idea sull’andazzo di questa stagione possiamo già farcelo; più nello specifico, possiamo dire che questa sesta era della creatura di Dan Harmon, è piuttosto sottotono rispetto alle altre stagioni, alcune più gloriose di altre. Eppure, perché questa season che poco o niente aggiunge al mito di Community, si lascia piacevolmente apprezzare dai fan e dal pubblico generalista? Proprio perché è arrivata in un momento di totale smarrimento e perdizione della serie, dove dopo la discutibile quarta stagione e l’anonima quinta, la serie aveva perso smalto e mordente. Poco ma sicuro, se fosse arrivata nel mezzo delle intramontabili prime tre stagioni, forse anche questa season sarebbe stato dimenticabile o discutibile, ma proprio perché arrivata in un momento dove anche la sitcom stessa aveva perso la cognizione della sua identità, la stagione 6 ha saputo imporsi con facilità, permettendo a Community di ricordarci (grazie a questi undici episodi) il sunto stesso del suo spirito, della sua verve comica, della sua cultura pop grazie a citazioni/parodie più o meno ricercate, riuscendo a creare attorno al suo nome una certa mitologia e alcune ricorrenze che sono presto diventate delle icone. Possiamo dunque definire la stagione sei, come una “rebuild season“: una stagione dedicata alla ricostruzione di tutto ciò che si era perso. 
“Modern Espionage” non è nient’altro che l’ennesima serie di omaggi che Community fa a sé stessa nel tentativo di recuperare la vecchia verve smarrita, portarci questa volta l’elemento forse più apprezzato e riconoscibile della serie: il paintball. Utilizzando un’altra cosa che Community ha sempre ben realizzato (la parodia, di cui Abed da anche una divertente descrizione tecnica), la serie continua il suo omaggio a generi che hanno scritto la storia del cinema, partendo dagli action alla Die Hard, continuando per i western secondo la tradizione di Sergio Leone e la fantascienza alla Star Wars, arrivando fino all’omaggio di questo episodio: il genere spy classico e moderno alla James Bond o alla Captain America: The Winter Soldier, pellicola Marvel che prima o poi avrebbero omaggiato, vista la presenza di un certo attore al suo interno. Con “Modern Espionage”, anche se questa sesta stagione non porta nulla di nuovo al mito di Community, l’episodio dimostra che ci sono certe cose che non cambiano mai, che saranno sempre degli evergreen destinati a funzionare, nonostante il morale dello spettatore o il contesto in cui è trasmesso, perché in qualsiasi forma venga raffigurato e rappresentato, sarà sempre bello come la prima volta, apparendo innovativo, originale, divertente e brillante; la cosa poi è ulteriormente confermata dal fatto che anche personaggi discutibili come Frankie ed Elroy trovano una loro dimensione e scopo all’interno della puntata, cosa che, solitamente, riescono poco a fare. 
L’unica cosa che ne smorza un po’ l’energia, è il finale fin troppo nonsense dell’episodio con Garrett e Vicki, che si presenta come una sequenza totalmente forviante e fuori contesto, contribuendo alla creazione di un finale decisamente anti-climatico. Ma nel complesso, “Modern Espionage” si presenta come degno collega delle precedenti partite di paintball a cui il gruppo di studio ha partecipato e che ne ha definito l’identità, insegnandoci come certe cose sono immuni a stati d’animo e lo scorrere del tempo, anche per una situazione un po’ barcollante come quella di Community. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Starburns: “I’d call him Silver Ghost, but that’s probably already taken by an indie comic book or a terrible tequila.” In effetti, esiste un personaggio della Dark Horse Comics chiamato “Ghost” e una automobile chiamata proprio Silver Ghost.
  • Elevator “Fight” del Preside Pelton. Dov’è che l’ho già vista quella scena?
  • I nomi in codice dei protagonisti che partecipano al partita di paintball, sono cognomi degli attori che hanno portato Batman sul grande e piccolo schermo
  • La definizione di parodia data da Abed
  • L’identità di Silver Ghost/Balls/Man rimane segreta. Diamo il via alla speculazioni e personali teorie sulla sua vera identità.
  • L’episodio in generale.
  • Il finale con Garrett e Vicki un bel po’ anticlimatico e fuori luogo. Contribuisce a far perdere tutta l’energia dell’episodio.
Quando si dice “paintball”, per Community vuol dire solo una cosa: un grande e memorabile episodio. Pur scivolando un pochino nel finale e regalandoci una conclusione un po’ fuori luogo, “Modern Espionage” si laurea come un grande e riuscito episodio. Del resto, quando si tratta di paintball, la creatura di Dan Harmon non può che dare il meglio di sé.  
Basic RV Repair And Palmistry 6×10 ND milioni – ND rating
Modern Espionage 6×11 ND milioni – ND rating

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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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