The Following 3×11 – DemonsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dopo l’addio dato a Joe nello scorso episodio, con il personaggio tenuto in disparte per buona parte della stagione, The Following ha sicuramente perso il pezzo da novanta per eccellenza. Lo show si è infatti accasato definitivamente tra le mani di Ryan (Kevin Bacon) dal quale dipende totalmente. Ma sceneggiatori e produttori non sembrano esser stati informati della novità, dal momento che l’episodio intero sembra basarsi sulla totale distruzione del lato caratteriale dell’agente dell’FBI. Ryan è sicuramente colpito nel profondo dall’improvvisa scomparsa della nemesi: è indubbio che i due abbiano condiviso tantissimi momenti importanti della loro vita. Come diceva il grande Christian Shephard: “La parte più importante della tua vita è stata quella che hai trascorso con queste persone“, lo stesso discorso sembra valere per i due beniamini della serie creata da Kevin Williamson, ma il modo in cui Ryan venga fatto a pezzi, reso amorale e rovinato in poco più di quaranta minuti pare eccessivo.
In un solo episodio Ryan cade di nuovo nel baratro dell’alcolismo, tradisce la fidanzata (da cui aspetta un bimbo), perde gran parte della stima e della credibilità che gli altri agenti riponevano in lui ed in conclusione rimane completamente solo, al suo fianco rimane solo il fantasma di Joe. Ed il ricordo del killer è tutto ciò che rimane anche allo spettatore, perché tra tutti i personaggi era l’unico ad esser rimasto fedele al suo credo ed alla sua indole (per quanto essa fosse sbagliata e concettualmente deplorevole). La puntata aggiunge nuovi personaggi secondari, anche se sarà da vedere quanto questi rimarranno in scena visto la breve comparsa che solitamente viene concessa loro (si pensi a Neil o all’agente Clarke). La trama sembra far intravedere uno spiraglio di ricongiungimento: Daisy e Mark, alla ricerca della propria vendetta ai danni di Mike, contattano Theo che cercherà di sfruttare quasi sicuramente i due per poter eliminare una volta per tutte Ryan, l’ultimo tassello a vincolare la sua ricerca della libertà.
Di Theo si può dire tutto ma non che non riesca a far colpo su tutti gli altri personaggi: dopo esser stato denominato e riconosciuto come “il miglior studente di Strauss”, l’uomo viene descritto come pazzo, folle, intelligente, furbo e altre caratteristiche che vengono di continuo riproposte all’interno dei dialoghi. Non si capisce se il tutto venga ripetuto per convincere  lo spettatore che ciò che viene detto sia vero, oppure perché gli sceneggiatori credono davvero a queste descrizioni. Una cosa è certa: Theo ha sicuramente tanto da imparare da Joe, ma quest’ultimo puntava tutto sull’improvvisazione e sulla teatralità (ricordate l’uccisione di Sarah nel Pilot, vero?) mentre Theo sembra prediligere i piani ben studiati e architettati. Anche se stando ai risultati fin qui ottenuti (in quanto al depistaggio della polizia), potrebbe migliorare decisamente.
La fine dell’episodio serve soltanto ad aggiungere ulteriore carne al fuoco, predisponendo un’ulteriore ramificazione alla trama (già fin da ora troppo complessa e difficile da gestire) della quale non si sentiva il bisogno: Tom, il fidanzato di Max, diventa ora un assassino mentre cercava di nascondere un furto completamente inutile del quale si era sporcato le mani. Starà ora agli sceneggiatori saper gestire quest’ulteriore colpo scenico.
Mancando ormai ben pochi episodi e tenendo in considerazione che gli ultimi due saranno mandati in onda lo stesso giorno, sarebbe giusto cominciare a riflettere relativamente a quanto sia un bene per la serie stessa essere rinnovata: i personaggi sembrano ormai aver raccontato ogni cosa di loro stessi, il vero cattivo della serie è morto, il personaggio principale ha subito una totale involuzione ritornando a ciò che era nella prima stagione ed i personaggi secondari appaiono semplicemente per il gusto di morire nell’episodio stesso del loro debutto. D’altro canto, nemmeno gli ascolti sembrano sospingere la serie ad un rinnovo.
Theo e la sua allegra compagnia di killer riuscirà a tenere a galla la barca o affonderà tragicamente alla conclusione di questa terza stagione?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La casa degli orrori di Eliza
  • Mark e Daisy
  • Ryan completamente solo a casa de Il Pazzo
  • Tom che diventa un omicida
  • La ricaduta nel baratro dell’alcolismo di Ryan
  • Theo super bad guy solo a parole, a fatti ancora zero prove
“Sono un malvagio che non perde tempo a chiedersi come poteva essere: io sono quello che poteva essere e quello che non poteva essere.”
Evermore 3×10 3.46 milioni – 1.1 rating
Demons 3×11 3.22 milioni – 1.0 rating

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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