Community 6×12 – Wedding VideographyTEMPO DI LETTURA 5 min

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Poche storie, siamo di fronte ad uno dei migliori episodi di questa sesta stagione di Community. Prima del season finale, che ci farà intuire (si spera, qualcuno ha detto quinta stagione?) se lo show continuerà o meno il suo cammino seriale, se sfocerà come da slogan in un lungometraggio, o se semplicemente (e, per noi, drammaticamente) chiuderà qui il suo comunque memorabile percorso.
In fondo, a tal proposito, i motivi dell’evidente riuscita di “Wedding Videography” risultano anche talmente facili da trovare che non possiamo far altro che chiederci perché ci sia arrivati solo in dirittura d’arrivo. Al pari dell’ultimo, forse proprio per questo, positivo ed entusiasmante filotto di episodi presentatoci, anche stavolta è il gruppo, la coralità dei protagonisti, a farla da padrone, esattamente come in succede, andando a ritroso, in “Modern Espionage“, “Basic RV Repair and Palmistry“, fino a “Intro to Recycled Cinema“. In chiusura di stagione, quindi, gli autori sembrano aver trovato la formula giusta per ritrovare una certa qualitativa continuità dello show e divertire così gli spettatori più fedeli, probabilmente in concomitanza alla volontà di rendere omaggio all’intera serie, con gli ultimi “minuti” a disposizione.
Eppure, nello sviluppo della trama, c’è un aspetto comunque nuovo e che Dan Harmon & co. ancora non avevano avuto il coraggio di affrontare: lo “study group” fuori dalle mure collegiali e senza una scena al solito e onnipresente tavolo. Il risultato è più che soddisfacente, anzi, sembra proprio la caratteristica più funzionante dell’episodio. I personaggi non devono render conto a nessun “guaio”  improvviso, nessun problema incombente da risolvere, perfino Abed dice di stare dirigendo solo per sè stesso, senza l’intenzione di mostrarlo a qualcun altro, insomma per una volta le loro azioni non sono votate a nessun preciso obiettivo, sono semplicemente invitati al matrimonio di qualcun altro, il loro fine dovrebbe esser semplicemente quello di stare insieme e divertirsi. Ed il fatto che si giochi proprio sull’essere “molesti” ed egocentrici e che, alla fine, un problema lo creino davvero, per poi risolverlo loro stessi, sembra confermare terribilmente tale ottica.  
La scelta di mettere Garrett al centro del plot della trama, poi, si piega benissimo ad un discorso simile. A prescindere che si possa giudicare una mossa ben ragionata o, maliziosamente, puro “fan-service”, in stile Chang per capirci (ricordiamo la sua presenza anche nelle “scene dopo i titoli” dell’episodio scorso), non si poteva optare per un rappresentante migliore dei comprimari ricorrenti del Greendale. Studenti che, insieme a Star-Burns, Viki, il fu Magnitude o lo stesso celebrante dei novelli sposi, già più di una volta, infatti, hanno lamentato l’eccessiva onnipresenza del gruppo protagonista nelle dinamiche interne al college, sempre secondo lo schema “meta-televisivo” che contraddistingue lo show. Anche stavolta le cose non cambiano affatto, e così il coinvolgimento di Garrett non diventa altro che un vero e proprio mcguffin, motore dell’episodio, sempre menzionato, ma sullo sfondo per gran parte del tempo, almeno fino al già citato, ed irresistibile, colpo di scena finale.
Atmosfera quindi, come detto, che funziona alla grande proprio grazie alla dimensione esclusivamente “esterna” che vede coinvolti i protagonisti. Considerando quanto lo “study group”, d’altronde, sia diventato sempre meno “study” col proseguo delle stagioni, non possiamo che rammaricarci nel non aver mai visto un’evoluzione, seppur rischiosa certo, in tal senso. Ma qui ritorniamo, volenti o nolenti, al solito vero cruccio della “seconda parte” di Community: la dura resistenza ad abbandonare formule fisse e prestabilite, per quanto rassicuranti, malgrado la temerarietà e l’originalità sempre dichiarate attraverso sottotesti neanche troppo nascosti, dalla serie e, quindi, dal team creativo. In un fascinoso e marvelliano “what if?“, perciò, non ci resta che chiederci come sarebbero andate le cose se gli autori avessero dimostrato un po’ più di coraggio, intraprendendo in qualche occasione potenziale strade più coraggiose. Magari, chissà, tutto il mondo starebbe, finalmente e degnamente, lodando la sit-com su tutti i più popolari social network, riconoscendole quello status che compete a serie “maggiori”, e non sempre in termini di qualità.  
Un rammarico che aumenta, se si pensa alle raffinatezze tecniche e linguistiche che anche questo “Wedding Videography” non manca di proporre e mettere in scena. Se quello del “falso documentario”, specialmente in campo comedy, può esser visto come un pretesto narrativo più che recepito oramai, grazie a serie come la pluri-premiata Modern Family e The Office (citata anche direttamente da Abed), in certi casi anzi addirittura abusato (The Michael J. Fox Show), Community riesce, a discapito di tutto, a renderla del tutto personale, spiritosa ed intrigante, senza ovviamente dimenticarsi di rendere omaggi a destra e a manca. Da Abed integralmente off-screen per tutto l’arco dell’episodio allo sfruttare al limite ogni singolo tratto caratteriale dei personaggi, con risultati esageratamente esilaranti, ci viene infatti ricordato, ancora una volta, chi ci troviamo davanti e che potenzialità hanno a disposizione.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il gioco “Garrett sposa un personaggio famoso” 
  • L’entrata al matrimonio 
  • Il colpo di scena “incestuoso” e il risolutore Chang 
  • Frankie, finalmente in parte ed empatica, con tanto di accenno ad un interesse amoroso per Jeff
  • Il senso di gruppo, rafforzato dall’ambientazione “esterna” 
  • La scena dopo i titoli
  • Britta, un po’ come per tutta la stagione, decisamente eccessiva e relegata alla “superficie” del suo personaggio, il quale ha avuto forse l’evoluzione peggiore rispetto a tutti gli altri 
  • Probabilmente nessuno lo vuole vedere, però, visto che ormai siamo alla fine… di Jeff e Annie, proprio niente? 
“Wedding Videography” si prenota di diritto almeno il podio dei migliri episodi di questa sesta stagione. Dopo l’ottimo ciclo di elevata fattura rifilatoci nelle ultime settimane, bisogna assolutamente dare merito a Dan Harmon & co. di essere tornati su quei livelli che tanto ci hanno estasiato a suo tempo. Per il season/series/..boh finale possiamo solo sederci e preparare i fazzoletti. Comunque vada, saranno emozioni intense.   
Modern Espionage 6×11 ND milioni – ND rating
Wedding Videography 6×12 ND milioni – ND rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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