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Hannibal 3×01 – AntipastoTEMPO DI LETTURA 5 min

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È passato un anno dal season finale che ha scoperto le carte in tavola, insinuando nelle menti dello spettatore nuove domande desiderose di risposte: Hannibal è tornato e lo fa con una puntata particolare, soddisfacendo le aspettative.
Il tempo narrativo di “Antipasto” è scandito dall’emotività dei protagonisti: assistiamo a flashback continui tra presente e passato che seguono gli stati d’animo di Hannibal e Bedelia senza una logica cronologica e, se da un lato questo può inizialmente disorientare chi guarda, dall’altro l’intuizione da parte degli sceneggiatori funziona ottimamente perché aiuta ad entrare subito nell’atmosfera ovattata della serie.
Proviamo a capire e a chiarire il rapporto tra i due protagonisti, ordinando temporalmente ciò che accade. Vediamo Bedelia uccidere il suo ex paziente Neal Frank, qualche tempo prima degli eventi della prima stagione: ricordiamo il racconto della donna a Will e di come si sia sentita spinta da Hannibal ad attuare questo gesto, come unica cosa da fare. Nel flashback il Dr. Lecter prende in mano la situazione e come con Abigail, offre il suo aiuto alla dottoressa, facendola sentire in debito con lui. Di grande impatto è la scena in cui Bedelia viene lavata da Hannibal: attraverso questa intimità, l’uomo, di fatto, permette alla donna di entrare nel suo mondo, rappresentato visivamente nell’immersione di Bedelia in un profondo abisso.
In un altro flashback si approfondisce ciò che accadde tra Gideon e Hannibal nella scorsa stagione, prima che quest’ultimo cerchi di incastrare Chilton proprio con il corpo senza arti di Gideon. Un pasto cucinato e servito a rilento, filosofia, ironia e gambe speziate: tutto condito con del buon vino, ovviamente. Lecter, non rinuncia mai alla sua crudeltà ma vuole essere capito, anche se non lo ammette apertamente: tenta di farlo anche con Gideon, prendendosi i suoi arti si, ma concedendogli il tempo, così prezioso per il Dottore.
Si torna alla carneficina vista in “Mizumono“: Hannibal va a casa di Bedelia dove la donna, intenzionata a lasciarsi tutto alle spalle, cerca di prendere in mano la situazione ma, forse troppo spaventata da Lecter o per quel debito di sangue che ha con lui, non lo abbandona. È chiaro quanto sia impaurita da Hannibal, ma ancora non sappiamo da che parte stia veramente: se è soltanto una vittima plasmata dal Dottore o se in parte vuole essere al suo fianco. Tutta la puntata ruota attorno anche a questo quesito che ammalia: Bedelia è in balia del cannibale, eppure non si risparmia, si rende comunque sua complice.
Proseguendo nella linea temporale “corretta”, Hannibal scappa dagli Stati Uniti e si ritrova a Parigi; come sempre, tutto ciò che accade ha un motivo. L’incursione francese di Lecter ha come scopo quella di insediarsi in Italia, rubando l’identità e non solo quella, a Roman Fell, curatore di Palazzo Capponi a Firenze. In questa occasione il Dottore conosce il poeta Dimmond, ex assistente del professor Fell, importante per ciò che avverrà nella nostra penisola.
Finalmente in Italia: complice la fotografia o meno, Firenze è meravigliosa. Elegante, sofisticata, ricchissima di cultura e storia, eppure così sinistra, come la bottega dove Bedelia si reca ogni giorno ad acquistare vino e tartufi per soddisfare le voglie del marito.
Il capoluogo toscano fa da sfondo in modo eccellente alla vicenda di Hannibal che qui continua il suo sviluppo. Il Dottore è riuscito nei suoi intenti: è curatore di Palazzo Capponi, cita il primo sonetto di Dante a memoria ed è invidiato da Sogliolo che lo invita a mettersi alla prova tenendo una lectio davanti allo Studiolo. Vediamo Lecter più sereno a Firenze: come dice lui stesso, non ha ucciso spesso qui e questo è un chiaro segno della sua calma, che si rivela soltanto apparente.
Hannibal vive in un mondo fatto di valori diversi da quelli della gente comune: i suoi appetiti sono differenti, la sua mente ragiona su registri animaleschi ma raffinati, basta un niente per scatenare la bestia. Questo niente è dato dall’arrivo di Dimmond, che lo riconosce e capisce l’inganno, eppure sembra che l’uomo sia pronto a non rivelare nulla e a spalleggiare il Dottore in cambio di qualcosa. Nonostante la cena a casa Lecter, piena di doppi sensi, fili via liscia, Dimmond viene comunque brutalmente ucciso da Hannibal: l’uomo colpisce non per fame, ma per costringere ancora una volta Bedelia ad assistere impotente all’omicidio, a restare, senza una via di fuga, perché complice di ciò che accade. Probabilmente Lecter è in cerca di un nuovo Will, della persona che sentiva affine nonostante la diversità, a cui aveva aperto il suo cuore e il suo essere; forse è per questo che continua a plasmare e plagiare la Du Maurier, per riempire quel senso di solitudine che segretamente lo attanaglia, per placare ciò che ancora lo lega a Graham, il grande assente della puntata, che rivedremo presto.
Nella sua complessità, “Antipasto” ci guida attraverso sia le emozioni di Bedelia, che rappresenta lo spettatore coinvolto, incredulo ma affascinato da Lecter, che non ha una posizione netta nei suoi confronti poiché desideroso di capire e scoprire di più, ma anche nelle primitive emozioni di Hannibal. Se da un lato ha sempre il giusto controllo della situazione, senza Will appare in parte perso, lui che si era aperto al suo “amico” con quella dichiarazione d’amore struggente e che ora deve ricominciare da capo.
L’episodio è interessante, straniante e provoca quella sensazione ambivalente in chi guarda: sappiamo che Lecter è un mostro, lo vediamo, eppure siamo attratti come una calamita da lui. Insomma il dado è tratto, la prima puntata è andata e con essa anche il nostro “Antipasto”.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Interessante scelta narrativa quella di non seguire l’ordine cronologico della vicenda
  • Mads Mikkelsen in grande forma con una Gillian Anderson febbrile e fascinosa
  • Ambientazione e fotografia ottime
  • Dialoghi ben dosati, intrigante “dico, non dico”
  • Ostriche, ghiande e marsala: cibo che i romani davano agli animali per insaporirne la carne: i consigli di Chef Lecter
  • Difficile seguire la narrazione, almeno per i primi momenti
Bonsoir” is the new: “Ora ti mangio“. E noi, abbiamo ancora fame?
Mizumono 2×13 3.18 milioni – 1.0 rating
Antipasto 3×01 2.57 milioni – 0.7 rating

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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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