Hannibal 3×02 – PrimaveraTEMPO DI LETTURA 4 min

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I let you know me. See me. 
I gave you a rare gift but you didn’t want it.

I forgive you, Will. Do you forgive me?

“Primavera”, titolo insolito che si distacca dai nomi delle portate culinarie a cui siamo abituati, segna il ritorno di Will Graham sulla scena ed è per lo spettatore un viaggio intenso all’interno delle paure, delle debolezze, dell’animo più profondo di quest’uomo e ci prepara, dal suo punto di vista, a quello che accadrà prossimamente.
La definizione di viaggio calza a pennello per questa puntata, poiché siamo di fronte ad una vera e propria immersione tra passato e presente, un pò come già accaduto per Hannibal e Bedelia in “Antipasto“; qui Will ha la sua personale guida, Abigail, che, per fare un paragone letterario, rappresenta per lui ciò che sia Virgilio, sia Beatrice, hanno rappresentato per Dante tra Inferno e Paradiso.
I primi minuti della puntata ripropongono lo sconvolgente finale di “Mizumono” ma questa volta la tazza rotta, immagine esplicativa di ciò che unisce Hannibal, Will ed Abigail, si ricompone e dopo un salto temporale di otto mesi, Will è in ospedale, sopravvissuto alla carneficina ma distrutto interiormente.
Abigail, lo diciamo subito, non è sopravvissuta, anche se per metà episodio crediamo sia così: è solo una proiezione nella mente di Graham, sarà la guida che gli permetterà di capire le sue intenzioni, gli darà forza e allo stesso tempo metterà in discussione i suoi pensieri.
Will è deciso a ritrovare Hannibal e si dirige a Palermo, alla Cappella Palatina: perchè proprio questo luogo? Per Lecter è l’atrio del suo personale palazzo della memoria: egli la definisce “severa, bella e senza tempo“, dove l’unico memento mori è la figura dello scheletro sul pavimento ed qui che Graham, trova un corpo completamente deformato. È un cuore, il cuore spezzato di Hannibal.
Durante tutta la seconda stagione, abbiamo assistito al legame d’amore tra i due protagonisti: non un sentimento romantico ma un filo rosso tra menti affini ma distanti. Gli avvenimenti del finale hanno letteralmente spezzato questa unione e Lecter, che come ci dice la citazione a inizio recensione si è spogliato per farsi vedere realmente da Will, ne è uscito distrutto e con ferocia rappresenta il suo dolore sicuro che attirerà Graham, ricominciando la caccia tra i due.
A questo punto, viene introdotto un personaggio che chi ha letto l'”Hannibal” di Thomas Harris conosce: Rinaldo Pazzi, ispettore capo della Questura di Firenze, ottimamente interpretato da Fortunato Cerlino, sulle tracce del Mostro di Firenze.
Come sempre, ogni cosa è collegata all’interno dell’universo di questa serie: il titolo dell’episodio non è un caso ma si riferisce proprio al Mostro che, vent’anni prima dei fatti odierni, uccideva coppie i cui giovani corpi venivano sistemati come nelle grandi opere artistiche, in questo caso la Primavera di Botticelli. Pazzi aveva riconosciuto in Hannibal il colpevole ed ora è in cerca di riscatto, chiedendo l’aiuto di Will. Graham lo avverte: non si sopravvive ad Hannibal e lui stesso non sa ancora cosa davvero voglia fare con lui, se arrestarlo o no.
È un sentimento ambivalente ciò che Will prova terrorizzato dalla sua incertezza verso Lecter; nonostante questo egli lo cerca, per capire anche sè stesso, per compiere la cosa giusta agli occhi della legge o per annegare definitivamente nell’abisso e nel lato oscuro che anch’egli possiede.
L’episodio passa da un momento esteticamente perfetto e crudo, come la rinascita del cervo attraverso il cuore infranto, a quello più tragico, dove scopriamo che Abigail non ce l’ha fatta. Assistiamo ad una delle sequenze più dolorose dell’intero telefilm, il confronto tra l’operazione che ha tenuto in vita Will e la preparazione del cadavere della ragazza. Un addio definitivo tra Will ed Abigail, che lascia Graham ai dilemmi interiori, davanti alla sue scelte e soprattutto al suo legame con Hannibal.
A fine puntata Will si accorge che Lecter non ha lasciato la Cappella: lo cerca nella luce flebile delle catacombe e pronuncia la risposta alla domanda posta dall’uomo mesi prima: “I forgive you“.
Che cosa significherà esattamente questa affermazione? Come evolverà il rapporto, la conoscenza tra i due protagonisti? E il Mostro, colpirà nuovamente?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il ritorno di Will e della sua guida, Abigail
  • Il cuore spezzato di Hannibal
  • L’introduzione di Pazzi
  • I dialoghi sempre eccellenti
  • Sangue, ossa spezzate e omicidi si: però sederi e seni nudi nel capolavoro Botticelliano vanno censurati. Ipocrisia.
Nonostante gli ascolti in continuo calo, la serie non si ferma e continua il suo cammino: il linguaggio che la caratterizza non è sempre di facile comprensione eppure è proprio questa scelta, unita alla qualità estetica altissima,che la rende speciale, preziosa in un panorama televisivo non sempre eccellente. Quest’anno si gioca a carte scoperte eppure ancora molto è nascosto in attesa di essere riportato alla luce: i protagonisti hanno fatto le loro mosse, siamo più che curiosi di capire cosa accadrà da questo momento in avanti. Per il resto, “buon appetito”.

Antipasto 3×01 2.57 milioni – 0.7 rating
Primavera 3×02 1.66 milioni – 0.5 rating

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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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