Sense8 1×03 – Smart Money Is On The Skinny BitchTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dunque, ricapitoliamo. Una molteplicità di personaggi sparpagliati in vari angoli del globo, collegati tra di loro, con porzioni di episodio più o meno limitate a disposizione per ognuno. C’è anche una bella ragazza con i capelli chiarissimi, nonché scene adrenaliniche di lotta intervallate da soporiferi momenti di lento dialogo. Ecco, no, non è il telefilm che pensate, quella famosissima saga che suscita tanto scalpore ed entusiasmo. No, questa è una serie ovviamente diversa per tante ragioni che sarebbe demenziale stare qui a spiegare, eppure questa inutile similitudine ci porta a osservare un particolare. Sense8 si prende insieme grandi rischi e grandi vantaggi. L’incontinenza narrativa, che può trasformarsi in eccessivo dosaggio della storia, apre a noi spettatori un insieme di possibilità indefinite. Alla varietà geografica, alla varietà caratteriale (personaggi radicalmente diversi tra loro), alla varietà ambientale si aggiunge anche la varietà temporale. In questo terzo episodio, infatti, con maggiore insistenza si affacciano brevi flashback dei personaggi stessi. È ovvio quindi che una tale molteplicità di punti di vista (spesso incrociati nei sempre efficaci incontri misteriosi) può risultare difficile da gestire quando si aggiunge anche l’insieme di background che emerge. Eppure, per ora, i flashback mantengono una linea comune: Will (sebbene in forma onirica), Sun, Riley e Capheus ci appaiono bambini in rapidi flash (Capheus, in un suggestivo panorama africano, vince la palma di flashback più inutile della storia in quanto vediamo ripetere esattamente il virgolettato da poco riportato dallo stesso; chissà, forse il particolare della madre incinta potrebbe essere rilevante).
Quando c’è potenzialmente tanta carne al fuoco occorre mettere ordine, e infatti anche in questo episodio, come nei precedenti, assistiamo allo schema: caos iniziale-linee comuni-adrenalina finale. Se i secondi due punti non solo sono ben riusciti, ma iniziano anche a farci apprezzare i continui incroci tra i “sensates“, il primo punto è inquinato da un particolare che stride. La storyline di Lito, infatti, vede lo sviluppo di una sotto trama che non sfigurerebbe in uno spin-off sotto forma di comedy. Riflettiamoci un attimo: la vita non facilissima di Nomi si complica ulteriormente per colpa dei già problematici rapporti con la madre; Riley non fa molto se non vagare tra tossici inglesi; Capheus diventa un supereroe Van Damme. Questi sono alcuni esempi ma dimostrano come tutte le situazioni sviluppate in “Smart Money Is On The Skinny Bitch” nascano da percorsi sì incidentali, ma anche naturali nelle vite dei personaggi per come ci sono state finora descritte. Quello di Lito, invece, è un deus-ex-machina grande quanto una casa: la fidanzata-copertura che ha fatto un torto ad un boss della zona? Non si discute che ciò porterà a sviluppi di trama importanti, il punto di partenza però è stato assolutamente stonato con il resto delle storie.
Resto delle storie che procedono con un’armonia notevole. Ciò che ci viene mostrata è la criticità di molte situazioni (Nomi quasi lobotomizzata, Capheus brutalmente rapinato) e un conseguente riscatto. E tra questi riscatti vi è la prima vera interazione “attiva” tra due personaggi. Per questo un plauso speciale va fatto alla figura di Sun. Personaggio lasciato in penombra per ora, si presenta con irruente imponenza. Rimane in silenzio ma suggerisce in questo modo una figura maestosa e letale. Se in Lost (diversi i punti in comune con Sense8, il nome Sun tra questi) la parte dedicata ai personaggi orientali poteva non essere esattamente esaltante, in questo caso la curiosità e la voglia di rivedere la brava Doona Bae si fanno sentire.
Wacho e Stracchino (così chiamati per comodità nella prima recensione) hanno senz’altro messo su un’opera monumentale. L’andarci piano con alcune soluzioni e alcuni elementi elargiti con il contagocce danno l’impressione di una traiettoria ben precisa. La debolezza apparente e l’eventuale lentezza potrebbero essere (il condizionale è d’obbligo) una buona polizza anti-trash. Il non voler stupire a tutti i costi, almeno nelle prime battute, può essere garanzia di fuochi d’artificio tardivi.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il finale dedicato a Sun
  • I filoni paralleli tra le storyline
  • Capheus badass, con tanto di anziana signora al seguito
  • Riley sempre bella presenza
  • Benché simpatica, troppo fuori contesto la dinamica messa in moto nella storyline di Lito
  • Il fidanzato di Kala non si può vedere
Episodio più debole finora anche se, come già detto, non per forza deve essere un difetto nell’economia della stagione intera. I 3 Emmy potrebbero sembrare eccessivamente severi, ma vanno considerati come “sufficienza abbondante” e non come sufficienza tirata per i capelli. Si confida nel fatto che la trama decollerà e ci piace considerare questo pur sempre buon episodio come il minimo sindacale che ci si potrà aspettare da questa ambiziosa serie.
I Am Also A We 1×02 ND milioni – ND rating
Smart Money Is On The Skinny Bitch 1×03 ND milioni – ND rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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