Hannibal 3×05 – ContornoTEMPO DI LETTURA 4 min

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Hannibal cambia ritmo: la quinta puntata della stagione è tutta un crescendo e dopo i primi episodi esplorativi e preparatori, “Contorno” passa all’azione.
Will e Chiyoh sono in viaggio verso Firenze e nel treno vintage la conosciamo meglio, scoprendo che è stata la domestica della zia di Hannibal; la donna ha subito il fascino della belva e gli è rimasta fedele, fino al momento dell’uccisione del prigioniero in “Aperitivo“. Will, ancora una volta a dimostrazione di quanto il rapporto con Lecter lo stia sempre più cambiando, si sostituisce ad Hannibal nella relazione a due con Chiyoh manipolandola, per farle sentire il peso della colpa di ciò che ha fatto. Il gioco non riesce e Will scopre ben presto di essere stato preso in giro in modo molto più sottile e Chiyoh, una volta apprese le informazioni che le servono, getta Graham dal treno in corsa. Sottovalutare Hannibal e chi ha imparato da lui come stare al mondo è un errore che Will commette nella convinzione di saper gestire tutto quello che riguarda il cannibale: scopre a sue spese, ancora una volta, che non è così. C’è un dialogo tra Graham e Chiyoh che colpisce molto e che è una metafora di quello che è Lecter, di ciò che fa alle sue vittime e di come alcune di esse sopravvivano al predatore, cambiate certo, ma vive: “Birds eat thousands of snails every day. Some of those snails survive digestion and emerge to find they’ve traveled the world. In the belly of the beast“.
Una delle vittime di Hannibal che ritroviamo diversa ma più forte e determinata, è Alana: la donna, a casa Verger, ha studiato i gusti del cannibale e capisce che Lecter si trova a Firenze. A conferma di questa teoria arriva la telefonata di Pazzi, che decide di riabilitarsi non attraverso la legge ma consegnando il Dottore a Mason. L’atteggiamento della Bloom in questa versione dark e vendicativa, riabilita il personaggio che nella scorsa stagione ci è apparso con meno spina dorsale; nella puntata vediamo anche che Alana non ha perso del tutto il contatto con la sua umanità, caratteristica importante ma che potrebbe esserle fatale contro Hannibal.
Il povero Commendatore Pazzi, fa una fine terribile: i lettori di Harris o chi ha visto la pellicola cinematografica con Anthony Hopkins, conoscono già cosa aspetta Rinaldo. Tutti gli altri, hanno avuto l’ennesima conferma della spietata metodica di Lecter e se, soprattutto durante la prima stagione, non si vedeva quasi mai il Dottore all’opera, ormai gli sceneggiatori non ci proteggono più dandoci una visione completa del mostro e di quello che può fare. Capito cosa Pazzi stia tramando, Hannibal lo uccide e, attraverso uno storico amarcord, gli ricorda come morì il suo antenato Francesco.
Ad inizio recensione dicevamo che questo episodio è un crescendo di tensione e azione: il culmine arriva verso la fine, dopo l’assassinio di Rinaldo. In una sequenza girata ottimamente e in modo molto dinamico, Jack, che assiste alla fine di Pazzi, stana Hannibal e mette in pratica tutte le mosse imparate da Lecter. Dopo l’addio definitivo alla sua Bella, Crawford è spinto dal desiderio di risolvere a mani nude la faccenda con Hannibal: vediamo il Dottore in difficoltà e se alla fine riesce a sopravvivere, lo sguardo che scambia con Jack la dice molto lunga: insomma, siamo solo all’inizio, ancora non è finita.
La quarta puntata mette a tacere i dubbi di chi considera questa serie troppo lenta: più volte abbiamo spiegato come questa “lentezza” sia funzionale al racconto, soprattutto se consideriamo quanto conti l’introspezione dei personaggi. Alla luce di questo, appare un po frettolosa la morte di Pazzi ma seppur interessante il percorso di Rinaldo e il suo retroscena con Hannibal/Mostro di Firenze, la sua presenza era importante al fine di ricongiungere Jack a Lecter e confermare la presenza di quest’ultimo in Italia a Verger.
Gli eventi ormai sono in moto e la mossa da parte di Crawford avrà sicuramente delle conseguenze che non possono aspettare e questo Hannibal lo sa.
La stagione prosegue a gonfie vele e non sbaglia un colpo: oltre ai dialoghi brillanti, al gusto estetico raffinatissimo, la serie inserisce, tra le pieghe dei suoi episodi, diversi tributi ai libri e ai film sul Cannibale: in “Contorno” il corpo del prigioniero ucciso da Chiyoh è stato sistemato come la falena sulla bocca di Clarice Starling nel poster de “Il Silenzio Degli Innocenti” (come poi si era già visto in “Secondo“).
La bellezza di Hannibal sta proprio nel particolare, nel riuscire a rendere significativo ogni passaggio; una delizia per gli occhi e per il palato, insomma, da non perdere.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La doppia manipolazione tra Will e Chiyoh
  • Riflessione sulle lumache
  • Alana dark lady
  • Confronto Jack-Hannibal
  • Azione e ritmo ben dosati
  • L’addio un po frettoloso a Rinaldo Pazzi (e al bravo Fortunato Cerlino)
Arrivati quasi a metà stagione, il bilancio è positivo, confermando Hannibal serie originale, creativa, da seguire, nonostante gli ascolti in calo. Abbiamo detto più volte che non è una serie alla portata di tutti ma ribadiamo che bisognerebbe davvero lasciarsi coinvolgere, per godere di un’esperienza seriale di alto livello.
Secondo 3×04 1.69 milioni – 0.5 rating
Contorno 3×05 1.29 milioni – 0.4 rating

 

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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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