Suits 5×01 – DenialTEMPO DI LETTURA 5 min

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Sarà dura scrivere questa recensione in modo oggettivo e senza i feels da fangirl che accompagnano la visione di questa serie dalla prima puntata (ma soprattutto quando si incentra sul rapporto Harvey-Donna)  di Suits, ma ci proveremo. In realtà, questa è stata oggettivamente una bellissima puntata e una season premiere coi controcacchi, che speriamo rappresenti un nuovo inizio per lo show che, nella seconda metà della quarta stagione, è parso un po’ debole e a corto di idee, se si escludono le interazioni Donna-Harvey sempre circondate da un’aura di brillantezza e magnetismo per il pubblico.
Di certo siamo a un nuovo inizio a livello di narrazione. Tutti i personaggi, infatti, ci vengono “presentati” alle prese con nuovi capitoli delle loro vite: Mike e Rachel novelli fidanzati ufficialmente, Jessica senza Jeff è di nuovo solo la “boss”, la scelta di Donna crea cambiamenti importanti nelle vite di tutti e tre i componenti del triangolo Donna-Harvey-Louis.
E partendo proprio da questi, appare immediato il cambiamento di registro nella descrizione dei mutati rapporti tra loro. Il titolo della puntata, “Denial”, rimanda subito alla negazione post-lutto di matrice psicologica. La “partenza” (dall’altra parte del corridoio) di Donna rappresenta un lutto per Harvey, e come tale lo trattano, solidalmente anche tutte le persone vicine a lui, a partire dalla psicologa da cui Harvey si reca per “far passare gli incubi”. Diagnosi e cura sono chiare fin da subito: accettare il fatto che forse non tornerà.
E’ così che la puntata si incentra sul suo superamento delle fasi del lutto, forse per la prima volta con un tono così diverso da quello leggero e sarcastico cui lo show ci ha abituato, anche in virtù dei temi non drammatici che tratta, dimostrando di riuscire a giostrarsi bene anche con questi ultimi.
Le fasi dell’elaborazione del lutto di Harvey ci vengono mostrate in pieno: dalla negazione alla rabbia espressa con la cattiveria con cui caccia Donna; al patteggiamento – suo punto di forza quando si tratta di cause legali, un po’ meno quando si tratta dei propri sentimenti -; passando per la depressione manifestatasi con gli attacchi di panico – peraltro magnificamente resi dal connubio tra la regia di Anton Cropper, barcollante e focalizzata sul viso terreo di Harvey e l’interpretazione di Gabriel Macht, composta ma comunque espressiva del disagio e della sorpresa provati dal personaggio – ; infine all’accettazione, o almeno un inizio, con la presa di coscienza, se non della possibilità che Donna non torni mai più, almeno del fatto che per il momento è da solo e deve trovarsi una segretaria, gettare le medicine per il sonno e smetterla di dare ad altri colpe per i propri errori.
Fa così ingresso un nuovo personaggio, la psicologa di Harvey, interpretata dall’attrice inglese Christina Cole, che già possiamo immaginare come potenziale distrazione amorosa post Donna per l’avvocato più affascinante del panorama televisivo. Insieme al fatto che l’idea degli incubi notturni o dell’inserimento di una psicologa post trauma sentimentale, non siano proprio il massimo dell’originalità, la scelta di un personaggio potenzialmente idoneo a divenire qualcosa di più che semplice terapeuta, potrebbe costituire un punto debole della stagione se sarà usato, come è prevedibile, come riempitivo prima della reunion con Donna (perché non ci crede nessuno che quei due rimarranno divisi a lungo). Korsh & Co. dovranno dimostrare tutta la loro bravura nel non deludere le alte aspettative create con questo inizio di stagione, costruendo una storyline interessante e realistica per la new entry senza scadere in un remake di quello che è stato il ruolo di Jeff Malone, novità della quarta stagione usata per mescolare un po’ le acque e riempire buchi d’idee – per quanto, almeno in quel caso, ha avuto il riscontro positivo di coinvolgere nelle dinamiche il personaggio di Jessica – per poi finire nel dimenticatoio appena prima della fine. Aspettiamo, con fiducia, di vedere come se la caveranno.
Intanto Aaron Korsch, sceneggiatore di questo primo episodio, merita un plauso per aver saputo unire questo insieme di elementi nuovi a quei punti di forza, tanto osannati nelle precedenti recensioni – soprattutto perché, purtroppo, centellinati a qualche episodio qua e là nelle ultime stagioni – che hanno catturato l’attenzione dello spettatore dalla prima puntata. Si parla ovviamente di entrate ad effetto, sguardi spiazzanti e compiaciuti tra Harvey e Mike quando ottengono i risultati, sarcasmo e prese in giro a volontà, ma soprattutto scambi di citazioni cinematografiche, che fanno brillare occhi e orecchie e venir voglia di rivedersi subito i film in questione.
Nell’economia dell’episodio questi elementi giocano anche un ruolo di alleggerimento dalla tristezza che pervade la storyline di Harvey e Donna, quindi a maggior ragione vanno evidenziati e lodati, nella speranza che Korsch (o meglio, gli sceneggiatori che si alterneranno nei prossimi episodi) non abbia sparato tutte le cartucce con questo primo episodio.
Last but not least, l’accoppiata vincente, quanto a dialoghi divertenti e sagaci, di Donna e Louis non può che far sperare ancor più che le possibilità di scene di puro intrattenimento stile Suits non mancheranno in questa stagione.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Harvey alle prese con l’elaborazione del lutto
  • Donna e Louis, accoppiata vincente
  • Ritorno in grande stile agli elementi basic dello show
  • The Can opener
  • Quali evoluzioni per la storyline della psicologa?
Un ottimo inizio di stagione per Suits che mette insieme vecchio e nuovo, creando un bel mix di elementi accattivanti e interessanti che lasciano presagire una buona stagione, a meno di sbandate causate dalle possibilità evolutive della storyline della new entry.
Not Just A Pretty Face 4×16 1.5 milioni – 0.5 rating
Denial 5×01 2.1 milioni – 0.6 rating

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