Graceland 3×06 – 3×07 – 3×08 – Sidewinder – Bon Voyage – Savior ComplexTEMPO DI LETTURA 5 min

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Is this Odin Rossi?
As a matter of fact,
yes, this is Odin Rossi.

Dopo la pausa di Ferragosto ci apprestiamo alla recensione di Graceland con un pensiero solo: questa sarà l’ultima stagione.
Va doverosamente premesso questo per un logico ragionamento sugli ascolti, in continuo calo ed in un costante susseguirsi di series low su series low. Difficilmente USA Network si permetterà di rinnovare una serie i cui costi sono stati già ampiamente tagliati con lo spostamento delle riprese dalla California alla Florida per i numerosi sgravi fiscali. E la salvezza è ancora più ardua se si pensa ai tempi felici in cui si viaggiava sui 2 milioni di spettatori ad episodio: altre serate, altri slot ma pur sempre in piena estate. D’altronde le 580 mila persone radunatesi di fronte agli schermi nel giovedi sera americano di quest’ultima settimana parlano chiaro, purtroppo. Diciamo purtroppo perché, a dispetto di una seconda stagione con dei buchi di sceneggiatura e un calo qualitativo notevole, questo terzo anno non si sta dimostrando affatto malvagio nonostante diverse possibili migliorie. Il pubblico americano però ha perso la fiducia e si va via via sempre più diradando, è un dato di fatto.
Premessa sui dati d’ascolto a parte, a Graceland non si passano giorni felici, ma è una cosa normale, si è abituati alla sofferenza prima di arrivare alla vittoria finale. Come si sa, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni e nessuno meglio di un buon eroe conosce questa regola perché le tentazioni ed i sacrifici sono all’ordine del giorno e per ogni azione buona c’è il rischio di compierne almeno una decina di sbagliate lungo il percorso.
D’altronde se si pensa a ciò che è stata la storia di Paul Briggs e quella che si sta creando Mike Warren, gli indizi dimostrano che anche l’eroe a volte può cadere in tentazione e percorrere la strada verso l’inferno, coscientemente o meno, però subito dopo persegue un percorso di redenzione che lo assurge a nuovi livelli. Non è una novità, noi, pubblico pagante e non, adoriamo questo genere di storie e questa storyline di Mike è quanto effettivamente bramiamo. La sofferenza ed il dolore provocati dal tentato omicidio perpetrato da Sid Markham hanno condotto Mike lungo il sentiero delle droghe, inizialmente per alleviare il dolore fisico, successivamente per mantenersi in forma nei casi da seguire per il Bureau ed infine per mera dipendenza. Il circolo vizioso creato dall’Oxy è stato mostrato molto bene, specialmente in “Bon Voyage” e “Savior Complex”, con una buona e a tratti ottima interpretazione di Aaron Tveit che ha portato a compimento la resurrezione, dopo aver toccato il fondo in questi tre episodi. Non ci si può lamentare della gestione del suo personaggio, finalmente protagonista della serie a dispetto dell’anno scorso quando era di supporto a tutti gli altri. Il percorso di autodistruzione cominciato in “Chester Cheeto” ha avuto il duplice compito di focalizzare l’attenzione su Mike e al contempo di ripristinare un senso di appartenenza in ciascuno dei coinquilini di Graceland che da troppo tempo risultano ai ferri corti l’un l’altro. Nel momento del bisogno gli amici devono esserci e, anche se con colpevole ritardo ammesso da Briggs (“After what you went through, we should have been there for you, and we weren’t. That’s our bad. But we love you, man, and we’re here now.“), alla fine tutti si sono riuniti per dare man forte al coinquilino/amico/collega in difficoltà, ripristinando l’equilibrio di cui si sentiva molto la mancanza.

In contemporanea alla morte e resurrezione del nuovo Mike Warren (coadiuvata da uno sbarbamento), tengono botta, nonostante alcuni scivoloni, però, anche i casi di Briggs ed la Sarkissian Family oltre che quello di Charlie, principalmente per la perdita del bambino. Parliamo di scivoloni perché non si può prendere per buono il salvataggio nella palude di Charlie, dato che Amber non ha alcun mezzo per riuscire a raggiungere in tempo utile lo stesso punto dove è stata gettata, così come appare discutibile l’assenza di torce con cui muoversi nelle Glades; il tutto, poi, non spiegando cosa è successo dopo, visto che Amber è scomparsa dalla casa dove avrebbe dovuto aspettare gli altri. Sul fronte Briggs, invece, appare discutibile il modo in cui sia riuscito a farsi spacciare per informatore e a mantenere intatta la fiducia, visti gli innumerevoli momenti ad alta tensione con i vari membri della famiglia. Ma anche qui bisogna chiudere un occhio perché altrimenti non se ne verrebbe fuori, quindi bisogna prendere per buono tutto senza porsi troppe domande per il bene della congruenza logica degli eventi.
Il trittico “Sidewinder”, “Bon Voyage” e “Savior Complex” serve a chiudere il cerchio sulla prima parte di questa stagione: si vede, infatti, l’enfasi con la quale, specialmente nell’ultimo episodio, si vogliano concludere due delle tre storyline imbastite fin qui (Mike e l’Oxy, Charlie e Germaine) per lasciar spazio a Briggs e ai Sarkissian. Questa è una scelta molto saggia, specialmente perché, alla luce degli ascolti ridicoli che la serie sta ottenendo, è bene provare a chiudere il cerchio concludendo più storyline possibili prima che sia troppo tardi. In quest’ottica il cliffhanger finale che vede Briggs rapire Logan è un controsenso che però riporta alla mente quell’epico episodio della prima stagione in cui si scopriva l’altra identità di Briggs, Odin Rossi. La voglia di tornare a quei gloriosi fasti c’è e si evince tutta dai minuti finali di “Savior Complex”, o almeno così speriamo.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • “This is Odin Rossi”
  • Conclusione delle storyline di Charlie e Mike prima che perdessero di valore
  • Cliffhanger finale
  • Buchi di sceneggiatura non indifferenti
Buchi di sceneggiatura non mancano e gravano sul voto finale che sarebbe più alto, altrimenti, di mezzo punto, tuttavia la serie ha preso un buon ritmo e si fa guardare piacevolmente come un tempo, senza risultare stantia o eccessiva. Peccato solo per gli ascolti che ne stanno sancendo la cancellazione settimana dopo settimana
Piñon Tree 3×05 0.73 milioni – 0.3 rating
Sidewinder 3×06 0.70 milioni – 0.3 rating
Bon Voyage 3×07 0.65 milioni – 0.3 rating
Savior Complex 3×08 0.58 milioni – 0.2 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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