Hannibal 3×09 – …And The Woman Clothed With The SunTEMPO DI LETTURA 5 min

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C’è una sensazione nell’aria, una sorta di presentimento che aleggia durante tutta la puntata: sta per arrivare la resa dei conti, probabilmente definitiva, tra Hannibal e Will. Non ci sono certezze su questo, eppure se altre volte lo spettatore sapeva che tra i due non era davvero finita, ora aleggia l’intuizione che questo viaggio sarà il loro ultimo insieme. Il distacco temporale e fisico dei protagonisti non ha sortito alcun effetto nel loro particolare rapporto, questo è palese fin dal primo attimo in cui i due si salutano. Will, infatti, cerca di mettere una distanza tra lui e Lecter, ma i suoi tentativi sono poco convincenti e, soprattutto, lui stesso non riesce ad essere davvero sicuro di voler mettere dei paletti. Assistiamo al sottile gioco psicologico tra i due, condotto come sempre da Hannibal: il Dottore lo provoca, sa che entrambi sono l’uno il volto dell’altro e che il lato oscuro di Will non tarderà a riemergere. Il cannibale è l’indiscusso re, attrae tutti i personaggi che gli ruotano attorno guardinghi, sospettosi o ammirati. Alana sente di avere potere su Lecter perché ha capito dove colpirlo: nella sua dignità; Jack vuole sfruttare l’intelligenza del Dottore a suo vantaggio ma l’uomo gli fa capire subito come stanno le cose. Insomma, tutti hanno paura di lui eppure, per un motivo o per l’altro, non possono o non vogliono stargli lontano.
Una delle tematiche centrali dell’episodio riguarda il concetto di famiglia: Lecter intuisce subito che Will si è trovato a cercare uno straccio di normalità attraverso una moglie e un figlio. Hannibal, quindi, non perde tempo nel ricordare la “loro” figlia e di come lui stesso abbia elargito tale dono. Il flashback con Abigail è una sorta di manuale di educazione sentimentale. Lecter si dimostra padre amorevole, come può esserlo un individuo disturbato del suo calibro. Si chiarisce, poi, definitivamente il modo in cui la ragazza sparisce per poi riapparire in “Mizumono“, nonché l’importanza di Abigail nella relazione tra i due uomini. Hannibal la aiuta a liberarsi dall’influenza del padre biologico e la scena è raggelante, soprattutto se vista in funzione a quello che poi le accadrà. “The blood rituals involve a symbolic death and then rebirth. Like all things in the natural world. First you will adapt and then, you will change. Even if you know the condition of who you are today, you can not predict who will be tomorrow. You are defined up to now, not over“: un consiglio, un monito, una condizione necessaria per evolversi e sopravvivere.
Se Hannibal decide di aiutare Will, lo fa proprio perché insieme formano un nucleo di affetti, poiché i due sono e restano legati nonostante tutto quello che è stato: “Every family loves in his own way, and every love is unique” dichiara il Dottore al suo amico e questa frase, accompagnata al confronto che i due hanno sui gesti compiuti da Dolarhyde, spinge Will a capire il modus operandi del killer e come sceglie le sue vittime. E’ la felicità che provano i Jacobi e i Leeds ad attrarre Francis, un sentimento che probabilmente non ha mai conosciuto e che è in netto contrasto con il suo ricordo della sottomissione ad una donna che fin dall’infanzia non lo ha mai amato. 
L’altro punto su cui verte la puntata è il cambiamento. Qui è fondamentale la resa perfetta di Armitage che, come nel precedente episodio, regala al suo personaggio una profondità tale anche solo attraverso i silenzi che inquadrano perfettamente chi è Francis e cosa si appresta a diventare. Importante è l’incontro con Reba McClane (interpretata da Rutina Wesley), dove lo vediamo rapportarsi con una donna che, nonostante la propria disabilità, è forte e indipendente e lo tratta con una dolcezza a lui inedita. L’uomo è sempre più vicino a diventare il Grande Drago Rosso di Blake, non solo nello spirito, ma anche nel corpo. L’episodio si chiude con il timido ragazzo che contatta l’uomo che tanto ammira: Hannibal, ovvero colui che può comprendere la sua trasformazione.
Will, raggiunto dall’ombra di Francis, riprende il percorso di empatia nella mente dell’assassino. Il lato più buio di Graham, quindi, arriva a combaciare nuovamente con quello di Lecter.
L’episodio viaggia su due binari che si intrecciano continuamente: il rapporto Hannibal/Will è fondamentale e vitale per riuscire a catturare Dolarhyde; la vicenda di Francis desta terrore nello spettatore, oltre ad un senso di pietà per l’uomo che inevitabilmente diventa mostro.
L’estetica è completamente al servizio della narrazione e ne rafforza ancor di più l’efficacia: su tutti, il quadro in cui Will si espone ai raggi lunari ricoperto di sangue.
Se la prima parte della stagione è risultata più complicata da seguire, ma non meno interessante, le ultime due puntate scorrono veloci, scavando nella psiche dei personaggi e non tirandosi indietro nel tratteggiare al meglio il lato puramente thriller della vicenda. Molte sono le citazioni dal libro e i più attenti avranno sicuramente notato la frase che Hannibal dice a Will a proposito del suo dopobarba: “You have the same terrible aftershave you carried in court“.
A poche puntate dalla fine, la partita è tutta da giocare e gli elementi ci sono: Lecter e Dolarhyde cosa faranno? Graham come potrà non uscire devastato da questa situazione? Se anche solo per un attimo vi siete illusi che non sia Hannibal a condurre la danza, vi siete sbagliati di grosso.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Confronto Hannibal/Will
  • Il flashback con Abigail
  • Il giusto spazio alla psicologia dei personaggi e alle indagini
  • “Murder Husbands”: bentornata Freddy!
  • La trasformazione di Dolarhyde
  • Estetica e narrazione efficaci e di pari passo
  • Alana: sei davvero cambiata in meglio o ritornerai sui tuoi passi?
  • Quanto si può considerare verosimile il riuscire a contattare via telefonica un pluriomicida carcerato?
Episodio praticamente perfetto se non fosse per la paura che la risolutezza di Alana sia solo un fuoco di paglia. Per il resto, Mikkelsen e Armitage spiccano in modo particolare e Hannibal resta una delle migliori serie di sempre, nonostante gli ascolti.
The Great Red Dragon 3×08 1.00 milioni – 0.3 rating
…And The Woman Clothed With The Sun 3×09 1.05 milioni – 0.3 rating

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Filosofa a tempo perso ed educatrice in tempo utile, Rina gironzola con la sua bicicletta tra le viuzze di una cittadina nebbiosa; esperta conoscitrice del lato misterioso dell'animo seriale, non disdegna quello più trash: da Twin Peaks a Gilmore Girls, da Game of Thrones a True Blood, passando per Sherlock e il Dottore. Si mormora non possa fare a meno del cioccolato, della sua raccolta di cd, di tutti i romanzi di Jane Austen e di parecchi film. Ironica, pungente e romanticamente pignola, è inglese nell'animo.

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