Impastor 1×01 – GenesisTEMPO DI LETTURA 4 min

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Per ogni nuova serie che si guarda per la prima volta, ciascun spettatore ha un approccio diverso dettato da un insieme di aspettative, preconcetti e disillusioni che lo portano ad un’idea di prodotto. Molto spesso è questo stesso approccio a dettare una prima approvazione al pilot perché il punto di vista con cui ci si accosta è fondamentale. Certamente può essere cambiato da una buona series premiére ma in linea generale il preconcetto regna sovrano. È quindi bene chiarire fin da subito che si cazzeggia molto in questo pilot, davvero molto, ma il tutto ha un suo perché e un suo modo d’essere che si riconosce fin dalle primissime scene. Può piacere fin da subito o non piacerà fino alla fine ma così è Impastor, prendere o lasciare. Spassionatamente vi consigliamo di prenderlo per ciò che è, gustarvelo per la stagione estiva come ottimo riempitivo, ed infine abbandonarlo alle prime avvisaglie di freddo, quando ormai la maggior parte delle serie portanti del palinsesto televisivo americano avranno fatto capolino.
Se il bel faccione al centro del recap vi è familiare e siete sicuri di averlo già visto prima, ma non vi ricordate dove, sappiate che è Micheal Rosenbaum, il Lex Luthor di Smallville, quello senza capelli per intenderci. È lui il protagonista della comedy e bisogna ammettere che non si trova affatto a disagio in un ruolo più leggero e distante da quella che era la nemesi di Clark Kent. Principalmente il merito può essere affibbiato al suo volto molto plastico che non può non trasmettere simpatia a primo impatto, tuttavia la velocità delle scene e gli scambi di battute rapidi e sagaci agevolano sicuramente Rosenbaum nel nuovo ruolo.
La nuova comedy di TV Land è veramente basica e riproduce un format già visto e rivisto sia nel piccolo che nel grande schermo: il furto d’identità (genere da noi recentemente trattato). Per quanto possa sembrare di difficile realizzazione nel mondo reale dove è praticamente impossibile non reperire online una nostra foto grazie ai vari social network, ad Hollywood, invece, è una pratica abbastanza comune e Impastor ne è la conferma. Rosenbaum infatti ricopre il ruolo dell’ennesimo tizio incasinato nella vita, con debiti, dedito all’uso di droghe e alcol, la passione per le belle donne ed una parlantina forbita ed ammaliante, che si trova in una situazione senza via d’uscita e con un’identità ormai definitivamente compromessa.
Nel caso di Impastor gli strozzini sono sempre dietro l’angolo ed il suicidio è prossimo al ponte. Tuttavia è proprio qui che la serie creata da Christopher Vane prende le distanze da tutti i suoi predecessori perché il tutto è raccontato con freschezza ed una leggerezza che non possono non ammaliare anche e soprattutto per la loro grossolanità. Già dal furto d’identità si capisce che il protagonista non ha una forte etica morale ed il fatto che vada inconsapevolmente a sostituire un pastore luterano gay, nella sua nuova parrocchia di una piccola città, costruisce da sé quell’importantissimo incipit comico che è alla base della comedy. Fin dagli albori della comicità lo scontro tra due situazioni opposte ed indesiderate è alla base del riso comune, Impastor si fonda esattamente su questo, scontrando quelle che erano le abitudini della precedente vita di Buddy Dobbs (donne, alcol e debiti) con la nuova vita rubata al pastore Jonathan Barlow (messe domenicali, sermoni e aiuto alla comunità).
A coadiuvare il nuovo Jonathan “Buddy” Barlow c’è ovviamente una serie di personaggi caricaturali che non può che risultare già vista in qualsiasi commedia americana ma che, contestualizzati nella ridente e piccola cittadina di Ladner, non possono non funzionare. C’è quindi la segretaria del pastore estremamente credente e servizievole, Dora; il presidente bigotto della Ladner Trinity Lutheran Church, Alden; la bellissima e provocantemente casta tesoriera della chiesa, Alexa; infine non si poteva che trovare il “classico” segretario gay della chiesa che ha un debole per Buddy, Russell.
Come si può evincere, Impastor non gode di una originalità incredibile, non la cerca nemmeno però, al contrario di tanti altri prodotti che sfiorano il plagio: fa il meglio che può con le carte a disposizione e per questo si merita una chance da parte del pubblico

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Buon ritorno sul piccolo schermo per Rosenbaum
  • Approccio grossolano che funziona, nonostante personaggi e storia già viste
  • Commedia degli equivoci
  • Plot non originale e personaggi già visti
  • Assenza di realismo in alcune occasioni
Non ci troviamo di fronte al nuovo Scrubs e nemmeno ad un Friends, tuttavia non bisogna partire prevenuti nei confronti di uno show ironico e grossolano nelle battute che farà la gioia degli amanti delle commedie americane. Amanti degli equivoci fatevi avanti, c’è pane per i vostri denti.
Genesis 1×01 1.15 milioni – 0.2 rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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