How To Get Away With Murder 2×01 – It’s Time To Move OnTEMPO DI LETTURA 5 min

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How To Get Away With Murder ha sorpreso decisamente in positivo al suo debutto. Con un plot aggressivo ed un susseguirsi continuo di misteri svelati è riuscito a catturare, settimana dopo settimana, l’attenzione di pubblico e critica convincendo entrambi. L’omicidio di Lila Stangard, insieme alla scia di sangue e segreti che si sono visti, rappresentano sicuramente il frutto di un lavoro molto articolato alle spalle, studiato nel dettaglio e soprattutto sapientemente sbriciolato lungo i 15 episodi della 1° stagione. Ed è bene sottolineare due fattori a tal proposito: la serie è andata in onda su ABC e non si è optato (deo gratia) per una stagione lunga da 22-24 episodi per allungare il brodo. ABC si è quindi mascherata da cable network e ha dimostrato di saperci fare, se vuole, i vari premi e le nomination ricevute ne sono la dimostrazione. Viola Davis sta ancora ammirando il suo luccicante Emmy.
Il rinnovo, scontato visti ascolti e fama acquisita, porta con sé ovviamente un carico di aspettative enorme che si scontra direttamente con il format iniziale della serie: omicidio + killer misterioso + movente sconosciuto + conseguenze al di là di ogni razionale trama. È stata questa la formula vincente della 1° stagione e la domanda che è scaturita spontaneamente nella stanza degli sceneggiatori della Shondona nazionale di conseguenza è una sola: ripetere la formula magica o modificare qualche elemento? “It’s Time To Move On” risponde esattamente a questo quesito, purtroppo deludendo.
Nel razionale immaginario dello spettatore medio, una serie, per giustificare la sua visione (nonché esistenza) stagione dopo stagione, deve garantire un hype ed un interesse crescente. All’inizio di una serie vengono posti, volontariamente o meno, dei ritmi e dei trend volti a sorprendere il pubblico in maniera crescente, seguendo un’ipotetica scala dove il cliffhanger/plot twist che viene successivamente deve rigorosamente sorprendere più del precedente. How To Get Away With Murder ha rispettato in pieno questa legge, tuttavia ora ovviamente deve fare i conti con le conseguenze di un pubblico affamato che brama nuovi shock. E qui casca il palco.
Pochi sanno che Shonda è in realtà solo la executive producer dello show e non la showrunner, ogni decisione appartiene quindi al vero showrunner, Peter Nowalk, esattamente la mano che firma anche questa season premiere e che aveva firmato anche il season finale. Si deve additare quindi a lui la serie di scelte spiacevoli che portano a “schiaffeggiare” questa premiere, sapevatelo.
Sicuramente l’elemento che più crea disturbo è la svolta lesbica di Annalise Keating, passata da fedifraga a vedova, finendo per riscoprirsi lesbica. Il twist narrativo ci poteva stare, è un qualcosa di accettabile di per sè se lo si esula dal profilo del personaggio e dal contesto, tuttavia è proprio contestualizzandolo che risalta la pochezza della scelta. Non era necessario aggiungere ulteriori punti interrogativi alla frenetica vita sessuale della Keating, così come non era affatto richiesto un’ennesima strizzata d’occhio a tutto il mondo LGBT vista la già importante presenza scenica del duo Connor-Oliver. La moda dilagante di inserire personaggi omosessuali o con tendenze sessuali non etero ha ormai risucchiato ogni serie e rischia di diventare più un clichè che un valore aggiunto. Se infatti si guarda a quanto accaduto con Annalise, appare chiaro della forzatura messa in atto e non si può non storcere il naso.
A parte questo, “It’s Time To Move On” riprende esattamente lì dove era terminato il season finale e quindi rispolvera i dubbi circa il vero killer di Rebecca. Stando a quanto si era capito, sembrava che Frank fosse il killer, invece, in puro stile HTGAWM, è sempre la persona più insospettabile a compiere il gesto più eclatante: Bonnie. Perchè un personaggio che poteva serenamente rimanere fuori da tutti questi casini uccide la principale sospettata? C’è un motivo logico e razionale che giustifichi quest’azione? Quale fine ultimo potrebbe esserci dietro l’omicidio? Ovviamente anche qui la banalità irrompe prepotentemente sulla scena: Bonnie è una psicopatica e necessita di rimanere in scena. Tutto qui. Se vi basta come spiegazione allora dovreste sapere che è un grosso problema perchè il ragionamento fa buchi in ogni posto…
Ovviamente alcuni lati positivi questa season premiere ne ha perchè innegabilmente il ritmo e alcuni misteri (Egg 911) e magheggi sono interessanti, tuttavia il pressapochismo e la casualità di molte scelte lasciano a desiderare e danneggiano il risultato finale.
Come si diceva sopra, la formula magica adottata per la scorsa stagione poteva essere riproposta tale e quale oppure essere revisionata, Nowalk ha preferito seguire alla lettera la formula del successo riproponendo in formato flashforward un cliffhanger importante: l’aggressione di Annalise ad opera di Wes. È chiaro che, seguendo l’usanza della serie, ci viene mostrato solo una parte di quanto è realmente accaduto (leggasi accadrà) e quindi le immagini ci portano direttamente ad additare Wes come omicida, esattamente come nel season finale si era molto sicuri che il killer di Lila fosse lo stesso di Rebecca, Frank. La potenza narrativa di How To Get Away With Murder ritorna prepotentemente in questi subdoli giochi di montaggio, subdoli ma terribilmente efficaci e che piacciono davvero molto perchè permettono di travisare anche delle semplici azioni a causa del punto di vista soggettivo con cui vengono presentate. E questa è sicuramente l’arma in più dello show che non si doveva cambiare.
Allo stesso modo però non si può non rimanere delusi dall’eccessiva svolta lesbian e da forzature di vario genere come la serata in discoteca, la scelta di Bonnie come killer solo per dare un senso alla presenza del character o la banalità stupidità nel lasciare il cellulare Egg 911 incustodito in discoteca. Seriously: è così che si vuole aumentare l’hype? È chiaramente la strada sbagliata…

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Cliffhanger finale con la riproposizione della classica formula: omicidio + flashforward
  • Egg 911 potrebbe risultare interessante
  • Svolta lesbian totalmente fuori dalle caratteristiche del personaggio
  • Bonnie come killer? Psicopatica lo è sempre stata ma le motivazioni non bastano per farle macchiare le mani di sangue
  • Esagerazioni e forzature a più riprese
Riproporre la stessa formula magica non può bastare, d’altronde come insegnano in Once Upon A Time: “magic comes with a price“. Qui il prezzo da pagare è la veridicità, un prezzo decisamente troppo alto.
It’s All My Faul 1×15 8.99 milioni – 2.8 rating
It’s Time To Move On 2×01 8.38 milioni – 2.6 rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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