The Player 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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“There are always three. See, the gamblers… They need someone to bet on. So we created the player.
One man… one man and his resources and ingenuity set against the worst humanity has to offer.”

Prendete i migliori film d’azione prodotti negli ultimi anni, aggiungeteci una sorta di macchina che pare richiamare Person Of Interest e fatela iniziare dal senso opposto in cui solitamente ci si aspetta che una storia come questa faccia (si intende il lato “romantico” della serie): il risultato che otterrete è The Player. La serie tv che accoglie tra le sue fila niente di meno che Wesley Snipes ingrana fin dalle prime battute una marcia abbastanza alta: ritmi veloci, battute taglienti, scene d’azione ed una grande varietà per quanto concerne la tipologia delle riprese.
La trama è quanto mai riassumibile nel solito cliché dell’uomo in cerca di una sorta di redenzione spirituale e personale (cosa che avvicina il personaggio di Alex a quello di John, Person Of Interest), privato di ciò che aveva di più caro al mondo e quindi pronto a compiere qualsiasi tipo di azione.
Il “Pilot” è un costante susseguirsi di scene d’azione ed i quaranta minuti circa di episodio non sono per nulla pesanti, tutt’altro. Uno dei più grandi rischi in cui queste tipologie di serie tv rischiano di incappare, però, è quello di diventare dei procedurali senza una seria e solida storia di base. Basti per esempio richiamare il non tanto lontano pilot di Rosewood, per avere una chiara idea di quello a cui si fa riferimento. Ma The Player, oltre a tener banco con un ottimo caso per l’episodio, si permette di concedere al proprio spettatore anche un assaggio di ciò che la prima stagione potrebbe essere: non solo con il colpo di scena finale (anche se sotto certi aspetti era abbastanza telefonato), ma anche lasciando insolute diverse domande riguardo alcuni dei personaggi entrati in gioco nell’episodio.
Il protagonista stesso, Alex Kane (Philip Winchester apparso in Camelot, Strike Back e 24: Another Day), viene semplicemente abbozzato e presentato in modo abbastanza superficiale.
Apriamo una parentesi: il fatto che un personaggio (anche principale) non venga più di tanto presentato o analizzato non sempre risulta essere una cosa positiva. In molte serie tv, improntate decisamente più sui personaggi che sulla trama specifica dell’episodio, non sfruttare l’elemento dell’analisi è sicuramente in fattore negativo. Parallelamente, ciò non è negativo quando questo accade in pilot o episodi in cui questo affidamento totale al personaggio chiave non c’è.
Proprio per questo motivo l’aver abbozzato i personaggi e non averli spiegati troppo, concentrandosi così sulla trama dell’episodio, risulta essere stata una scelta azzeccata.
A fare da perfetta cornice son state scelte delle musiche decisamente movimentate che collimano perfettamente con l’idea che regista e produttori sembrano voler dare di The Player: una serie con cui è difficile annoiarsi, carica di tensione e pathos, ma che non disdegna cedere il passo ad una più strutturata trama di fondo.
Uno dei più grandi rischi per serie tv di questo genere è legato al numero degli episodi commissionati per la stagione: se una storia potrebbe risultare piacevole e bella nel caso fosse trasposta in una stagione di corta/media lunghezza, si rischierebbe di rendere la stessa noiosa e pedante con un alto numero di episodi (si prenda ad esempio, in questo caso, The Blacklist). La recitazione è di alto livello per quanto concerne protagonisti e co-primari, ma si perde nella desolazione per quanto riguarda i personaggi di contorno. Esempio lampante, risulta essere il detective Brown interpretato da Damon Gupton che in quanto a mimica facciale non ha nulla da invidiare ad una vecchia conoscenza di Resurrection, Matt Craven.
Nota a margine: l’unica pecca ed unica cosa a risultare in qualche modo fastidiosa è la ripresa a mano mobile di certe scene, in cui i personaggi vengono ripresi a 360° senza che la telecamera stia ferma e con continui stacchi tra un cambio di postazione e l’altro. Il senso di nausea è ben percepibile in queste scene, ma fortunatamente non per l’episodio in sé. Cosa che potrebbe sembrare strana ma è già avvenuta, più di una volta.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Musiche, riprese ed ambientazione
  • Personaggi a tratti enigmatici
  • Wesley Snipes
  • Scene di pura azione e coinvolgimento
  • Riprese a mano mobile
Serie tv di puro intrattenimento e che sembra poter regalare qualcosa ai propri spettatori. Cosa di preciso ancora non ci è dato saperlo, trattandosi solo del pilot. Noi consigliamo la visione, poi il resto verrà da sé.

Pilot 1×01 4.85 milioni – 1.2 rating

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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