Fargo 2×01 – Waiting For DutchTEMPO DI LETTURA 4 min

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Banco di prova assai decisivo quello che attende la seconda stagione di Fargo. Nella stessa stagione telefilmica che vide emergere True Detective, con il suo esplosivo successo, Fargo si ritagliò un angolino meno ingombrante nel cuore dei telespettatori. Serie sorelle da genitori diversi, HBO e FX, la prima è stata chiamata alla prova di maturità durante i mesi estivi, fallendo parzialmente.
Da qui la difficile prova di Fargo. Quando una serie travolge in positivo qualsiasi tipo di aspettative, è facile, individuata la formula, proseguire la storia in una seconda stagione ugualmente avvincente. Quando, invece, la serie è su base antologica, sopraggiungerà un insieme di dilemmi del tipo: riprodurre lo stesso schema e risultare ripetitivi? Cambiare radicalmente e sentirsi dire “non è lo stesso di prima”? Fargo parte indubbiamente avvantaggiato in questo. La prima stagione altro non era che una sorta di spin-off della celebre pellicola dei Coen, ambientata circa dieci anni dopo. Come detto nella recensione della precedente premiére, ad un cambio radicale della storia, sopravvive un’identica atmosfera e “anima” del film stesso, verosimilmente lo stesso universo narrativo. La seconda stagione arriva con alle spalle un film, una stagione e una storia passata accennata nella stessa. Il padre di Molly infatti, interpretato da Keith Carradine, lasciava intendere che nella cittadina di Fargo qualcosa fosse successo in passato e avesse segnato la sua carriera di poliziotto.
Quindi, ricapitolando, non affronteremo questo episodio e questa stagione con un’estrema paura dell’ignoto. Dei piccoli punti di riferimento (come la giovanissima Molly) scaldano il nostro cuore nostalgico. Ma non solo, pur con un’ambientazione temporale antecedente (siamo nel 1979) le atmosfere sono perfettamente riconoscibili. Siamo in un universo narrativo in cui ad una semplice battuta ci viene risposto con un aneddoto, magari a sfondo biblico, dove basta una leggera discussione in un bar per scatenare una carneficina. Richiami, appigli, ritorni: l’anima di Fargo è improntata da questo binomio di neve e sangue, di segreti, calorosi focolari e violenza improvvisa.
Ciò che colpisce, rispetto alla 1×01, è la facilità (e la discreta velocità) con cui vengono presentati tutti i nuclei di personaggi. Anche quelli che – regola imprescindibile in Fargo – sono destinati a durare pochissimo. Ed è un peccato visto come si era presentato Rye. Altro aspetto lontanamente prevedibile, vista la nostra conoscenza con la prima stagione, è il triste fato della mamma di Molly. Ed infatti – guarda caso – ci troviamo una Cristin Miloti non in perfetto stato di salute. Inutile citare recenti traumi telefilmici (di cui si eviterà anche di indicare il link: chi ha visto intenderà).
Nella maggiore rapidità che questa premiére presenta, rispetto alla 1×01 (a suo modo un film interno alla stagione), è già possibile, come accennato, individuare i nuclei tra i personaggi. Se Molly Solverson rappresentava un punto di riferimento maggiormente statico nel procedere narrativo, era Lester che catapultava lo spettatore in una continua imprevedibilità. Imprevedibilità tipica dell’antieroe per caso, di colui che si trova a stravolgere la sua vita grigia e monotona, o comunque regolare e senza particolari scossoni. Per non tradire la natura seriale (leggi: ciclica), a quanto pare anche in questa seconda stagione avremo modo di seguire gli stessi modelli. Se ovviamente Lou Solverson rappresenterà (nel passato cronologico) ciò che la figlia ha rappresentato nella prima stagione (e rappresenterà, sempre cronologicamente parlando), degni di nota sono i portatori di caos. Peggy ed Ed (interpretati da Kristen Dunst e Jesse Plemons – il Todd di Breaking Bad) mantengono una fondamentale differenza con il Lester di Martin Freeman. Questo, nell’originalità della scrittura che ha caratterizzato la prima stagione, altri non era che la personificazione di un topos, ovvero l’inetto che si ribella seguendo una strada fatta di superomismo. Ciò che sembrano suggerirci Peggy ed Ed, Peggy in special modo, è la follia assoluta. Senza punto di riferimento alcuno. Peggy investe Rye per puro caso, non è una scelta deliberata come quella della martellata di Lester. Ciò che segue è però una reazione tanto gratuita, quanto insensata. Nel momento in cui Ed sente rumori provenienti dalla cantina (altro richiamo con la premiére della prima stagione), inizierà ad aprirsi un vortice di follia, anche solo promessa, che renderà assolutamente nulla la misteriosa visione del fratello minore dei Gerhardt. Sì, perché all’inizio di questa seconda stagione si vede un UFO, o presunto tale.
Le premesse sono ottime, non vi è il senso di appagamento che ha caratterizzato “The Crocodile Dilemma“, con conseguente reset nell’attenzione dello spettatore nel secondo episodio. La maggiore rapidità di questa 2×01, con la conseguente rendita di cui può godere in partenza, ci lascia una grandissima fame per ciò che seguirà.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ricostruzione del 1979
  • Legami con la prima stagione, senza perdere la natura di serie antologica
  • La folle sparatoria nel locale
  • La visione di Rye con conseguente investimento da parte di Peggy
  • Tutta la sequenza a casa di Peggy
  • L’intro con tanto di ripresa musicale della prima stagione
  • Il ritorno della “sigla” costituita da didascalie
  • Forse la premiére poteva durare un po’ di più
La crudeltà di presentarci una premiére lievemente più corta della precedente, e di quanto ci saremmo potuti aspettare, non fa che aprirci lo stomaco portandoci a voler vedere immediatamente il seguito. Da bravi spettatori viziati da Netflix, Amazon e simili, quali ormai siamo. 
Morton’s Fork 1×10 1.98 milioni – 0.6 rating
Waiting For Dutch 2×01 1.58 milioni – 0.5 rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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