Once Upon A Time 5×04 – 5×05 – The Broken Kingdom – DreamcatcherTEMPO DI LETTURA 7 min

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“C’era una volta, tanto tanto tempo fa, una fanciulla di straordinaria bellezza, con lineamenti leggeri, capelli scuri e occhi verdi. Costei si chiamava Ginevra. Un giorno, Re Artù, sovrano di Camelot e possessore della magica spada Excalibur, si innamorò di Ginevra e decise di chiederla in sposa. La giovane accettò entusiasta, rendendo felice il sovrano. Purtroppo, un brutto giorno, Meleagant rapì Ginevra e la portò nel suo impenetrabile castello. Re Artù, quindi, decise di mandare Lancillotto, uno dei suoi più fidati e valorosi cavalieri, a salvare la sua amata. Come nelle più grandi tragedie d’amore, Ginevra venne liberata, ma si innamorò, ricambiata, del suo salvatore e questo evento fu la causa scatenante della caduta e rovina di Camelot.”

Alzi la mano chi non ha mai sentito, volente o nolente, la storia di Lancillotto e Ginevra, uno dei simboli dell’amor cortese medievale e protagonista di decine di libri, racconti e film. Ciò che accadde tra la sposa di re Artù e Lancillotto è l’emblema del tradimento e delle conseguenze che l’amore, giusto o sbagliato che sia, può portare nell’animo umano e, più in generale, su una nazione intera.
Once Upon A Time, come ormai ci ha abituati, decide di stravolgere anche questa bellissima storia, e lo fa presentando re Artù sotto un’altra luce. Da eroico cavaliere, unico erede di Camelot e colui che riuscì a estrarre la famosa Spada Nella Roccia, conquistando Ginevra e l’amore del suo popolo, il re di Camelot si trasforma in un burattinaio, che con un subdolo espediente magico, tira le fila della vita di Ginevra e degli abitanti di Camelot, ingannandoli e plasmandoli a suo piacimento. Tutto è una menzogna, dunque: il suo rapporto con la moglie, la felicità di quest’ultima e la maestosità del suo regno.
Kitsis & Horowitz avevano già precedentemente snaturato un personaggio fiabesco, alterandone la sua essenza e funzione e peggiorandone i caratteri propri e naturali: nel terzo ciclo dello show targato ABC, infatti, Peter Pan fa la sua comparsa come personaggio negativo e villain di metà stagione. Tralasciando le implicazioni alla Beautiful (Peter Pan è il padre di Tremotino), il fatto di distorcere il nostro immaginario collettivo e trasformare Peter Pan da hero a cattivo, aveva un buon potenziale che, purtroppo, è stato gestito male dagli autori creando uno story arch troppo arzigogolato e ricco di buchi narrativi.
Questa volta i due creatori della serie sembrano aver imparato dai propri errori e decidono di riprendere nuovamente questa tecnica, aggiustandone il tiro. Possiamo affermare, dunque, che il Re Artù malvagio sembra funzionare bene, almeno per adesso, complice anche una discreta interpretazione da parte di Liam Garrigan, che lascia trasparire tutti i difetti di un uomo debole, insicuro, che cede alla magia e al ricatto per avere tutto ciò che ha sempre desiderato. Introducendo l’arco narrativo di Camelot, con Artù, Ginevra e Lancillotto, e facendoli interagire con i capisaldi dello show (Charming, Regina, Emma, Snow) si crea un buon mix, che, però, evidenzia ancora di più la differenza con la storyline di Emma/The Dark One. La sua parte di trama, infatti, non brilla né per scrittura creativa, né per interpretazione. Siamo quasi quasi più interessati a scoprire come andrà a finire tra i personaggi di Camelot, rispetto ai fini e agli obiettivi della funerea Swan. Il suo cigno nero non buca lo schermo e viene per ora ricordato solo per dei pantaloni di pelle, super-tacco e rossetto bordeaux. Peccato.
Un’altra figura che fa fatica a gestire il suo spazio è Rumple. Come avevamo già accennato nella scorsa recensione, il ritorno di Tremotino non ha sortito alcun effetto positivo per quanto concerne la trama orizzontale, anzi, la sua ricomparsa sembra essere stata inserita a fatica nella storia, solo per accontentare il fandom e per esigenze di contratto. L’evoluzione del personaggio di Rumplestiltskin, infatti, era iniziato in maniera coerente, presentando un altro villain in cerca di redenzione. Nella scorsa stagione tutto questo è stato mandato in vacca con l’assurda teoria dell’happy ending anche per i cattivi, che poi è stata risolta in un nulla di fatto. Ora Rumple si trova di fronte ad un altro step nel suo percorso di evoluzione, ovvero, diventare una persona coraggiosa, cosa che non è mai stato. Scrollatosi di dosso la nomea di Dark One, ora Tremotino ha un animo puro e può essere manipolato per fini più o meno giusti, e nelle mani di chi poteva mai finire il nostro amato Mr. Gold?!

Nella puntata successiva, andata in onda domenica scorsa e intitolata “Dreamcatcher”, viene introdotto il personaggio di Merlino, finalmente libero dalla sua prigione clorofilliana. Per chi non lo sapesse, ricordiamo di aver già potuto sbirciare il volto di Merlino nella prima puntata di questa quinta stagione: Elliot Knight, infatti, era apparso brevemente sotto le spoglie della maschera al cinema dove si era recata la giovane Emma, segno che ogni cosa è collegata, in un circolo magico e vizioso. Non so in quanti siano rimasti un pelo stupiti nel notare l’attore scritturato per interpretare il potente mago; va bene il politically correct, va bene che son tutte rivisitazioni di fiabe, ma forse sarebbe apprezzabile una maggior attinenza, se non alla realtà (cosa impossibile dato che si tratta di leggende), quanto meno alla storia e geografia di tali leggende. Sarebbe, per esempio, impossibile immaginarci una Mulan caucasica. Discorsi razzisti a parte (scherzo, non andate a spammare sulla pagina di Salvini), nel quinto episodio la trama orizzontale fa un ulteriore passo in avanti e Merlino viene rilasciato dalla maledizione, grazie a Regina e Emma. Le due donne sembrano lavorare bene assieme e la chemistry tra di loro è palpabile, anche se Jennifer Morrison pare sempre che ci stia provando un po’ troppo. Questa collaborazione, però, è solo univoca: Regina, infatti, vuole liberare il mago sacrificando addirittura il suo ricordo più prezioso di Daniel, il suo primo amore, mentre Emma è pronta a tutto per portare avanti i propri scopi e arriva a manovrare il suo stesso sangue, ovvero Henry. Emma e Regina, partite quattro anni fa diverse come il sole e la luna, si ritrovano ancora una volta agli antipodi. La prima, si auto convince di essere nel giusto e sacrifica egoisticamente la felicità di un’altra persona, mentre Regina, ormai diventata quasi totalmente un saviour, preferisce sacrificare la propria felicità, anche se in forma di mero ricordo, in un gesto di altruismo puro.
Con un parallelismo che fino a pochi mesi fa ci sarebbe sembrato inaccettabile e fuori dal mondo, Emma viene messa sullo stesso piano di Cora e infatti le loro decisioni e azioni coincidono. Cora giustificava ogni suo atto crudele nei confronti sia della figlia Regina, sia del prossimo, con la scusa di volerla proteggere e rendere felice, non accorgendosi, però, di arrecare solo dolore e dispiacere. Con la manipolazione di Violet e il conseguente broken heart di Henry, ecco che la Swan si avvia sulla medesima strada e duro è il confronto tra quest’ultima e Regina, che le rinfaccia tutto e difende con le unghie e con i denti suo figlio. Davvero non c’è speranza per Emma? Davvero l’oscurità dentro di lei era sempre stata destinata ad emergere e accompagnarla per il resto della propria vita? Siamo sicuri che i nostri eroi tireranno fuori dall’armadio la loro armatura scintillante – uncini compresi – e risolveranno la situazione. Purtroppo, per adesso, a tentare di risolvere la situazione ci pensa solo Merida (chi??), che cerca goffamente e comicamente di trasformare Tremotino in un brave come lei. Siamo di fronte a un Fante Di Cuori 2 – la Vendetta, essendo Merida un personaggio terziario senza alcuno spessore e senza alcuna utilità se non quella di dare lavoro a qualche attricetta dai capelli color del fuoco.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il capovolgimento del nostro immaginario collettivo su Re Artù
  • Lo story arc di Camelot
  • Il parallelismo tra Emma e Cora
  • Regina e Emma contrapposte ancora una volta
  • La scenetta minchiosa tra Violet e Henry: ora che il signorino ha gli ormoni a mille dovremo sorbirci un minutaggio più lungo in suo favore
  • Emma come Dark One non riesce a ingranare e non lo fa nemmeno la sua storyline
  • Un grande punto interrogativo su Tremotino
  • Nessun punto interrogativo, ma solo un grande “Per me è no!” su Merida
I due episodi più o meno si equivalgono  e superano la sufficienza, anche se siamo ben distanti da qualcosa di eccelso – ma nemmeno aspiravamo a tanto. La trama verticale viene sacrificata in onore di quella orizzontale e di questo non siamo affatto dispiaciuti, dato che per Horowitz & Kitsis trama verticale equivaleva a trashate e assurdità a iosa solo per riempire il minutaggio. Un buon imput viene lanciato da Camelot e le intenzioni malvagie di Re Artù, speriamo che prima o poi anche Emma possa diventare così convincente come villain.
Siege Perilous 5×03 5.28 milioni – 1.6 rating
The Broken Kingdom 5×04 4.92 milioni – 1.6 rating
Dreamcatcher 5×05 5.04 milioni – 1.6 rating

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